“La situazione sta peggiorando. Gli aiuti fanno fatica entrare perché tantissimi beni, sanitari e non, vengono fermati alla frontiera, non essendo considerati come di potenziale dual use. Le attrezzature che si rompono non si possono riparare. Tutto questo è un cancro che sta avanzando”. Parola di Riccardo Sartori, infermiere 39enne che opera per Emergency nella Striscia di Gaza, precisamente nella clinica di al-Qarara.
Intervistato da Ilquotidiano.it, l’infermiere, originario di Rovereto, ha confermato che anche i farmaci non entrano nel territorio devastato dalla guerra: “No, infatti. Ma è tutta la situazione a essere critica: il prezzo del gas sta aumentando; i pezzi di ricambio per i camion che portano l’acqua non ci sono più. È un disastro a tutto tondo. Dalla iniziale situazione di conflitto la situazione si sta trasformando in una crisi umanitaria”.
E ancora: “Di recente c’è stato un appello da parte del ministro della Sanità di Gaza, che evidenzia il rischio di malattie come la peste e l’hantavirus a causa delle difficoltà nella gestione dei rifiuti. C’è un progressivo peggioramento dello stato di salute. La gente stessa non viene più ai centri di salute perché sa che non ci sono più farmaci. Questo va detto in modo forte: nella Striscia di Gaza i farmaci non ci sono più. Emergency, in coordinamento con l’Onu, sta cercando di far arrivare qualcosa, ma siamo in ritardo”.
Redazione Nurse Times
Fonte: Ilquotidiano.it
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