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Sale operatorie nel caos in Toscana: 130 interventi rinviati, infermieri pronti alla mobilitazione

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Sanità pubblica, dilaga l'affidamento delle sale operatorie ai privati
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ASL Toscana Centro convoca i sindacati dopo la protesta che ha bloccato le attività chirurgiche. Al centro dello scontro ritardi in sala operatoria, straordinari e carenza di personale.

ASL Toscana Centro, incontro decisivo dopo il rinvio di 130 interventi chirurgici

Si terrà mercoledì 17 giugno alle ore 17 il confronto tra la direzione della ASL Toscana Centro e le organizzazioni sindacali del personale infermieristico e socio-sanitario, chiamati a discutere le criticità organizzative che hanno portato alla clamorosa protesta della scorsa settimana.

L’assemblea dei lavoratori delle sale operatorie, svolta su due distinti turni di lavoro, ha determinato il rinvio di oltre 130 interventi chirurgici programmati nei 13 ospedali dell’azienda sanitaria, da Pescia a Borgo San Lorenzo, generando forti ripercussioni sull’attività assistenziale e sulle liste d’attesa.

La vicenda rappresenta una delle principali notizie di attualità sanitaria degli ultimi giorni e riaccende il dibattito nazionale sulle condizioni di lavoro degli infermieri e sull’organizzazione delle attività chirurgiche negli ospedali italiani.

Infermieri: “Sforamenti quotidiani e programmazione inefficiente”

Al centro della protesta vi sono i ritardi sistematici nell’avvio delle sedute operatorie.

Secondo quanto denunciato dalle rappresentanze sindacali, il personale infermieristico sarebbe regolarmente pronto a iniziare le attività alle ore 8, mentre in numerosi casi chirurghi e anestesisti arriverebbero in ritardo rispetto agli orari programmati.

I sindacati evidenziano inoltre frequenti disallineamenti tra gli orari di servizio del personale medico e quelli degli infermieri, situazione che costringerebbe questi ultimi a prolungare il proprio turno di lavoro con continui straordinari.

Una condizione che, secondo le organizzazioni dei lavoratori, si trascina da almeno due anni e che avrebbe effetti diretti sia sul benessere degli operatori sia sulla capacità produttiva delle sale operatorie.

“Ormai assistiamo a sforamenti quotidiani di una o due ore oltre il turno per una cattiva programmazione dell’attività chirurgica”, ha dichiarato Simone Baldacci della CGIL, sottolineando la necessità di regole certe e di un coinvolgimento diretto del personale infermieristico nella pianificazione delle attività.

Le richieste dei sindacati: assunzioni, formazione e più voce agli infermieri

Tra le proposte che saranno discusse al tavolo del 17 giugno figurano:

  • nuove assunzioni di personale infermieristico;
  • potenziamento della formazione professionale;
  • maggiore efficienza nell’utilizzo delle sale operatorie;
  • uniformità organizzativa tra i diversi presidi aziendali;
  • estensione dell’attività chirurgica al sabato nei contesti dove non è prevista;
  • coinvolgimento degli infermieri nella costruzione delle liste operatorie;
  • introduzione di sistemi di verifica e responsabilizzazione per il rispetto degli orari programmati.

Secondo le sigle sindacali, la partecipazione massiccia dei lavoratori all’assemblea dimostra come il problema sia ormai diventato strutturale e non più rinviabile.

L’intervento dell’Ordine dei Medici di Firenze

Le accuse rivolte durante l’assemblea hanno provocato la reazione dell’Ordine dei Medici di Firenze.

Il presidente dell’Ordine, Pietro Dattolo, ha definito “profondamente sbagliato e ingiusto” attribuire genericamente ai medici le responsabilità dei ritardi.

Secondo Dattolo, eventuali comportamenti individuali non conformi devono essere accertati e corretti, ma non possono trasformarsi in una condanna collettiva della categoria.

“Le dinamiche delle sale operatorie sono complesse e spesso coinvolgono aspetti organizzativi, logistici e gestionali”, ha spiegato il presidente dell’Ordine, invitando tutte le professioni sanitarie a evitare contrapposizioni che rischiano di compromettere il clima di collaborazione necessario per garantire la qualità delle cure.

Straordinari, produttività aggiuntiva e tensioni tra professioni

Tra gli elementi che alimentano il malcontento emerge anche la questione economica.

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, il fondo destinato alla produttività aggiuntiva degli infermieri sarebbe ormai esaurito, rendendo impossibile il riconoscimento economico di ulteriori prestazioni straordinarie.

Diversa la situazione per il personale medico, per il quale sarebbero ancora disponibili risorse dedicate.

Un aspetto che contribuisce ad aumentare le tensioni all’interno delle équipe e che si inserisce nel più ampio quadro della carenza di professionisti sanitari che interessa il Servizio sanitario nazionale.

Anche i Cobas: “Problema organizzativo, non solo medico”

Sulla vicenda sono intervenuti anche i Cobas, componenti della RSU aziendale.

Pur riconoscendo l’esistenza di ritardi nelle attività operatorie, il sindacato ha evidenziato come le criticità non possano essere attribuite esclusivamente ai medici.

Tra i problemi segnalati vi sarebbero liste operatorie spesso non costruite in modo ottimale e una limitata partecipazione degli infermieri alle decisioni organizzative.

Secondo i Cobas, la cronica carenza di personale e il ritardo con cui l’azienda avrebbe affrontato il problema rappresentano fattori determinanti nell’attuale situazione di crisi.

La risposta dell’ASL Toscana Centro

L’azienda sanitaria ha confermato la propria disponibilità al dialogo e ha ribadito che il percorso di riorganizzazione previsto dal prossimo ottobre punta a:

  • aumentare l’efficienza delle sale operatorie;
  • ridurre le liste di attesa;
  • uniformare i modelli organizzativi aziendali;
  • migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini.

La direzione ha inoltre evidenziato come la convocazione dell’assemblea su due turni rappresenti una modalità senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali aziendali.

Redazione NurseTimes

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