Lo sfogo di un’Infermiera di Pronto Soccorso: “Nessuno deve permettersi di giudicare l’operato di chi garantisce la miglior assistenza possibile”

Un'Infermiera operante presso il Pronto Soccorso dell'ospedale di Terni ha voluto rispondere alle numerose proteste dei pazienti afferenti al Dipartimento di Emergenza.

Un’Infermiera operante presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Terni ha voluto rispondere alle numerose proteste dei pazienti afferenti al Dipartimento di Emergenza.

I cittadini, scontenti per le lunghe attese che frequentemente sono sfociate in episodi di violenza, hanno voluto raccontare le loro esperienze negative attraverso il giornale umbriaOn. Un’infermiera in servizio presso il Pronto Soccorso di Terni risponde attraverso la stessa testata giornalistica con la lettera che riportiamo di seguito:


“Certo che rientrare a casa dopo il turno di notte e leggere pubblicato un articolo del genere non solo mi fa incazzare di brutto, ma è veramente sconfortante…No!!! Io non ci sto!!!

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Sono un’infermiera del Pronto Soccorso dell’ospedale di Terni e sono fiera di esserlo malgrado tutto… Ho scelto io di lavorare in Pronto Soccorso pur sapendo che tra tutti i reparti era il più duro e il più difficile…

Il Pronto Soccorso è come una trincea, se tanto vogliamo paragonarlo a qualcosa… Non è un reparto come gli altri in cui l’infermiere si limita ad essere infermiere, bensì è un reparto in cui questo non basta e l’infermiere, deve trasformarsi in un facttotum e rivestire ogni ruolo, vista la carenza di personale… un reparto in cui non basta il “sapere, saper essere e saper fare”, ma in cui l’infermiere, oltre a dover avere una professionalità disarmante, deve anche saper unire l’umanità e l’empatia con un autocontrollo assoluto per poter fronteggiare ogni situazione che si presenta… dalle emergenze vere, alle banalità più assurde, con i mezzi a disposizione, che sempre di più vanno diminuendo a causa dei tagli alla sanità pubblica.

Sfido chiunque di quelli che si lamentano, tipo la signora in questione che si è permessa di scrivere “il suo giorno melodrammatico in p.s.”, a venire solo un giorno, o anche solo per un turno a lavorare con noi, così magari potrà constatare con mano cosa significa vivere ogni giorno in ogni turno “un giorno di ordinaria follia” in pronto soccorso.

Le file ci sono, è vero, perché all’aumento dell’afflusso di gente proveniente anche da fuori regione, non ha avuto nessun riscontro di aumento del personale…

La gente è sempre più maleducata e pretenziosa… vuole tutto e subito come fosse al supermercato… L’infermiere quindi diventa la valvola di sfogo… il cosiddetto “materasso delle botte”

Sarei proprio curiosa di vedere la signora in questione a dover gestire gente come lei… o anche peggio…

Ne vediamo di tutti i colori in pronto soccorso… gente di ogni tipo ed ogni razza… dal signore per bene, al delinquente, al carcerato, all’acolizzato, al drogato, al pazzo furioso che ti prende a mal parole o che da fuori di brutto iniziando a spaccare ogni cosa… e noi li a dover gestire ogni situazione…

Ma che ne sa la gente di queste cose non le vive? La gente basta che si lamenta e chiacchiera invano pubblicando articoli denigranti nei confronti di chi 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno si dedica agli altri mettendo in secondo piano anche la sua vita… che ne sa la gente dei riposi saltati? Delle festività passate a lavoro anziché in famiglia?

Che ne sa che non puoi neanche ammalarti perché altrimenti “il collega raddoppia il turno”?…

Che ne sa degli ordini di servizio? Che ne sà di quando lasci tuo figlio a casa da solo per andare a lavorare? Che gliene frega alla gente dei problemi degli infermieri, mica sono persone gli infermieri, gli infermieri sono pagati… la gente paga le tasse…

Beh cara signora, anche l’infermiere paga le tasse e di certo il suo stipendio non è affatto equilibrato, ma piuttosto irrisorio, rispetto al lavoro che fa…..

L’infermiere è solo un infermiere… NON TI PERMETTERE INFERMIERE AD AVERE ATTEGGIAMENTI ALTRIMENTI…

Che ne sa la gente della gestione dei codici rossi? Di come si deve saper distinguere ed individuare, e poi gestire un’Emergenza Vera…

Di come si deve saper individuare in pochi minuti, segni sintomi e anamnesi… e poi gestire il tutto… parametri vitali, prelievi, elettrocardiogramma, visita.. e poi valutare il tutto e attribuire il codice colore in base alla priorità della necessità delle cure e dell’assistenza… in base al “pericolo di vita”….

Che ne sa la gente? Basta che sventola il foglio della guardia medica… basta che si lamenta e poi pubblica su quotidiani e riviste cartacei o on line chiacchiere chiacchiere e chiacchiere… Signora, le chiacchiere sono dolci di carnevale, al Pronto Soccorso si salvano vite con i fatti…

Detto questo non permettetevi di offendere o giudicare l’operato di chi ogni giorno sta li, in pronto soccorso, 24 ore su 24 garantendo a tutti i cittadini la migliore assistenza infermieristica possibile per tutta la Città e non solo…


La paziente che ha espresso il proprio dissenso sulla testata giornalistica locale ha manifestato il proprio punto di vista, diametralmente opposto a quello dell’Infermiera.

Anche in questo la verità starà nel mezzo.

Simone Gussoni

Fonti: umbriaOn

Foto: archivio.panorama.it

Dott. Simone Gussoni

Il dott. Simone Gussoni è infermiere esperto in farmacovigilanza ed educazione sanitaria dal 2006. Autore del libro "Il Nursing Narrativo, nuovo approccio al paziente oncologico. Una testimonianza".

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