Verona, neonati deceduti per batterio killer: minacce di morte a medici e infermieri

La Procura annuncia l’apertura di un’indagine a seguito di quanto apparso sui social.

«Ti vengo a cercare, come promesso. Tu e la tua compagnia. Fino a quando non vi vedrà strisciare con i piedi per terra». E ancora: «Tutti sapevano, medici e infermieri. Siete stati disonesti e schifosi. Per questo vi voglio vedere morti. Pensavo che quello fosse il posto più sicuro per piccoli angioletti indifesi e invece ci avete tenuto nascosto tutto. Se vi vedo per strada, vi passo sopra con la macchina». Sono alcune delle minacce apparse sui social, che prendono di mira medici e infermieri dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona. In una di esse si fa anche il nome di un medico dirigente della Pediatria.

Cisl Fp e il sindacato degli infermieri Nursind hanno presentato un esposto e ora il procuratore capo di Verona, Angela Barbaglio, annuncia l’apertura di un’inchiesta per minacce: «Indagheremo con particolare solerzia per individuare i responsabili». Ma intanto il lavoro dei magistrati e dei carabinieri prosegue sul fronte dell’indagine per omicidio colposo plurimo aperta per far luce sulla morte dei quattro bimbi che hanno contratto il batterio nel reparto di Terapia intensiva neonatale di Borgo Trento. Dopo aver acquisito la relazione della commissione regionale, che ha individuato l’origine della contaminazione, il procuratore spiega che nel fascicolo entreranno anche le controdeduzioni inviate dal direttore generale dell’azienda ospedaliera, Francesco Cobello

, che ha replicato punto su punto alle accuse mosse dagli ispettori mandati da Venezia.

Appena saranno disponibili, la procura chiederà anche copia delle conclusioni alle quali giungeranno gli 007 del ministero della Sanità, che per tutta la giornata di venerdì hanno acquisito documenti a Borgo Trento, e ascoltato medici e dirigenti. Il team di ispettori, guidato da Maria Grazia Laganà, dovrebbe presentare la propria relazione al ministro Roberto Speranza tra circa 30 giorni.

Infine è probabile che il sostituto procuratore Diletta Schiaffino, titolare dell’inchiesta sul Citrobacter, decida di nominare uno o più periti (medici, specialisti, tutti esterni all’ospedale scaligero) che avranno il compito di affiancare i carabinieri del Nas di Padova nell’analisi del materiale raccolto, per capire cosa non ha funzionato nel reparto di Terapia intensiva neonatale e, soprattutto, su chi ricadano le (eventuali) responsabilità penali per la morte dei bambini. L’inchiesta si prospetta lunga. Finora gli investigatori hanno raccolto le denunce delle mamme delle piccole vittime, ma è probabile che, non appena ultimata l’analisi della relazione della commissione regionale, cominceranno a interrogare i primi testimoni.

Redazione Nurse Times

Fonte: Corriere del Veneto

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