Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Patrizia Arena (SHC OSS Sicilia).
Alla luce dei fatti emersi in merito alla morte del piccolo Domenico Caliendo, la scrivente SHC prende formalmente le distanze da qualsiasi forma di strumentalizzazione della tragica vicenda. Dalle informazioni attualmente disponibili emergerebbe una possibile catena di errori riconducibile a negligenza nell’ambito di un procedimento clinico particolarmente delicato. Proprio per questo riteniamo necessario affrontare la questione con senso di responsabilità, equilibrio e rispetto, evitando semplificazioni o letture emotive.
Quando si verifica un evento grave in ambito sanitario il primo pensiero deve essere rivolto alla persona assistita e alla sua famiglia. Tuttavia, fermarsi esclusivamente alla dimensione individuale del fatto rischia di non considerare il contesto organizzativo nel quale tali eventi possono maturare. Nei processi ad alta complessità il rigoroso rispetto dei protocolli, delle procedure e delle condizioni operative adeguate costituisce elemento imprescindibile. Ogni eventuale deviazione dagli standard previsti rappresenta un fattore di rischio che deve essere accertato con chiarezza e trasparenza.
Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle indagini in corso, nonché del dolore della famiglia coinvolta, riteniamo doveroso riconoscere l’impegno degli operatori che hanno assistito il piccolo Domenico. Allo stesso tempo, necessita mettere in evidenza che la sicurezza delle cure non può essere disgiunta dalle condizioni organizzative in cui i professionisti operano. Carichi assistenziali elevati, carenze di organico, pressione sugli obiettivi e modelli gestionali fortemente orientati alla performance possono incidere sulla qualità complessiva dell’assistenza e sulla serenità operativa del personale. Ciò non giustifica eventuali errori, ma impone una riflessione sistemica.
Un procedimento clinico delicato richiede competenze adeguate, formazione continua reale, lavoro in équipe e un’organizzazione che consenta di operare nel pieno rispetto delle regole tecniche e deontologiche. La tutela della salute, garantita dall’articolo 32 della Costituzione, si realizza anche attraverso investimenti strutturali sul personale, percorsi formativi qualificati e sistemi di controllo interno efficaci.
Riteniamo fondamentale che eventuali responsabilità individuali vengano accertate nelle sedi competenti, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento. Parallelamente, è necessario valutare con attenzione l’assetto organizzativo che può aver contribuito a determinare condizioni di rischio. La cultura della sicurezza si costruisce attraverso prevenzione, trasparenza e miglioramento continuo, non attraverso contrapposizioni.
È indispensabile rafforzare i sistemi di verifica interna, assicurare standard formativi elevati e garantire che ogni scelta clinica sia orientata esclusivamente all’appropriatezza e alla tutela della persona assistita. Il paziente deve rimanere il centro del sistema sanitario.
Come organizzazione sindacale, ribadiamo il nostro impegno a sostenere i lavoratori che operano con professionalità e coscienza. Allo stesso tempo, riteniamo imprescindibile che il principio di responsabilità sia effettivo a tutti i livelli, inclusi quelli dirigenziali. La qualità dell’assistenza e la dignità del lavoro sanitario sono dimensioni inscindibili: rafforzare l’una significa tutelare anche l’altra.
È necessario avviare un percorso di revisione organizzativa serio e condiviso, che rimetta al centro la sicurezza delle cure, la competenza professionale e la responsabilità istituzionale, evitando letture ideologiche e puntando su soluzioni concrete e sostenibili.
Redazione Nurse Times
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