Studenti

Best practices nella gestione delle cannule in un paziente con ECMO: revisione della letteratura

Grande successo per il nostro progetto editoriale denominato NeXT che permette ai neolaureati in medicina, infermieristica e a tutti i professionisti della sanità di poter pubblicare la propria tesi di laurea sul nostro portale. 

Sono numerose le tesi di laurea che quotidianamente arrivano all’attenzione della nostra redazione (redazione@nursetimes.org).

Advertisements

NurseTimes è l’unica Testata Giornalistica Sanitaria Italiana (Reg. Trib. Bari n. 4 del 31/03/2015) gestita da Infermieri, quotidiano diventato il punto di riferimento per tutte le professioni sanitarie.

Ogni pubblicazione su NurseTimes è spendibile nei concorsi e avvisi pubblici.

Presentiamo la tesi della dott.ssa Arianna Citti laureatasi presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma.

Gentile Direttore di NurseTimes,

vorrei presentarLe il mio lavoro di tesi, ho deciso di parlare di un argomento ancora poco conosciuto, ma in realtà molto utilizzato prima e durante la pandemia covid-19. Ho eseguito una revisione della letteratura con l’obiettivo di capire quale fosse il metodo migliore nella gestione delle cannule al fine di ridurre il rischio infettivo a cui il paziente è sottoposto.

Introduzione

L’Extracorporeal membrane Oxygenation (ECMO) è una tecnica che supporta le funzioni vitali tramite la circolazione extracorporea. Fornisce assistenza respiratoria e circolatoria, ha lo scopo di aumentare l’ossigenazione nel sangue, riducendo i valori ematici di anidride carbonica (CO2), aumentando la gittata cardiaca mantenendo costante la temperatura corporea del paziente. È una tecnica altamente invasiva e viene utilizzata, con l’ausilio di un macchinario, a seguito dell’inefficacia di terapie convenzionali.

Obiettivo

Analizzare e descrivere le migliori strategie nella gestione delle medicazioni delle cannule ECMO e identificare il ruolo, le competenze e le responsabilità dell’Infermiere nel prevenire il rischio infettivo a cui il paziente è sottoposto.

Materiali e Metodi

È stata eseguita una revisione della letteratura in accordo con la metodologia Prisma, utilizzando il metodo PIO, si è provveduto a identificare quali fossero gli studi pubblicati di interesse sull’argomento. Le parole chiave: catheter-related infections, prevention, extracorporeal membrane oxygenation, dressing, nursing, sono state combinate tra loro attraverso l’uso di operatori booleani (AND, OR). Sono stati selezionati 111 articoli di cui in seguito ai criteri di ammissibilità precedentemente stabili sono stati individuati 9 articoli pertinenti corrispondenti ai criteri di ricerca. Inoltre, è stato fatto riferimento alle Linee guida ELSO più recenti (2020).

Risultati e Conclusioni

Dalla letteratura analizzata risulta essere fondamentale la prevenzione delle complicanze andando ad utilizzare pratiche efficaci al fine di ridurre il rischio di infezione.

Al fine di mantenere la sterilità del sito d’inserimento è importante effettuare l’antisepsi con clorexidina gluconata al 2% riducendo il cambio delle medicazioni fino a 7 giorni. Le medicazioni maggiormente utilizzate sono le medicazioni trasparenti che permettono di visualizzare il sito d’inserimento della cannula permettendo di rilevare in modo precoce segni di flogosi localizzata, con tampone impregnato di clorexidina al 2% in quanto questo antisettico riduce la carica batterica, indispensabile per prevenire il rischio di infezione correlato alle cannule ECMO.

Le cannule devono essere fissate in almeno due punti per evitare il dislocamento, la messa in sicurezza della linea, infatti, è una priorità assoluta al fine di evitare emergenze potenzialmente letali. In conclusione, sono presenti innumerevoli lacune riguardanti la gestione delle cannule ECMO e le linee guida ELSO non risultano essere dettagliate. Vi è una discordanza nelle procedure utilizzate in tutto il mondo. L’infermiere è la figura che opera con competenza nell’ambito della terapia intensiva eseguendo tutte le procedure atte a migliorare il comfort del paziente. Durante la medicazione delle cannule ECMO ricopre un ruolo specifico, identificando un eventuale rischio infettivo a cui il paziente è sottoposto. L’utilizzo sempre più frequente dell’ECMO terapia giustifica una ricerca mirata per sviluppare best practices per gli operatori sanitari che lo gestiscono.

Arianna Citti

Allegato

Tesi: “Best practices nella gestione delle cannule in un paziente con ECMO: revisione della letteratura”

Redazione Nurse Times

Leave a Comment
Share
Published by
Redazione Nurse Times

Recent Posts

Evento Ecm gratuito (9 crediti) sull’infermiere di famiglia e comunità

Il corso di formazione ha l’obiettivo di trasmettere i contenuti principali sulle caratteristiche, funzioni e ruoli…

24/09/2022

Si blocca la porta della stanza di degenza e la paziente muore: infermiere indagato per omicidio colposo

SULMONA – Non avrebbe dovuto abbandonare, come da linee guida, la sorveglianza costante della paziente…

23/09/2022

Crisi Ssn: Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursind annunciano mobilitazione nazionale a Roma per il 29 ottobre

I segretari generali dei sindacati chiedono interventi urgenti alla politica per risolvere i gravi problemi…

23/09/2022

Scompenso cardiaco, individuata nel cuore una proteina che ne facilita lo sviluppo

La presenza di SGLT2 è stata dimostrata da uno studio congiunto condotto da Università Vanvitelli…

23/09/2022

Sla, scoperta la prima cura per pazienti con specifica mutazione genetica

Uno studio internazionale al quale ha preso parte il Centro Sla dell’ospedale Molinette di Torino…

23/09/2022

Russia, scoperto virus simile al Sars-CoV2 in un pipistrello: resiste ai vaccini anti-Covid

Denominato Khosta-2 e appartenente alla sottocategoria dei sarbecovirus, sarebbe resistente sia agli anticorpi monoclonali che al siero di individui vaccinati…

23/09/2022