Tesi di Laurea - NeXT

Il dott. Graci presenta la tesi sul ruolo dell’infermiere nell’educazione nutrizionale del paziente pediatrico con malattia renale cronica

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Sono tantissime le tesi di laurea che arricchiscono il nostro progetto editoriale denominato NeXT che permette ai neolaureati in medicina e infermieristica di poter pubblicare la loro tesi di laurea sul nostro portale (redazione@nursetimes.org)

Il dott. Graci Giuseppe presenta la sua tesi dal titolo “Il ruolo dell’infermiere nell’educazione nutrizionale del paziente pediatrico con malattia renale cronica: revisione della letteratura”.

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La tesi di laurea in infermieristica è stata dissertata presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

L’apparato urinario è un insieme di organi pari o impari il cui compito è quello di filtrare il sangue dai cataboliti che vi si accumulano e di eliminarli all’esterno. È costituito da due organi filtranti, i reni, situati nella parte superiore e posteriore della cavità addominale. Dai reni il liquido prodotto, l’urina, raggiunge i calici e la pelvi renale e viene portato per mezzo di due canali, gli ureteri, a un serbatoio di raccolta situato nel piccolo bacino, la riuscita.

Di qui, a intervalli, l’urina viene espulsa all’esterno per mezzo di un altro canale, l’uretra. Questa, nella donna, ha come unico compito quello di introdurre all’esterno l’urina, mentre nell’uomo appartiene anche l’apparato genitale, in quanto è attraversata dallo sperma durante l’eiaculazione.

Quando i reni, per un danno improvviso o protratto nel tempo, perdono completamente le loro funzioni, è necessaria la Dialisi.

Ci sono due principali tipi di dialisi, emodialisi o dialisi extracorporea e dialisi peritoneale o dialisi intracorporea.

Un ruolo importante nella prevenzione e nella gestione delle patologie croniche e delle loro complicanze è giocato dall’educazione. Gli interventi educativi nell’insufficienza renale cronica (IRC) sono molto importanti, e in modo particolare nell’emodialisi, che richiede una partecipazione attiva del paziente e dei membri della sua famiglia, per gestire la malattia.

La professione infermieristica ha un ruolo importante nell’educazione. Agli infermieri è richiesta competenze e consapevolezza dei cambiamenti sociali, dei nuovi problemi e necessità. L’educazione dovrebbe essere individualizzata e continuativa, valutando le capacità del paziente ed indagando la sua compliance alla dialisi. L’infermiere può far sentire il paziente a proprio agio, chiarendo i suoi dubbi, responsabilizzando di fronte alla gestione della propria malattia e permettendogli di condurre una vita più salutare.

Risulta così evidente il ruolo centrale del personale infermieristico nell’assistenza al paziente con IRC.

Dialisi Peritoneale

La dialisi peritoneale si esegue generalmente a casa. La persona malata, o un “partner dialitico”, vengono istruiti in alcuni giorni (generalmente una settimana) a gestire il trattamento. Il Centro dialisi istruisce la persona che effettuerà le procedure dialitiche, prescrive e controlla la terapia, valuta l’andamento clinico e fornisce i materiali necessari. In rari casi la dialisi peritoneale viene eseguita in ospedale.

La soluzione di dialisi, introdotta nella cavità peritoneale, entra in contatto con il sangue attraverso la membrana peritoneale che riveste gli organi addominali e che in questo caso viene utilizzata come un filtro. La depurazione avviene durante la sosta del liquido nella cavità peritoneale, senza dare disturbi, mentre la persona svolge le sue usuali attività.

Il sangue che scorre nei vasi sanguigni della membrana peritoneale cede alla soluzione di dialisi le sostanze tossiche e i liquidi in eccesso.

Il liquido di dialisi viene sostituito periodicamente (scambio) con una soluzione nuova.

Questo tipo di dialisi favorisce, talora anche per anni, il mantenimento della diuresi (volume urinario). Gli scambi si possono effettuare manualmente, cioè senza apparecchiature, 4 volte durante il giorno con una manovra che richiede 25-40 minuti (Dialisi Peritoneale Ambulatoriale Continua = CAPD).

Gli orari degli scambi sono abbastanza flessibili e possono essere adattati alle abitudini della persona. In alternativa, gli scambi possono essere eseguiti di notte, per 8-9 ore mentre si dorme, con l’aiuto di una semplice apparecchiatura opportunamente programmata (Dialisi Peritoneale Automatizzata = APD) che viene fornita dal Centro dialisi.

La durata della seduta di APD viene prescritta dal medico, ma l’orario di inizio può essere variato. La cavità addominale viene messa in comunicazione con l’esterno attraverso un catetere sottile e flessibile che si usa per immettere e far defluire la soluzione di dialisi.

Il posizionamento del catetere attraverso la parete del- l’addome viene realizzato chirurgicamente in anestesia locale, preferibilmente alcune settimane prima dell’inizio del trattamento dialitico.

In caso di infezione del punto di uscita del catetere peritoneale viene prescritta una cura a base di antibiotici e solo in alcuni casi può essere necessario sostituire il catetere.

L’infezione peritoneale (peritonite) è possibile ma attualmente meno frequente. Si viene istruiti a riconoscerne i primi segni per comunicarli con tempestività al personale del Centro dialisi; la terapia antibiotica porta a rapida guarigione nella maggior parte dei casi.

Talora la membrana peritoneale si usura e la depurazione delle scorie o la rimozione dei liquidi diventano insufficienti e può rendersi necessario il passaggio all’emodialisi.

Graci Giuseppe

Allegato

Tesi “Il ruolo dell’infermiere nell’educazione nutrizionale del paziente pediatrico con malattia renale cronica: revisione della letteratura”

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