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Infermiera di rianimazione NoVax si unisce alla protesta dei camionisti. Sospesa dopo le dichiarazioni virali sul web

TRIESTE – Ha visto morire le persone. Da sempre, in carriera, ma ogni giorno, più volte al giorno, durante il Covid. In Terapia intensiva, bardata dalla testa ai piedi, ha sudato in trincea, sofferto in trincea, pianto in trincea. Ma venerdì, finito il turno di notte, si è presentata a favore di telecamera nel cuore della manifestazione contro il Green pass del porto di Trieste.

Un intervento per ricordare alla folla il dramma della pandemia? No, il contrario. Un comizio contro il vaccino. E ora è finita nei guai, a un passo dalla sospensione e dal provvedimento disciplinare.

La storia è quella di un’infermiera 56enne, iscritta all’Ordine di Trieste da 33 anni. Nadia Norbedo lavora nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Maggiore di Trieste. E ha scatenato una bufera che ha fatto tremare anche i vetri del palazzo della Regione.

Venerdì mattina, varco quattro del porto di Trieste. La protesta è iniziata da qualche ora, i manifestanti sono migliaia. Le telecamere di Rai3 sono accese, come il microfono. Tutto normale, meno quello che accade di lì a poco. L’infermiera, una donna di mezza età, si presenta fiera di fronte alla giornalista. E prende la parola: «Io sono contro il Green pass – esordisce -, misura restrittiva e obbligatoria che ci controlla tutti». Poi, all’improvviso, la bomba. «Non sono vaccinata, sono favorevole a una libera scelta».

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Cala il gelo. La libera scelta, è persino superfluo ricordarlo, non si applica certo agli operatori sanitari, per i quali l’obbligo è sancito e codificato da mesi. Ma a quanto pare, per l’infermiera di Trieste, tutto ciò rientra nell’assoluta normalità. «Non sono vaccinata e il vaccino non lo farò – va avanti -. Mi è arrivato l’appuntamento per l’iniezione, era fissata oggi (venerdì, ndr)». Ma la donna non si è presentata, preferendo l’aria più frizzante del porto a quella di un centro vaccinale. «Quindi si va a immunizzare?», chiede la giornalista. «No, non sto bene, ho l’herpes», conclude l’infermiera nel video, rilanciato su Twitter, diventato virale in un giorno.

È il karma dei social, canali preferiti dai no-vax che in questo caso diventano boomerang. La voce, infatti, arriva ieri mattina ai piani alti della Regione. Il vicepresidente e assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, diventa una furia. «Interveniamo immediatamente per procedere alla sospensione. Purtroppo spesso il problema è rappresentato da carte e dichiarazioni presentate dal personale sanitario».

Da Trieste e verso Trieste partono telefonate. Non è difficile, il percorso. L’infermiera, a favore di telecamera, non ha mostrato solo il suo volto. Ha indicato con precisione l’ospedale di riferimento e addirittura il turno appena effettuato. Ed è un attimo che l’informazione arrivi anche all’indirizzo di Luciano Clarizia, presidente regionale dell’Ordine delle professioni infermieristiche.

La polpetta avvelenata, a quel punto, è arrivata nel posto giusto. Clarizia è noto in regione per le sue posizioni durissime nei confronti degli infermieri non vaccinati. Nel Pordenonese, sua area di competenza prima di essere nominato (nel 2021) presidente regionale, si è già assistito a una pioggia di sospensioni, sia negli ospedali che nelle strutture secondarie. Si tratta quindi di un presidente che non prende prigionieri. E il fatto che gli viene presentato ha già in sé i connotati del caso.


«Abbiamo avviato immediatamente la procedura per la sospensione rapida dell’infermiera in questione – afferma Luciano Clarizia -. Inoltre è partita una segnalazione che può portare a una sanzione disciplinare». Ma c’è un passaggio ancora più duro e diretto: «Come Ordine regionale delle professioni infermieristiche – ha concluso sempre Clarizia – chiederò di perseguire l’infermiera professionalmente per le dichiarazioni assolutamente vergognose che ha rilasciato in diretta televisiva».

Redazione Nurse Times

Dott. Simone Gussoni

Il dott. Simone Gussoni è infermiere esperto in farmacovigilanza ed educazione sanitaria dal 2006. Autore del libro "Il Nursing Narrativo, nuovo approccio al paziente oncologico. Una testimonianza".

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