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Lombardia, Rozza (Pd): “Aumentano le aggressioni in ospedale. Subito la legge sulla sicurezza del personale”

Il consigliere regionale del Pd sollecita la Giunta, che “a oggi ha soltanto nominato il tavolo tecnico di supporto alla stesura delle linee guida”.

“Immaginiamo che i numeri generali di aggressioni fisiche e verbali nei presidi ospedalieri saranno in aumento del 41% nel 2022”. La stima è del consigliere regionale lombardo Carmela Rozza (foto), che ieri ha partecipato alla conferenza stampa organizzata dal Pd per chiedere l’applicazione “immediata” della legge sulla sicurezza del personale (guarda il video).

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Dai numeri registrati nelle Asst, Irccs e Ats della Città Metropolitana di Milano, nel 2021 le aggressioni fisiche agli operatori sanitari sono state 209 e quelle verbali 444, mentre tra gennaio e maggio 2022 sono state pari, rispettivamente, a 106 e 278. Tra i due anni si stima che il trend delle aggressioni fisiche sia in aumento del 22% e che siano raddoppiate quelle verbali.

Secondo il gruppo consiliare ci sarebbero anche carenze nella rilevazione degli episodi. In particolare, il Pd lamenta la mancata applicazione della legge per la sicurezza del personale sanitario e sociosanitario, approvata dal Consiglio a luglio 2020 e operativa da luglio 2021. A oggi, si segnala, la Giunta ha soltanto nominato il tavolo tecnico che dovrà essere di supporto alla stesura delle linee guida.

Quello che si chiede, spiega Rozza, è “di mettere immediatamente in priorità l’applicazione della legge sulla sicurezza del personale, aprire i tavoli in prefettura, dare subito un ordine ai direttori generali sul monitoraggio degli eventi e far partire il lavoro del tavolo tecnico, che deve decidere quali interventi fare, come e dove”

.

A provocare tensioni sono anche i lunghi tempi di attesa. “Nei presidi sanitari c’è grande sofferenza – osserva il capogruppo Dem, Fabio Pizzul. Vengono segnalate attese anche di 11 ore per patologie banali. Il problema è che manca personale e l’organizzazione non consente di avere un servizio decente. Non è possibile che in una realtà che continua a definirsi eccellente dal punto di vista ospedaliero ci siano delle condizioni tanto complicate, sia logisticamente che dal punto di vista delle attese”.

Redazione Nurse Times

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