Cittadino

Coronavirus: conosciamo meglio il tampone rapido fai da te

Tutto quello che c’è da sapere sui test domiciliari acquistabili in farmacia e nei supermercati.

Cos’è il tampone rapido fai da te? – I test domiciliari acquistabili in farmacia e nei supermercati sono tecnicamente tamponi rapidi antigenici, ovvero test studiati per evidenziare la presenza delle proteine che il virus responsabile di Covid-19 espone sulla superficie del suo involucro. Permette quindi di diagnosticare la presenza di dell’infezione al momento del test.

Advertisements

Come si fa? – Si raccomanda di fare riferimento alle istruzioni del test acquistato per i dettagli, che vanno lette interamente almeno una volta prima di iniziare la procedura (in modo da essere preventivamente a conoscenza dei diversi passaggi e valutare le poche controindicazioni e gli eventuali rischi associati).

Di norma l’esecuzione del tampone rapido prevede i seguenti passaggi:

  1. All’interno della confezione è presente un piccolo contenitore in plastica, contente la soluzione reagente (non visibile nella foto sopra), ovvero un liquido capace di reagire con le proteine del virus; è necessario aprirlo e versarlo nella provetta sterile, sempre in plastica, contenuta nel kit.
  2. Prima di prelevare il campione assicurarsi di soffiare bene il naso.
  3. A questo punto si apre la bustina contenente il tampone sterile, che andrà delicatamente inserito in una narice per almeno 2.5 cm, ruotandolo poi all’interno della stessa per 3-4 volte e ripetendo quindi il prelievo con lo stesso tampone anche nell’altra narice.
  4. Inserire il tampone nella provetta contenente il reagente, ruotarlo 4-5 volte e poi attendere con la punta sempre sommersa dalla soluzione per almeno un minuto.
  5. Premere la provetta con le dita (è fatta da materiale plastico morbido) ed estrarre il tampone, così da strizzarlo prima della fuoriuscita. Gettare il tampone nei rifiuti, evitando con attenzione il rischio di contaminazione di superfici in casa.
  6. Chiudere la provetta con l’apposito tappo contagocce fornito.
  7. Versare tre gocce della soluzione nell’apposito pozzetto presente sul dispositivo di test.
  8. Appoggiare il dispositivo su una superficie orizzontare ed attendere 15 minuti per la reazione.

Come si interpreta il risultato? – È molto importante ricordare che il risultato va letto entro 15-20 minuti, mentre eventuali variazioni successive sono del tutto insignificanti (è invece esperienza comune che, in caso di esito positivo, spesso il risultato compare fin dai primi minuti). Nella maggior parte dei test la lettura ed interpretazione del risultato di un tampone rapido fai da te è sostanzialmente sovrapponibile ad un test di gravidanza ed è in particolare necessario che compaia SEMPRE una linea di controllo, a conferma della corretta esecuzione del test.

Test negativo – Come si evince dall’immagine che segue, un test si considera negativo quando compare la linea di controllo (C), ma non la linea di test (T).

Test positivo – Come si evince dall’immagine che segue, un test si considera positivo quando compare la linea di controllo (C) e la linea di test (T).

Test non valido – Come si evince dalle due immagini seguenti, In assenza della linea di controllo (C) l’esito non è in alcun modo significativo.

E’ affidabile? – Rispetto ai test rapidi eseguiti in farmacia, l’esecuzione a casa del test prevede due grossi limiti:

  1. Non tutti i tamponi rapidi in commercio per il pubblico garantiscono uguale sensibilità (capacità di riconoscere correttamente un positivo, ovvero un soggetto infetto) e specificità (capacità di riconoscere correttamente un negativo, ovvero un soggetto sano); si trovano infatti in commercio diverse generazioni di test, con qualità crescenti di affidabilità, ma la cui valutazione non è sempre esattamente semplice.
  2. Mentre di norma in farmacia il test viene eseguito da personale formato, l’auto-esecuzione può esporre all’elevato rischio di falsi negativi (mancato riconoscimento di un soggetto infetto) per una comprensibile mancanza di manualità; il rischio principale è quello insito nella raccolta del campione nasale, ad esempio a causa di un’insufficiente inserimento del tampone per il fastidio avvertito (soprattutto se si considera che spesso i pazienti COVID-positivi mostrano uno spiccato gonfiore delle mucose nasali).

