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Il dott. Iaconis Giuseppe, consegue un master in coordinamento, presentando una tesi dal titolo: “Ruolo del coordinatore infermieristico nella gestione dello stress come prevenzione del burnout all’interno del pronto soccorso”. La tesi si occupa della prevenzione del burnout, argomento che, ultimamente, viene più volte ripreso visto le dure condizioni in cui i colleghi lavorano giorno e notte.
Abstract
Stress e meccanismi di difesa sono concetti fortemente collegati alle emozioni in quanto il primo può sopraggiungere in seguito ai più differenti stati emozionali e i secondi insorgono nell’individuo nel tentativo di metabolizzare l’evento stressante.
Lo stress è una risposta dell’organismo a determinate situazioni che mettono a dura prova l’organismo umano, che si manifesta quando una persona percepisce un squilibrio tra le sollecitazioni ricevute e le risorse a disposizione. Si tratta, precisamente, di una SINDROME GENERALE di ADATTAMENTO atta a ristabilire e un nuovo equilibrio interno (omeostasi) in seguito a fattori di stress. Le alterazioni dell’equilibrio interno possono avvenire a livello endocrino, umorale, organico, biologico.
Il termine stress venne introdotto per la prima volta in biologia da Walter Bradford Cannon nel 1935; la sindrome venne definita in questo modo da Hans Seyle nel 1936.
La sindrome può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici che ricadono nel campo della psicosomatica. In generale si suole distinguere tra eustress e distress, ovvero rispettivamente stress “buono” e stress “cattivo”.
In generale le risposte in seguito all’esposizione da stressors possono essere raggruppate in due modi:
- Risposte istantanee, dovute alla natura e alla fisiologia del sistema nervoso (es. sistema nervoso simpatico che utilizza neurotrasmettitori già sintetizzati e immagazzinati).
- Risposte ritardate, dovute alla natura e alla fisiologia del sistema endocrino e neuroendocrino (es. recezione dello stressor, attivazione della trascrizione di proteine sintetizzanti gli ormoni, sintesi di ormoni e rilascio di questi nel circolo umorale).
La sindrome da stress e burnout descritta da Christina Maslach, viene intesa come una vera e propria malattia professionale, che si diffonde nel tempo con costanza e gradualità.
Oggi il panorama delle malattie professionali è profondamente cambiato in quanto la legislazione ha ampliato la normativa e supporto del bisogno emozionale dei lavoratori. Non vengono tutelati solo gli infortuni sul lavoro, ma tutte le patologie causate dall’attività lavorativa.
Nel 1946 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito la salute non semplicemente come assenza di malattia, ma come stato di benessere fisico, mentale e sociale. Nel 1986 l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) ha definito i rischi psicosociali in termini di interazione tra contenuto del lavoro, gestione ed organizzazione del lavoro, condizioni ambientali e organizzative da un lato, competenze ed esigenze dei lavoratori dall’altro.
L’obbligo della valutazione, tra i diversi rischi per la sicurezza e la sicurezza dei lavoratori, anche dello stress lavorativo, veniva stabilito in modo indiretto da diverse disposizioni come:
- Decreto Legislativo n° 81-2008, riguardante il Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori e sul luogo di lavoro.
- Accordo Quadro Europeo sullo stress nei luoghi di lavoro siglato l’8 ottobre 2004, dove viene identificato lo stress da lavoro, come elemento di preoccupazione sia per gli imprenditori che per i lavoratori, a livello europeo, nazionale ed internazionale. Lo stress viene definito come “una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere all’altezza delle aspettative”.
- Testo unico 2008 “sicurezza sul lavoro”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 101 in data 30 aprile 2008 ed entrato in vigore il 15 maggio 2008, rappresenta l’attuazione dell’Articolo 1 della Legge 3 agosto 2007, n°123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’Articolo 28 del Testo Unico 2008 pone l’attenzione anche ai rischi riguardanti lo stress lavoro-correlato. In riferimento a questo argomento, l’Articolo 28 cita esplicitamente l’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004, siglato a Bruxelles tra Confindustria Europea (UNICE), Associazione Europea Artigianato e PMI (UEPME), Associazione Europea delle Imprese Partecipate dal pubblico e di interesse economico generale (CEEP) e Sindacato Europeo (CES).
Detto accordo ha riconosciuto quanto lo stress possa interessare qualsiasi lavoratore in qualunque luogo di lavoro, indipendentemente dal settore di attività lavorativa, dalla tipologia del rapporto di lavoro instaurato, dalla dimensione dell’azienda lavorativa; lo stress può manifestarsi sotto diversi aspetti, che possono scaturire per vari motivi, legati magari all’ambiente di lavoro.
Il personale infermieristico che lavora nel settore dell’emergenza vive un’intensa relazione con persone che stanno vivendo una situazione di criticità comparsa improvvisamente e spesso drammatica. I pazienti e i familiari possono portare in sé molti problemi, pensieri, ansie, che inevitabilmente riversano sul personale, proprio per un’esigenza di trovare ascolto, amplificata dalla rottura di un precedente equilibrio che la situazione di emergenza ha creato.
Il contatto continuo con questo tipo di richieste può generare nell’operatore uno stato di stress cronico, che può condurre anche ad esaurimento emozionale.
La prima cosa su cui porre il focus è che spesso il tema dello stress o del “crollo psicologico” è stato considerato un tabù e un segno di debolezza, mentre oggi il fenomeno è ben noto e ci sono diverse pubblicazioni in merito, utili anche al professionista che le consulta a prendere consapevolezza di non essere il solo e di trovare suggerimenti per le strategie di coping.
Dott. Iaconis Giuseppe
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