l gip di Napoli, Mariano Sorrentino, ha disposto l’interdizione dalla professione medica per il cardiochirurgo Guido Oppido e per la sua vice Emma Bergonzoni, che il 23 dicembre 2025 hanno eseguito il trapianto di cuore danneggiato da congelamento al piccolo Domenico Caliendo, poi morto il 21 febbraio nell’ospedale Monaldi di Napoli. I due sono stati sospesi rispettivamente per 12 e 7 mesi con l’accusa di falso materiale e ideologico in concorso, in relazione alla compilazione della cartella clinica del bimbo. Accolte, quindi, le richieste della Procura.
Secondo i carabinieri del Nas e la Procura di Napoli, nella qualità di medici avrebbero attestato falsamente circostanze non corrispondenti al vero nel referto operatorio relativo al trapianto di cuore. Secondo l’autorità giudiziaria, avrebbero attestato falsamente, nei giorni successivi all’intervento, di avere eseguito operazioni di cannulazione e circolazione extracorporea quando l’equipe che si era occupata dell’espianto a Bolzano aveva raggiunto l’ospedale Monaldi. Circostanza, questa, non corrispondente a verità, stando agli accertamenti. In sostanza, le operazioni erano invece iniziate prima che l’equipe arrivasse a Napoli.
A Oppido e Bergonzoni è stato contestato anche il reato di omicidio colposo in concorso, insieme con altri cinque medici. Il 10 giugno, intanto, si è concluso l’incidente probatorio disposto dal gip Sorrentino sui due cuori: quello giunto congelato da Bolzano a causa del ghiaccio secco utilizzato per il trasporto e quello malato del piccolo Domenico. Il deposito delle relazioni sugli esami eseguiti da parte del pool di esperti nominati dall’autorità giudiziaria, fissato per settembre, potrebbe slittare di 15-20 giorni, quindi a metà ottobre, su richiesta dei periti.
Agli accertamenti, che si sono svolti al Policlinico di Bari, hanno preso parte tutti i consulenti nominati dagli indagati e dalla famiglia di Domenico. Al termine delle analisi eseguite sui campioni istologici il medico legale dei Caliendo ha reso noto che gli accertamenti hanno evidenziato segni di necrosi, provocati dalle basse temperature, e anche quelli determinati dall’uso prolungato dell’Ecmo, il meccanismo che consente la circolazione extracorporea.
“Il fatto che il giudice abbia applicato il massimo della durata prevista per questa misura cautelare ci rende fiduciosi sulla tenuta della misura stessa davanti al tribunale del riesame”. Così, l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo, ha commentato l’interdizione della professione medica per Oppido e Bergonzoni.
“Ho sentito la mamma di Domenico, Patrizia, ed è particolarmente commossa – aggiunge Petruzzi -. Si tratta di un primo momento di verità sancito da un giudice, e voglio anche sottolineare che è la prima volta che in questo procedimento giudiziario si manifesta e viene sancito un comportamento doloso. So che nell’ordinanza di circa 70 pagine il giudice ha definito il dottore Guido Oppido un prevaricatore”.
Redazione Nurse Times
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