Il Giudice del Tribunale di Torino ha condannao Città della Salute a pagare oltre 700mila euro alla famiglia di un giovane costretto a subire l’amputazione della gamba per errore medico.
Nel maggio del 2015 il ragazzo, all’epoca 22enne, era caduto a terra mentre faceva parkour. Era stato portato in ospedale al Cto, dove gli era stata diagnosticata una lussazione al ginocchio. Due giorni dopo era stato trasferito alle Molinette e poi di nuovo al Cto, dove il 27 luglio i medici erano stati costretti ad amputargli parzialmente l’arto inferiore. In seguito all’accaduto, il giovane aveva riportato un’invalidità permanente del 40%. Riporta il fatto responsabilecivile.it. Il processo, che ha visto indagati ben 68 medici, si è chiuso con l’archiviazione del caso. Sul versante civile, invece, il Giudice ha stabilito che al paziente e ai suoi familiari dovranno essere versati complessivamente oltre 700 mila euro: il massimo possibile, anche sotto il profilo della personalizzazione del danno.
Nella sentenza si sottolinea come la vita del giovane sia stata stravolta da quel drammatico evento.
Quanto al risarcimento dei familiari, “la perdita di un parente comporta una grave e profonda ferita che con gli anni è destinata a rimarginarsi lasciando una vasta cicatrice”, ma “la lesione del rapporto parentale per le gravi menomazioni di un congiunto si sostanzia in una ferita, a volte meno grave e profonda, ma destinata a rimanere sempre aperta”, e “potrebbe essere per questo foriera di una sofferenza analoga”.
- Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo (2 aprile), SISISM: “Superare visioni riduttive e stereotipate”
- Demansionamento per il 10% del tempo lavorativo, ma per oltre 10 anni: infermiere sarà risarcito
- Traffico di telefonini e denaro nel carcere milanese di Opera: arrestato infermiere che fungeva da corriere
- Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo (2 aprile): l’impegno a promuovere inclusione e rispetto
- Alloggi a canone calmierato per il personale sanitario: il progetto di Cdp Real Asset
Fonte: responsabilecivile.it
Lascia un commento