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Morte del piccolo Domenico, Fp Cgil replica ad Anelli (Fnomceo): “Grave e sterile difesa corporativa. Giù le mani dagli infermieri”

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“Quando succedono tragedie come la morte di un bambino di due anni, bisognerebbe solo tacere e lasciare che i magistrati e tutti gli organi competenti facciano il proprio lavoro, perché la famiglia colpita dalla tragedia merita verità, vicinanza e soprattutto rispetto. Non è decoroso rilasciare dichiarazioni che gettano dubbi sull’operato di un’intera comunità di professioniste e professionisti”. Così il sindacato Fp Cgil commenta le dichiarazioni rilasciate lo scorso 28 febbraio a La Stampa da Filippo Anelli, presidente Fnomceo, secondo cui la tragedia della morte del piccolo Domenico Caliendo potrebbe essere dipesa anche dall’attribuzione di troppe competenze agli infermieri.

“Avremmo preferito non esprimerci – prosegue Fp Cgil –, ma le dichiarazioni di Anelli, se non corrette o smentite, rappresentano una posizione grave e di sterile difesa corporativa. Insinuare nei cittadini il dubbio è un atto irrispettoso del lavoro che infermieri e professionisti sanitari svolgono ogni giorno con dedizione, spesso in condizioni difficili. E rischiano di alimentare in modo irresponsabile un sentimento di sfiducia di cui nessuno sente il bisogno. Probabilmente sfugge al presidente Anelli che per il trapianto si opera secondo standard nazionali, sotto il coordinamento della Rete Nazionale Trapianti, che coinvolgono tutta l’equipe”.

Conclude Fp Cgil: “Tragedie come quelle di cui stiamo parlando meritano verità, non strumentalizzazioni. Senza dimenticare mai le migliaia di vite che tutto il Ssn (non solo i medici, la cui stragrande maggioranza è peraltro del tutto conscia del valore del lavoro in equipe), con abnegazione e senso di responsabilità, ogni giorno salvano in silenzio”.

Redazione Nurse Times

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