De Palma: “Il nuovo sistema non crei figli e figliastri. Tutele per tutti, nessuno escluso”. Per Nursing Up la linea è netta: nessuna riforma può creare disparità o svuotare percorsi già consolidati.
ROMA, 28 MARZO 2026 – Le nuove lauree e magistrali specialistiche infermieristiche aprono una fase decisiva per il futuro della professione, ma senza regole contrattuali chiare il rischio è quello di generare confusione, sovrapposizioni e nuove disuguaglianze dentro il sistema sanitario.
È la posizione del sindacato Nursing Up, dopo la pubblicazione dei decreti del Ministero dell’Università e della Ricerca (DM 159/2026 e DM 177/2026), che introducono nuovi percorsi specialistici – dalle cure primarie alla pediatria, fino all’area critica ed emergenziale – ridisegnando l’architettura della professione.
Il sindacato accoglie il principio di evoluzione della formazione, ma avverte: senza una chiara collocazione contrattuale delle nuove figure e senza tutele per chi già lavora nel sistema, il cambiamento rischia di trasformarsi in un corto circuito organizzativo.
«Non siamo contrari alle nuove lauree magistrali, ma non possono nascere nel vuoto, hanno bisogno di una collocazione contrattuale chiara, di fondamenta, di terreno fertile su cui attecchire, per evitare il rischio di creare professioni che si riveleranno cattedrali nel deserto, con la conseguenza nefasta che, dopo anni di sacrifici, questi professionisti si vedranno costretti a fuggire all’estero o peggio ancora occupare posizioni non idonee al loro percorso di studi e ai sacrifici compiuti».
Lo dichiara Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up. «Inoltre, se ai nuovi laureati vengono attribuite funzioni di direzione e coordinamento, bisogna dire con chiarezza cosa accade a chi quel percorso lo ha già costruito negli anni, attraverso master e titoli previsti dalla legge 43/2006».
Il nodo è concreto: il nuovo impianto formativo introduce competenze avanzate, ma non chiarisce come queste si integrino con le figure già esistenti, né quale sarà il destino di chi oggi svolge funzioni di coordinamento o ha investito in formazione post-base.
Per Nursing Up la linea è netta: nessuna riforma può creare disparità o svuotare percorsi già consolidati.
Le garanzie devono riguardare tutti:
- chi conseguirà le nuove lauree magistrali specialistiche;
- chi oggi opera con laurea triennale;
- chi ha già investito in master, coordinamento e formazione avanzata.
«Non accetteremo che si creino professionisti di serie A e di serie B», prosegue De Palma. «L’evoluzione deve essere ordinata, coerente e soprattutto equa. Nessun collega deve essere penalizzato».
Il sindacato chiede quindi un intervento immediato sul piano contrattuale, affinché:
- le nuove figure abbiano un inquadramento chiaro, certo e dignitoso;
- venga garantita coerenza con gli altri professionisti sanitari con laurea magistrale;
- siano tutelati i percorsi già esistenti, evitando sovrapposizioni e conflitti interni.
«La valorizzazione dell’infermieristica non si costruisce creando confusione. Più che mai in questo momento storico non ne abbiamo bisogno», conclude De Palma. «Serve una visione chiara e condivisa. Solo così si rafforza davvero il sistema sanitario».
Redazione NurseTimes
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