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Infermieri 12 Maggio: I Have a Dream…

Quest'anno inoltre proprio in ricorrenza del bicentenario della nascita di FLORENCE NIGHTINGALE (Firenze, 12 maggio 1820 – Londra, 13 agosto 1910) universalmente riconosciuta come la fondatrice dell'infermieristica moderna, l'OMS ha voluto, proprio in riconoscimento dell'insostituibile ruolo ed opera degli infermieri in tutto il mondo, dedicare l'intero anno all'infermieristica proclamando il 2020 ANNO MONDIALE DEGLI INFERMIERI.

Come tutti gli anni anche questo particolare anno il 12 maggio festeggiamo la giornata internazionale degli infermieri

Quest’anno inoltre proprio in ricorrenza del bicentenario della nascita di FLORENCE NIGHTINGALE (Firenze, 12 maggio 1820 – Londra, 13 agosto 1910) universalmente riconosciuta come la fondatrice dell’infermieristica moderna, l’OMS ha voluto, proprio in riconoscimento dell’insostituibile ruolo ed opera degli infermieri in tutto il mondo, dedicare l’intero anno all’infermieristica proclamando il 2020 ANNO MONDIALE DEGLI INFERMIERI.

In Italia come nel resto del mondo si stavano preparando eventi, simposi, congressi e quant’altro per festeggiare degnamente quest’anno e questa ricorrenza, da noi più che in altre nazioni sarebbe stata un’occasione imperdibile per rimettere la QUESTIONE INFERMIERISTICA all’attenzione della nostra politica.

Sarebbe stata un’occasione imperdibile per affermare la grandezza, l’infungibilità e il peculiare ruolo della nostra professione al fianco dei pazienti e più in generale dei cittadini.

Ma sarebbe stata anche occasione, proprio partendo da questo assunto di rivendicare maggiore considerazione, migliori organizzazioni lavorative in grado di far esprimere a pieno tutte le nostre potenzialità, chiedere finalmente di avere staffing adeguati perchè senza infermieri non c’è salute; ed un riconoscimento sociale ed economico adeguato al nostro essere professionisti insostituibili e vicini a chi soffre a 360 gradi.

Invece fin dall’inizio di questo anno ha fatto capolino un esserino microscopico tanto piccolo quanto letale a scombinare i piani della professione, ma sopratutto a scombinare interi paesi trasformandosi in una pandemia, interi governi ed interi sistemi sanitari portando morte, malattia e distruzione economica e sociale in tutto il mondo.

Questo esserino ha messo in evidenza tutta la fragilità del nostro sistema salute, ma ha anche messo in evidenza quale sia stata la nostra forza nell’affrontare questa emergenza mondiale.

Ed allora oggi festeggeremo la giornata internazionale degli infermieri e l’anno mondiale dedicato alla nostra professione per prima cosa stringendoci in un abbraccio solidale e sentito con tutti i colleghi che a questa guerra hanno sacrificato la loro vita e la loro salute.

Infermieri troppo spesso mandati in trincea senza adeguate protezioni

ed armi un pò come la fanteria di altri tempi insomma carne da cannone; a coloro che sotto la tremenda pressione di questo insostenibile male da affrontare hanno deciso di spegnere la loro vita per non aver retto il peso tremendo di affrontare tutto questo (al momento solo nel nostro paese abbiamo perso così tre giovani colleghe); ed infine alle migliaia di colleghi che ancora oggi sono sul campo ad affrontare questo mostriciattolo.

Quanto alle volte sa essere beffardo il destino e quanto la vita può riservare sorprese ad ogni angolo, tanto che proprio in questo anno ed in questa ricorrenza ci troviamo immersi in un qualcosa infinitamente più grande di noi; che ha stravolto ogni nostro piano e finanche le nostre stesse vite, le nostre abitudini, il nostro stesso modo di relazionarci tra noi e con i nostri pazienti. Ma per quanto tutto questo abbia stravolto tutto, nel suo stravolgere rimestare le carte, una cosa ha fatto meglio di ogni nostra iniziativa, commemorazione, convegno…

Questo virus malefico ha messo in vetrina gli infermieri per il loro impegno, per la loro esclusiva peculiarità, per aver saputo portare umanità e vicinanza finanche dove queste non si sarebbe potuto nemmeno immaginare portare.

