Il sindacato chiede risorse vere, carriere, sicurezza e dignità per infermieri e operatori sanitari nel tavolo ARAN del 22 aprile
Roma, 9 aprile 2026 – Il rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2025-2027 si apre con una posta in gioco chiarissima: mettere al centro la FIALS e le sue richieste per infermieri, ostetriche, tecnici e professionisti della salute. Il tavolo all’ARAN è fissato per martedì 22 aprile 2026, dalle 11.00 alle 15.30, e rappresenta uno snodo decisivo per il futuro del lavoro sanitario pubblico.
La FIALS, in più occasioni, ha ribadito che non basta chiudere un contratto: serve aprire una stagione nuova, capace di restituire dignità professionale, riconoscimento economico e tutele concrete a chi ogni giorno regge ospedali, servizi territoriali e strutture sanitarie. Nel suo documento sul rinnovo 2025-2027, il sindacato parla esplicitamente di investimento reale e strutturale nella valorizzazione del personale sanitario, a partire da incarichi professionali, condizioni di lavoro e equilibrio tra vita privata e impegno lavorativo.
FIALS: il contratto non sia solo un passaggio formale
Per la FIALS, il confronto all’ARAN non può ridursi a una mera operazione tecnica. Il sindacato ha sottolineato che il comparto sanità ha bisogno di risposte su più livelli: salario, organizzazione del lavoro, progressioni di carriera, sicurezza e attrattività del servizio pubblico. In un passaggio del 2025, la sigla ha chiarito che il nuovo contratto deve riconoscere concretamente la professionalità e il peso delle responsabilità crescenti del personale sanitario.
Questa impostazione è coerente con la linea tenuta dalla FIALS anche nelle fasi precedenti della contrattazione: il sindacato ha più volte avvertito che il personale sanitario non può essere trattato come una variabile di bilancio, soprattutto in una fase segnata da carichi di lavoro elevati, carenza di organico e perdita di potere d’acquisto.
Le priorità che la FIALS porta al tavolo
La prima richiesta riguarda la valorizzazione economica. La FIALS insiste sulla necessità di aumenti che siano coerenti con il ruolo reale svolto dagli operatori sanitari, evitando rinnovi percepiti come insufficienti o solo simbolici. Secondo il sindacato, il riconoscimento economico deve accompagnarsi a una revisione più ampia dell’impianto contrattuale, per dare stabilità e prospettiva alle professioni del SSN.
La seconda priorità è il miglioramento delle condizioni di lavoro. La FIALS collega in modo diretto il tema dei turni, dei carichi assistenziali e del benessere organizzativo alla crisi di attrattività della sanità pubblica. Per il sindacato, senza orari sostenibili e senza un’organizzazione che riduca stress e burnout, la fuga dal pubblico rischia di accelerare ulteriormente.
Terzo punto: il riconoscimento delle competenze. Il sindacato chiede un sistema di incarichi e percorsi di crescita che premi davvero esperienza, specializzazione e responsabilità, superando assetti considerati troppo rigidi o poco meritocratici. Questo aspetto è particolarmente rilevante per infermieri e professionisti che, da anni, chiedono una carriera più coerente con l’evoluzione delle competenze cliniche e organizzative.
Infine, la sicurezza. La FIALS lega il rinnovo contrattuale anche alla tutela dell’incolumità degli operatori nei luoghi di lavoro, un tema che resta attualissimo per pronto soccorso, reparti ad alta intensità di assistenza e servizi territoriali esposti a tensioni e aggressioni. La richiesta del sindacato è di misure più incisive e di un cambio di passo reale nella protezione del personale.
Un sindacato che rivendica peso negoziale
La forza della FIALS nel nuovo round contrattuale è sostenuta anche dal dato sulla rappresentatività: nel 2025 il sindacato ha comunicato un incremento pari a +1,41%, segno di un rafforzamento del proprio peso negoziale nel comparto sanitario. Per la FIALS, questo risultato conferma la fiducia di molte lavoratrici e lavoratori e rende ancora più stringente la responsabilità di portare al tavolo istanze concrete.
Nel contesto del rinnovo 2025-2027, la FIALS si presenta dunque come una delle voci più nette del panorama sindacale: non vuole un contratto di mera conservazione, ma un testo capace di incidere su stipendi, carichi di lavoro, sicurezza e riconoscimento professionale. È questa la chiave con cui il sindacato intende affrontare la trattativa del 22 aprile.
Il 22 aprile come banco di prova per il SSN
L’apertura del tavolo ARAN sarà quindi molto più di una data sul calendario. Per la FIALS rappresenta un test decisivo sulla volontà delle istituzioni di investire davvero nel personale del Servizio sanitario nazionale. In gioco non ci sono soltanto le condizioni di infermieri e operatori, ma anche la tenuta futura di ospedali e servizi territoriali, già messi alla prova da anni di criticità strutturali.
La posizione del sindacato è chiara: senza un contratto che riconosca davvero il valore delle professioni sanitarie, non può esserci una sanità pubblica forte, attrattiva e capace di trattenere competenze. Da qui partirà la trattativa, e da qui passeranno le prossime evoluzioni del confronto.
Redazione NurseTimes
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