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“Siamo allo stremo”: infermieri del San Raffaele denunciano mancanze e aggressioni

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Leucemie, dal San Raffaele una nuova strategia immunoterapica
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Operatori del pronto soccorso segnalano carenza di personale, mancanza di presidi e criticità strutturali; chiedono interventi immediati per tutela e sicurezza

Un gruppo di infermieri e OSS del pronto soccorso del San Raffaele ha inviato una segnalazione formale alla direzione denunciando carenze di personale e presidi, con rischi per assistenza e sicurezza

Contesto della segnalazione

Un documento firmato da infermieri e operatori socio-sanitari in servizio nel pronto soccorso dell’IRCCS Ospedale San Raffaele (assunti con contratto Aiop sanità privata accreditata) è stato inviato alla direzione per richiedere tutele e segnalare «criticità strutturali e organizzative» che, secondo il personale, compromettono la sicurezza assistenziale e la tutela della salute degli operatori e dei pazienti. La notizia è stata riportata da più testate locali e agenzie nazionali. 

Quali sono le criticità segnalate
  • Carenza di personale: la nota parla di una mancanza stimata in circa dieci infermieri e di turni svolti sistematicamente con un operatore in meno rispetto all’organico previsto, con ripercussioni sull’area di Osservazione Breve Intensiva (OBI).  
  • Presidi e materiali insufficienti: mancano traverse monouso, cerotti per agocannule, pannoloni e camici; il personale denuncia di dover reperire di notte questi presidi da altri reparti.  
  • Rischio infettivo e separazione inadeguata: la separazione dei pazienti con sintomi simil-influenzali sarebbe affidata solo a delimitazioni visive, ritenute insufficienti rispetto alle raccomandazioni operative e ai piani regionali e nazionali per le sindromi respiratorie.  
  • Sicurezza e aggressioni: il personale segnala episodi di aggressività verbale e fisica, soprattutto verso il triage, e l’assenza di vigilanza continuativa o di adeguati riconoscimenti economici per funzioni a rischio. Studi e denunce nazionali indicano un aumento degli episodi di violenza verso gli operatori sanitari.  
Impatto sull’attività assistenziale

La carenza organica e la mancanza di presidi, secondo la segnalazione, comportano aumenti dei tempi d’attesa, sovraffollamento e maggior rischio di errore clinico, con potenziali ripercussioni sulla qualità delle cure in area emergenza-urgenza. Nei mesi scorsi altri articoli e inchieste avevano già evidenziato criticità organizzative e casi che hanno portato ad accertamenti interni. 

Ripercussioni sul personale e sulle procedure

Il documento chiede una rivalutazione del rischio clinico e occupazionale e l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), oltre ad interventi strutturali, organizzativi e di personale per tutelare operatori e pazienti. Queste richieste si inseriscono nel più ampio dibattito nazionale su sicurezza dei luoghi di cura e tutela degli operatori sanitari.  

Cosa chiede il personale — richieste principali
  1. Valutazione e aggiornamento del DVR specifico per il pronto soccorso.
  2. Copertura immediata delle carenze infermieristiche e revisione dei turni in OBI.
  3. Fornitura continua e tracciata dei presidi essenziali.
  4. Misure di sicurezza antiviolenza, inclusa vigilanza dedicata e riconoscimenti per funzioni a rischio. 

La direzione ospedaliera è attesa a una risposta scritta e a verifiche interne; sindacati e ordini professionali potrebbero chiedere tavoli di confronto e interventi regionali. Se le criticità verranno confermate, le misure correttive dovranno comprendere assunzioni, riorganizzazione dei turni, e garanzie sui dispositivi e sulla sicurezza del personale.

Redazione NurseTimes

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