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Sanità Puglia, doccia fredda per infermieri e OSS: 2mila assunzioni rischiano di slittare al 2027

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Infermieri e OSS in ospedale in Puglia con grafica sul possibile rinvio delle assunzioni al 2027 e sul deficit sanitario.
Il deficit della sanità pugliese apre interrogativi sui tempi delle 2.000 assunzioni previste dai concorsi regionali per infermieri e OSS.
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Secondo la Gazzetta del Mezzogiorno, il deficit da 349 milioni pesa sui piani del personale: concorsi da 1.000 infermieri e 1.000 OSS sotto osservazione.

BARI, 23 agosto 2026 – Le circa 2.000 assunzioni di infermieri e operatori socio-sanitari previste attraverso i due maxi concorsi regionali della Puglia potrebbero concretizzarsi soprattutto nel 2027, mentre le aziende sanitarie sarebbero chiamate a rivedere fabbisogni e programmazione del personale alla luce del pesante disavanzo della sanità regionale.

È lo scenario ricostruito nell’edizione del 23 agosto 2026 della Gazzetta del Mezzogiorno, che parla di assunzioni rinviate e di una possibile revisione dei numeri inizialmente programmati per infermieri e OSS. Il quotidiano riferisce inoltre della forte preoccupazione delle organizzazioni sindacali.

Una precisazione, tuttavia, è fondamentale: al momento delle verifiche effettuate da NurseTimes non risulta pubblicato un provvedimento regionale che annulli, revochi o rimanda formalmente i due concorsi da 1.000 infermieri e 1.000 OSS.

Il tema, quindi, riguarda soprattutto quando e in quale misura le graduatorie potranno trasformarsi in effettive assunzioni, alla luce della situazione finanziaria del Servizio sanitario regionale.

Sanità Puglia, il deficit 2025 alla base della nuova stretta

Il punto di partenza è il disavanzo sanitario regionale. Il 30 aprile 2026 la Regione Puglia ha comunicato la chiusura del bilancio consolidato 2025 di ASL, aziende ospedaliere e IRCCS con un disavanzo complessivo arrotondato a 350 milioni di euro: 361 milioni di perdite degli enti sanitari, compensati da circa 11 milioni di risultato positivo della Gestione sanitaria accentrata.

Nei successivi documenti regionali il disequilibrio è stato quantificato in circa 349 milioni di euro. Le slide predisposte dalla Regione indicano 433 milioni di maggiori costi nel 2025, dei quali 188 milioni collegati al personale e 117 milioni alla farmaceutica. All’interno della maggiore spesa per il personale figurano 104 milioni per nuove assunzioni, 44 milioni per il rinnovo dei contratti collettivi, 22 milioni per adeguamento dei fondi e 18 milioni per prestazioni aggiuntive. Nello stesso documento viene indicato un incremento netto di 2.367 unità di personale nel 2025.

Il dato è importante perché mostra come il disavanzo non possa essere ricondotto a una sola voce: personale, farmaci, dispositivi, sociosanitario e altri costi hanno concorso al risultato economico.

Per coprire il disavanzo residuo, con il decreto del presidente della Giunta regionale n. 3 del 28 maggio 2026 è stata prevista, tra le diverse misure, la copertura di 241,6 milioni di euro attraverso la rideterminazione dell’addizionale regionale Irpef.

I due maxi concorsi: 1.000 infermieri e 1.000 OSS

Per gli infermieri, la ASL Bari è stata individuata come azienda capofila del concorso unico regionale da 1.000 posti a tempo indeterminato. La distribuzione originaria prevede, tra gli altri, 287 posti per ASL Foggia, 182 per ASL Taranto, 131 per il Policlinico di Bari, 118 per ASL Brindisi, 79 per ASL Bari, 79 per ASL Lecce e 66 per ASL BT.

Parallelamente è stato bandito il concorso regionale per 1.000 OSS, con l’AOU di Foggia come azienda capofila. I numeri originari comprendono 312 posti per ASL Foggia, 188 per ASL Lecce, 152 per il Policlinico di Bari, 113 per ASL Taranto, 99 per ASL Bari, 47 per ASL Brindisi e 14 per ASL BT, oltre ai posti destinati alle altre aziende ed enti del SSR.

