Presenza, ascolto e piccoli doni nei reparti di Erba, Cantù, Gravedona e San Fermo della Battaglia: il gesto solidale degli infermieri per i bambini ricoverati
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Como ha scelto di trasformare la Pasqua in un momento di vicinanza concreta ai più piccoli. Nei reparti di pediatria della provincia — da Erba a Cantù, da Gravedona fino a San Fermo della Battaglia — gli infermieri hanno portato non solo doni, ma soprattutto presenza, ascolto e un messaggio semplice: nessun bambino dovrebbe sentirsi solo, soprattutto in ospedale.
L’iniziativa, raccontata dall’Ordine comasco, si è svolta all’interno di alcuni presidi ospedalieri del territorio e ha coinvolto i reparti pediatrici con piccoli omaggi, giochi, quaderni, colori e un simbolo pasquale. Un gesto che, oltre al valore umano, richiama un principio ben noto nella sanità: la qualità dell’assistenza pediatrica passa anche dall’ambiente di cura, dalla relazione e dalla capacità di ridurre paura e isolamento nei pazienti più giovani. L’Organizzazione mondiale della sanità indica infatti che nei servizi per l’infanzia dovrebbero essere presenti aree gioco dedicate e strumenti di distrazione come libri e giocattoli, oltre alla possibilità per i genitori di restare accanto ai figli durante la degenza.
Questa non è soltanto una notizia di attualità legata alle festività. È anche un esempio di sanità di prossimità, quella che mette al centro la persona e non solo la patologia. Nei reparti pediatrici, infatti, il ricovero può rappresentare per un bambino un’esperienza complessa, fatta di nuovi spazi, procedure sconosciute e distacco dalla quotidianità. Per questo la presenza degli infermieri, il tono della voce, l’attenzione ai bisogni emotivi e la capacità di creare un clima più sereno assumono un peso determinante nella percezione della cura. L’OMS richiama proprio la necessità di ambienti child-friendly, con spazi pensati per il gioco, il comfort e la protezione dei minori.
Il messaggio diffuso dall’OPI Como valorizza una dimensione spesso meno visibile della professione infermieristica: l’umanità.
“Essere infermieri significa anche questo: esserci nei momenti fragili, portare umanità oltre alla cura”, è il senso profondo del gesto compiuto nei reparti pediatrici. Una frase che sintetizza bene il ruolo della professione nelle fasi più delicate dell’assistenza, quando il sostegno relazionale diventa parte integrante della presa in carico.
L’iniziativa pasquale ha coinvolto più strutture della provincia e ha intercettato bambini e famiglie in un momento particolare dell’anno, tradizionalmente associato alla rinascita e alla speranza. In questo contesto, un sorriso, una parola gentile o un piccolo dono possono avere un valore simbolico enorme. Non si tratta di sostituire le cure cliniche, ma di affiancarle con gesti che rendono l’ospedale un luogo meno freddo, più accogliente e più vicino ai bisogni reali dei pazienti e dei loro genitori.
La scelta di portare materiali semplici come giochi, quaderni e colori risponde anche a una logica ben precisa: offrire ai bambini strumenti per distrarsi, comunicare e vivere il ricovero con meno ansia.
Le linee guida internazionali richiamano infatti l’utilità di oggetti facilmente lavabili, attività di gioco e supporti visivi o ludici capaci di favorire benessere e serenità nei reparti. Anche la presenza dei genitori, quando possibile, è considerata un elemento essenziale nella tutela dei diritti del bambino in ospedale.
Il racconto dell’Ordine si chiude con un ringraziamento ai colleghi e ai “piccoli grandi guerrieri” che affrontano la malattia con coraggio. Un passaggio che restituisce il senso più autentico della giornata: ricevere molto più di quanto si è donato, attraverso sorrisi, fiducia e mani che si stringono forte. È questa, in fondo, la cifra della buona sanità: competenza clinica, sì, ma anche vicinanza, empatia e capacità di costruire relazione.
L’episodio raccontato da OPI Como si inserisce dunque in una cornice più ampia, in cui la professione infermieristica continua a mostrarsi come presidio essenziale di cura e di umanità. E proprio nei reparti pediatrici, dove ogni gesto pesa doppio, iniziative come questa aiutano a ricordare che la salute non è soltanto assenza di malattia, ma anche protezione, ascolto e qualità dell’esperienza di cura.
La Pasqua, in questo caso, diventa il simbolo di una sanità che prova a farsi comunità. E i reparti pediatrici della provincia di Como, per un giorno, sono stati un po’ più luminosi grazie alla presenza degli infermieri.














Redazione NurseTimes
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