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Lazio, mancano 7mila infermieri: si valuta il reclutamento in Cile

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Il Lazio si prepara a una svolta internazionale per arginare la cronica carenza di personale sanitario. Un vuoto che mette a rischio l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e che la Regione ha deciso di colmare, almeno in parte, guardando oltre i confini europei per reclutare nuovi professionisti.

Il prossimo autunno, infatti, è in programma una una missione in Cile, precisamente nella regione di Nuble, al confine con l’Argentina. L’obiettivo dichiarato è immettere negli ospedali del Lazio circa 7mila infermieri, forza lavoro necessaria per decongestionare i pronto soccorso e potenziare la sanità territoriale, spesso in affanno a causa dei turni massacranti a cui è sottoposto il personale attuale.

Ma perché proprio il Cile? La scelta dei questo partner internazionale è motivata dalla compatibilità accademica. Già, perchè il Paese sudamericano vanta standard di formazione molto elevati e vicini a quelli italiani nel settore infermieristico.

“La qualità del percorso di studi in Cile è riconosciuta a livello internazionale”, spiegano fonti della Regione Lazio. Ciò consentirebbe un inserimento più rapido degli infermieri stranieri, previo superamento delle verifiche linguistiche e burocratiche necessarie per l’equipollenza dei titoli di studio.

Redazione Nurse Times

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