Il sindacato chiede a Pentassuglia un tavolo urgente su infermieri, OSS, precari, mobilità e prestazioni aggiuntive
BARI, 5 settembre 2026 – Torna alta la tensione sul fronte del personale nella sanità pugliese. La Fials Puglia ha inviato all’assessore regionale alle Politiche della Salute, Donato Pentassuglia, e, per conoscenza, al presidente della Regione Antonio Decaro, una richiesta urgente di convocazione del tavolo di confronto regionale.
La nota, protocollo 305/2026 del 4 settembre 2026, mette sul tavolo alcuni dei principali nodi dell’attualità sanitaria regionale: blocco delle assunzioni, concorsi per infermieri e OSS, stabilizzazione dei precari, mobilità intraregionale e utilizzo delle prestazioni aggiuntive per fronteggiare le carenze di organico e ridurre le liste d’attesa. In assenza di una convocazione, il sindacato preannuncia la possibilità di arrivare alla proclamazione dello stato di agitazione del personale.
Fials: sei questioni da affrontare subito con la Regione Puglia
Nel documento firmato dal segretario generale regionale Massimo Mincuzzi, la Fials chiede che il confronto sia convocato ai sensi dell’articolo 7 del CCNL Comparto Sanità 2022-2024 e individua sei questioni considerate prioritarie:
- superamento del blocco delle assunzioni negli enti e nelle aziende sanitarie pubbliche della Regione Puglia;
- superamento del blocco delle assunzioni nelle società in house providing del Servizio sanitario regionale;
- conclusione delle procedure concorsuali aggregate regionali per l’assunzione di infermieri e operatori socio-sanitari (OSS);
- stabilizzazione del personale precario che maturerà entro il 31 dicembre 2026 i requisiti previsti dalla normativa, accompagnata, nelle more, dalla proroga dei contratti a tempo determinato in scadenza;
- conclusione della procedura di mobilità intraregionale, con pubblicazione della graduatoria di merito;
- aggiornamento delle linee di indirizzo sulle prestazioni aggiuntive, sia per coprire le carenze di personale sia per abbattere le liste d’attesa, verificando i risultati della cosiddetta “fase 1” collegata alla DGR 1/2026.
Assunzioni di infermieri e OSS ancora al centro dello scontro
La richiesta arriva in una fase particolarmente delicata per il Servizio sanitario regionale pugliese. Il tema delle assunzioni di infermieri e OSS è diventato negli ultimi mesi uno dei dossier più rilevanti, anche alla luce dei concorsi regionali avviati per rafforzare gli organici.
NurseTimes ha già documentato come per i maxi concorsi regionali non risulti, allo stato delle verifiche effettuate, un provvedimento formale di annullamento o revoca, mentre resta centrale il problema dei tempi con cui le procedure potranno tradursi in assunzioni effettive.
È proprio su questo passaggio che interviene la Fials: il sindacato non chiede soltanto di portare a termine le procedure concorsuali, ma domanda il superamento del blocco delle assunzioni sia nelle aziende sanitarie sia nelle società in house del SSR.
La questione assume un peso particolare considerando le necessità quotidiane di ospedali, servizi territoriali e strutture sanitarie, dove pensionamenti, assenze prolungate e carenze di organico possono tradursi in una maggiore pressione sui professionisti già in servizio.
«A rischio livelli assistenziali adeguati»
Nel documento la Fials sostiene che la mancata sostituzione dei dipendenti collocati in quiescenza o assenti per lunga malattia o maternità stia mettendo a rischio il mantenimento di livelli assistenziali adeguati sotto il profilo quantitativo e qualitativo.
Il sindacato evidenzia inoltre che, nella propria valutazione, la sostituzione del personale cessato e la stabilizzazione dei precari non rappresenterebbero automaticamente una maggiore spesa di personale per il bilancio regionale, trattandosi in parte di lavoratori chiamati a coprire fabbisogni già esistenti.
È un punto destinato ad alimentare il confronto tra sostenibilità finanziaria e necessità assistenziali: da una parte l’esigenza di tenere sotto controllo la spesa sanitaria, dall’altra quella di garantire turni, servizi, continuità delle cure e sicurezza dei pazienti.
Precari: prorogare i contratti in attesa delle stabilizzazioni
Un altro capitolo rilevante riguarda il personale precario della sanità pugliese.