Abbiamo dato dignità alla vita e alla morte senza lasciarle mai sole.

Abbiamo confortato i parenti, curato i malati e sostenuto le persone in quarantena. Tutti si sono accorti degli infermieri. Ci hanno dedicato serenate dai balconi, applausi scroscianti.

Ci hanno portato conforto fin sul campo di battaglia e siamo diventati di punto in bianco gli “EROI” soldati troppo spesso inermi, la primissima linea in questa guerra di posizione vecchio stile; dalle nostre trincee vulnerabili abbiamo combattuto, pregato e sofferto in silenzio e con dedizione ed amore per tutti.

Ed allora oggi in questo giorno vediamo avvicinarsi quel domani, cui la nostra Presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli accennava qualche tempo fa in un messaggio accorato e toccante alla professione.

Iniziamo a veder calare l’attenzione dei cittadini, delle istituzioni e dei sindacati il ripresentarsi ad esempio dell’odioso fenomeno delle aggressioni ai professionisti sanitari ne è una spia inequivocabile, non possiamo abbassare la guardia, non possiamo rinunciare a ribadire tutta la nostra forza e determinazione per portare una volta per tutte a soluzione la questione infermieristica.

Il governo nella figura del presidente del consiglio Giuseppe Conte nei giorni più bui di questa crisi ha pubblicamente affermato che non ci si sarebbe scordati degli infermieri, soprattutto nelle fasi dei rinnovi contrattuali.

Voglio concludere questo articolo però con una speranza o meglio con un sogno.

Voglio perciò pensare ed immaginare che tutto quanto accaduto abbia scosso nelle fondamenta.

Per prima la nostra stessa professione in un moto di dignità ed orgoglio, in un senso di appartenenza.

La sfida con cui ci siamo dovuti confrontare ed abbiamo dovuto affrontare ci faccia essere una professione finalmente unita e forte partendo appunto da ognuno di noi.

Ora sappiamo quanto valiamo e quanto siamo indispensabili al sistema salute; un sistema che ha mostrato in tutta la loro drammaticità tutte le pecche e le carenze che da tempo immemore stiamo denunciando.

Che il nostro intero paese si sia svegliato da questo incubo con la consapevolezza che il sistema salute va profondamente riformato e re ingegnerizzato, mettendo al centro non più la sola e mera cura di una malattia, ma mettendo al centro le persone; passare dal curare al prendersi cura.

In questa ottica l’infermiere è la figura peculiare e le fondamenta su cui basare questa riforma; professionisti da ascoltare e valorizzare perchè vedete bene che la riorganizzazione infinitamente necessaria ed improcrastinabile del nostro sistema salute marcia strettamente ed indissolubilmente con la soluzione della questione infermieristica.

Buona festa internazionale degli infermieri… e che questo anno mondiale dell’infermieristica sia proficua occasione per fare ciò che dobbiamo fare per noi stessi e per i nostri pazienti.

Perché se c’e’ una cosa che ha dimostrato questa emergenza sanitaria è che lo sappiamo e lo possiamo fare tutti insieme!

Angelo De Angelis

Angelo De Angelis

Diploma di INFERMIERE PROFESSIONALE presso Centro idattico Polivalente Pio Istituto ed Osperali Riuniti ROMA nel 1980 Dal luglio 1980 INFERMIERE presso ospedale S.Giovanni Roma strumentista in C.O. chirurgia generale, infermiere in pronto soccorso chirurgico,medico e successivamente cardiologio Dal 1990 infermiere in ambulanza B.L.S A.L.S CENTRALE OPERATIVA DAL 2008 INFERMIERE presso CENTRO DI ASSISTENZA DOMICILARE ASL RM1 accoglienza e supporto agli utenti e famigliari coordinamento e consulenza agli infermieri nel territorio Nel 2013 LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE INFERMIERISTICHE ED OSTERICHE presso università SAPIENZA DI ROMA

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