La Regione aveva presentato proprio questi concorsi, insieme alla mobilità del personale, come strumenti strategici per rafforzare gli organici del Servizio sanitario regionale e sostenere anche l’attivazione delle strutture territoriali previste dal DM 77 e dal PNRR.

Concorsi sospesi? Al momento non risulta un annullamento

È questo il punto più delicato per le migliaia di candidati.

La notizia riportata dalla Gazzetta riguarda uno slittamento delle nuove assunzioni e una possibile rimodulazione dei fabbisogni, non equivale automaticamente all’annullamento delle procedure concorsuali.

La previsione secondo cui la procedura potrebbe entrare nella fase decisiva in autunno e determinare assunzioni non prima del 2027 è riportata dalla fonte giornalistica. Alla data del 23 agosto, però, non è emerso dalle fonti istituzionali consultate un atto che disponga formalmente il rinvio generalizzato al 2027 del concorso o la riduzione dei 1.000 posti già banditi.

Per i candidati questo significa che resta essenziale distinguere tra prosecuzione del concorso, approvazione della graduatoria e successiva autorizzazione delle assunzioni: sono fasi diverse e possono avere tempi differenti.

Nuovi PTFP e assunzioni: cosa potrebbe accadere

Secondo la ricostruzione pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno, le aziende sanitarie saranno chiamate a presentare una nuova programmazione dei Piani triennali dei fabbisogni di personale (PTFP) e la Regione dovrà stabilire quante assunzioni possano essere effettivamente sostenute nel nuovo quadro finanziario.

Anche sul margine disponibile per la spesa del personale esistono cifre riferite a momenti e perimetri differenti. La fonte giornalistica calcola un margine teorico di circa 158 milioni di euro, mentre la documentazione regionale diffusa a maggio indicava la possibilità di spendere ancora circa 140 milioni per il personale sanitario.

Il punto decisivo sarà quindi capire quanto di queste risorse potrà essere destinato alle assunzioni a tempo indeterminato, tenendo conto contemporaneamente di stabilizzazioni, rinnovi contrattuali, cessazioni, servizi da garantire e obiettivi di riequilibrio finanziario.

FIALS: “Le assunzioni sono indispensabili”

La prospettiva di un rinvio ha provocato la reazione sindacale. Nella ricostruzione della Gazzetta, il segretario regionale della FIALS Massimo Mincuzzi sostiene che le assunzioni siano indispensabili sia per affrontare le liste d’attesa sia per garantire la copertura dei turni nei reparti.

La posizione sindacale evidenzia inoltre che il ricorso alle prestazioni aggiuntive non può essere considerato, da solo, una risposta strutturale alla carenza di personale.

Cosa cambia per infermieri e professionisti sanitari

Un eventuale spostamento delle assunzioni al 2027 avrebbe conseguenze non soltanto per chi partecipa ai concorsi.

Per gli infermieri e gli OSS già in servizio, un rallentamento del turnover potrebbe aumentare la necessità di ricorrere a riorganizzazione dei turni, mobilità, stabilizzazioni, incarichi temporanei e prestazioni aggiuntive, soprattutto nelle strutture caratterizzate da maggiore carenza di personale.

Per i candidati ai concorsi, invece, la priorità è seguire esclusivamente gli aggiornamenti ufficiali pubblicati dalla ASL Bari per il concorso infermieri e dall’azienda capofila di Foggia per il concorso OSS, evitando di interpretare l’eventuale rinvio delle assunzioni come automatica cancellazione delle selezioni.

Il quadro resta dunque in evoluzione. La notizia del possibile slittamento al 2027 è rilevante, ma serviranno i nuovi atti regionali e aziendali per conoscere il numero definitivo delle assunzioni, i tempi di utilizzo delle graduatorie e l’eventuale revisione dei posti programmati.

NurseTimes seguirà gli sviluppi con particolare attenzione agli effetti sui professionisti sanitari e sulla capacità delle aziende pugliesi di garantire sicurezza assistenziale, continuità dei servizi e riduzione delle liste d’attesa.

Redazione NurseTimes

Fonti ufficiali consultate

Fonte giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno, edizione del 23 agosto 2026.


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