Fatte salve queste doverose premesse, in condizioni ideali i test di ultima generazione garantiscono un’elevata affidabilità, presentando come unico fattore in grado di diminuirne la sensibilità i casi di ridotta carica virale (ovvero una quantità ridotta di virus). Questa è peraltro una delle differenze chiave con il test molecolare e che spiega la decisione politica di:

  • riconoscere i test rapidi eseguiti in farmacia come sufficienti a disporre un isolamento;
  • richiedere un test molecolare per verificare l’effettiva risoluzione dell’infezione.

Per la stessa ragione i tamponi rapidi si considerano più affidabili in soggetti sintomatici, perché presumibilmente portatori di una carica virale superiore a soggetti infetti ma asintomatici. Il limite più importante, anche in ottica di salute pubblica, è quindi che un test negativo non esclude al 100% l’infezione da SARS-CoV-2, in particolare in soggetti che abbiano avuto contatti stretti con pazienti infetti (in alcuni casi il tampone potrebbe anche essere eseguito con eccessivo anticipo sui tempi).

Se ho raffreddore o influenza, il test può risultare positivo? – Nella maggior parte dei casi non sono note infezioni diverse dalla COVID-19, anche se con sintomi sovrapponibili (raffreddore, influenza stagionale, influenza intestinale…), ma si raccomanda ovviamente di fare riferimento al test acquistato per una conferma certa.

Interazioni con kiwi, arance… – Sono disponibili in rete numerosi video che vorrebbero dimostrare l’inaffidabilità del test sulla base di test positivi a seguito dell’analisi di liquidi alimentari, come kiwi, arance e bibite di cola; premesso che i video non sono in alcun modo manipolati, ovvero l’analisi di questi liquidi restituisce effettivamente un esito positivo, la conclusioni che ne vengono tratte sono in realtà fondate su premesse fallaci. Come chiaramente spiegato in numerosi siti di fact-checking nazionali e internazionali il risultato è frutto di un’esecuzione impropria del test (il liquido analizzato non è fluido nasale) e non viene nemmeno passato nella soluzione reagente, che tra le altre funzioni ha anche quella di tamponare il pH del campione (si noti come tutti i campioni testati siano succhi estremamente acidi). A corollario si segnala infine che il consumo di arance, kiwi, clementine…: prima del tampone non ne compromette l’affidabilità (salvo eventualmente casi estremi in cui il succo venga in qualche modo a diretto contatto con le mucose, subito prima del prelievo).

Redazione Nurse Times

Fonte: The Wom Healthy

Redazione Nurse Times

Leave a Comment
Share
Published by
Redazione Nurse Times

Recent Posts

Opi Firenze Pistoia: la commissione d’albo infermieri perde 4 componenti 

Ancora grattacapi per l’Opi Firenze Pistoia, presieduta da David Nucci che come ricorderete è subentrato…

30/09/2022

Tumore del pancreas, nascono a Brescia le linee guida europee sulla chirurgia mininvasiva

Si tratta di un importante passo avanti per rendere sempre più vincente l’approccio chirurgico. Provenienti…

30/09/2022

Dolore addominale: come capire se è appendicite

Ecco quali segnali possono indicare che il disturbo deriva da un'infiammazione dell'appendice. Ancora non abbiamo…

30/09/2022

Autismo, studio svedese: “Nessun legame causale con le infezioni contratte dalla madre durante la gravidanza”

E' quanto sostengono i ricercatori del Karolinska Institute di Solna. In passato la ricerca ha…

30/09/2022

Oggi un infermiere potrebbe candidarsi a Ministro della Salute?

Alla luce delle nuove elezioni politiche, della recente pandemia, (che a noi infermieri) ci ha…

30/09/2022

Tumore al seno, individuata proteina che rende inefficaci alcune terapie ormonali

Il ruolo chiave della discherina nell'ostacolare le cure è stato scoperto da un gruppo di…

30/09/2022