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Coronavirus, Oms sperimenta tre farmaci per la cura dei pazienti ospedalizzati

Al via la seconda fase dello studio Solidarity. I medicinali in questione sono artesunato, imatinib e infliximab.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato la fase successiva del suo studio Solidarity. Denominato Solidarity PLUS, arruolerà i pazienti Covid ospedalizzati per testare tre nuovi farmaci, donati per la sperimentazione dai loro produttori. Si tratta di artesunato, imatinib e infliximab.

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Tali terapie sono state selezionate da un gruppo di esperti indipendenti per il loro potenziale nel ridurre il rischio di morte nelle persone ospedalizzate per coronavirus. Sono già utilizzati per altre indicazioni: l’artesunato è usato per la malaria grave, l’imatinib per alcuni tipi di cancro e l’infliximab per le malattie del sistema immunitario, come il morbo di Crohn e l’artrite reumatoide.

“Trovare terapie più efficaci e accessibili per i pazienti Covid, rimane un’esigenza fondamentale, e l’Oms è orgogliosa di guidare questo sforzo globale – ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione –. Vorrei ringraziare i governi partecipanti, le aziende farmaceutiche, gli ospedali, i medici e i pazienti, che si sono uniti per farlo in una vera solidarietà globale”.

Solidarity PLUS è una piattaforma sperimentale e rappresenta la più grande collaborazione globale tra

gli Stati membri dell’Oms. Coinvolge migliaia di ricercatori di oltre 600 ospedali in 52 Paesi, 16 Paesi in più rispetto alla prima fase di sperimentazione. Ciò consente allo studio di valutare più trattamenti contemporaneamente, utilizzando un unico protocollo e reclutando migliaia di pazienti per generare stime robuste sugli effetti, anche moderati, che un farmaco può avere sulla mortalità. Consente inoltre di aggiungere nuovi trattamenti e di abbandonare trattamenti inefficaci nel corso della sperimentazione.

In precedenza quattro farmaci erano stati valutati dallo studio: remdesivir, idrossiclorochina, lopinavir e interferone. I risultati avevano mostrato effetti scarsi o nulli sui pazienti Covid ospedalizzati.

Redazione Nurse Times

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