La Fials chiede di procedere alla stabilizzazione di chi maturerà entro il 31 dicembre 2026 i requisiti previsti dalla normativa vigente e, contemporaneamente, di emanare una direttiva alle aziende sanitarie affinché i contratti a tempo determinato in scadenza vengano prorogati durante il periodo necessario al completamento delle procedure.
Il nuovo CCNL dedica peraltro uno spazio specifico alla questione. L’articolo 7 stabilisce che il confronto regionale valuti anche le problematiche connesse al lavoro precario e ai processi di stabilizzazione, tenendo conto della continuità nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza e della scadenza dei contratti a termine.
Mobilità intraregionale, chiesta la graduatoria definitiva
Nella nota torna anche la procedura di mobilità intraregionale del personale sanitario. La richiesta del sindacato è quella di concludere l’iter e arrivare alla pubblicazione della relativa graduatoria di merito.
È un dossier già oggetto di iniziative sindacali e di attenzione da parte dei lavoratori interessati, per i quali la mobilità rappresenta uno strumento importante per avvicinarsi alla propria residenza o riorganizzare il rapporto tra vita privata e attività professionale.
Prestazioni aggiuntive e liste d’attesa: Fials chiede di verificare i risultati
Particolare attenzione viene riservata alle prestazioni aggiuntive del personale sanitario. La Fials chiede nuove linee di indirizzo regionali e, soprattutto, una verifica dei risultati ottenuti attraverso la “fase 1” richiamata dalla DGR 1/2026.
Il riferimento non è marginale. La Regione Puglia ha utilizzato la DGR 1/2026 come base per i piani sperimentali destinati alla riduzione delle liste d’attesa. Tra gli interventi previsti figurano il richiamo dei pazienti già prenotati, l’apertura straordinaria degli ambulatori anche in orario serale e nei festivi, l’estensione delle attività fino a 12 ore e sedute operatorie aggiuntive. La Regione ha inoltre previsto un sistema di monitoraggio dei risultati raggiunti.
Anche il CCNL Comparto Sanità 2022-2024 disciplina espressamente le prestazioni aggiuntive: l’articolo 32 le prevede, su base volontaria, per ridurre le liste d’attesa, affrontare temporaneamente carenze di organico e raggiungere ulteriori obiettivi. Il contratto collega inoltre le relative linee di indirizzo proprio al confronto regionale previsto dall’articolo 7.
Cosa prevede l’articolo 7 del CCNL Sanità
Il richiamo contrattuale effettuato dalla Fials trova riscontro nel testo ufficiale pubblicato dall’Aran. Il CCNL del Comparto Sanità 2022-2024 è stato sottoscritto definitivamente il 27 ottobre 2025 e l’articolo 7 disciplina il “Confronto regionale”.
Tra le materie espressamente indicate figurano le linee di indirizzo sulle prestazioni aggiuntive, alcuni progetti di riorganizzazione, la distribuzione di specifiche risorse economiche e, in un comma dedicato, le problematiche riguardanti precariato e stabilizzazioni.
La Fials sottolinea nella propria nota che, dalla sottoscrizione del contratto del 27 ottobre 2025, a suo dire non si sarebbe ancora svolta una riunione di confronto regionale sui temi indicati e ne sollecita pertanto l’immediata convocazione.
Il possibile stato di agitazione
La parte conclusiva del documento alza il livello della vertenza.
La Fials avverte infatti che, qualora non venga convocato il confronto richiesto, potrebbe procedere alla proclamazione dello stato di agitazione del personale. Si tratta, allo stato, di un’eventualità condizionata alla mancata apertura del tavolo e non di uno stato di agitazione già formalmente proclamato.
I prossimi giorni saranno quindi decisivi per capire se la Regione Puglia convocherà le organizzazioni sindacali e se dal confronto potrà emergere un cronoprogramma su assunzioni, concorsi, stabilizzazioni, mobilità e prestazioni aggiuntive.
Per la sanità pugliese il nodo rimane centrale: contenere la spesa senza trasformare il risanamento dei conti in una riduzione della capacità assistenziale. Infermieri, OSS e resto del personale attendono ora risposte concrete sul futuro degli organici e sull’organizzazione del Servizio sanitario regionale.
Redazione NurseTimes
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