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Mattia (Pd): “Non è vero che nel Lazio mancano infermieri. Ci sono circa 4mila idonei”

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Eleonora Mattia (PD)
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Eleonora Mattia presenta un’interrogazione urgente in Consiglio regionale chiedendo lo scorrimento delle graduatorie prima delle missioni all’estero: nel mirino 4.000 idonei e il piano Rocca per il Cile

Nel Lazio il tema della carenza di infermieri torna a riaccendere il confronto politico. L’interrogazione urgente presentata in Consiglio regionale da Eleonora Mattia, che denuncia la presenza di circa 4.000 idonei di concorso ancora in attesa di assunzione e contesta la scelta di guardare anche a un possibile reclutamento in Cile. 

Secondo quanto scritto dalla consigliera sul suo sito, il nodo non è l’assenza di professionisti, ma l’assenza di una strategia capace di valorizzare prima le graduatorie già esistenti. Mattia sostiene che gli idonei siano “pronti a entrare immediatamente in servizio” e chiede perché non si proceda prima allo scorrimento della graduatoria, invece di ricorrere a nuove soluzioni esterne.

Di seguito le dichiarazioni della consigliera regionale della regione Lazio

“Nel Lazio mancano infermieri. Ma non è vero che non ci sono. Ce ne sono circa 4.000, idonei, selezionati attraverso un concorso pubblico, pronti a entrare immediatamente in servizio. Eppure sono ancora lì, fermi, in attesa. Nel frattempo, il Presidente della Regione Francesco Rocca programma missioni all’estero, in particolare in Cile, per reclutare nuovo personale sanitario.

Questa non è programmazione. È una contraddizione che non può essere ignorata.

Con la mia interrogazione ho posto una domanda semplice, concreta, immediata: perché non si procede prima allo scorrimento della graduatoria esistente? Perché si lasciano inutilizzate competenze già formate, già valutate e già sostenute con risorse pubbliche? Perché si continua a mettere sotto pressione il sistema sanitario quando esistono soluzioni disponibili da subito?

Non è una posizione ideologica. È buonsenso.

Prima si assumono gli idonei. Prima si dà una risposta a chi aspetta da tempo. Prima si rafforza davvero la sanità pubblica del Lazio. Solo dopo si può eventualmente guardare ad altre soluzioni.

Fino a quando questo non accadrà, continuerò a chiedere risposte. E a pretendere rispetto per chi è pronto a lavorare e per tutte le cittadine e i cittadini che hanno diritto a un servizio sanitario efficiente e all’altezza dei loro bisogni”.

A rendere il confronto ancora più acceso è la distanza tra le cifre richiamate nelle diverse posizioni pubbliche. Mattia parla di circa 4.000 idonei fermi in graduatoria, mentre l’Enpapi, in una nota ripresa da AgenSalute, sostiene che nel Lazio i professionisti disponibili sarebbero circa 5.000 e che andrebbero assunti prima di ogni ipotesi di reclutamento all’estero. 

La questione non è solo politica, ma anche organizzativa. Nel settore pubblico, la Pubblica Amministrazione è tenuta a programmare il fabbisogno di personale e, in diversi passaggi normativi, la logica dello scorrimento delle graduatorie resta centrale nel reclutamento. Un decreto della Funzione pubblica del 31 dicembre 2025 ribadisce, ad esempio, che l’avvio di nuove procedure concorsuali e lo scorrimento di graduatorie di altre amministrazioni sono subordinati all’immissione in servizio dei vincitori presenti nelle graduatorie vigenti dell’ente, salvo comprovate esigenze organizzative. 

Per questo il messaggio politico lanciato dall’interrogazione è netto.

Sul piano sindacale e professionale, il richiamo dell’Enpapi va nella stessa direzione: utilizzare chi è già pronto ad entrare in servizio, anche per dare una risposta più rapida alla carenza di personale.

Redazione NurseTimes

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