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Lauree magistrali infermieristiche, via libera ai tre nuovi indirizzi clinici

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Pubblicati i decreti ministeriali: ecco come cambiano formazione, specializzazioni e percorso universitario per gli infermieri

Roma, 25 marzo 2026 – Arriva la svolta per la formazione avanzata degli infermieri: il Ministero dell’Università e della Ricerca ha registrato e pubblicato i decreti ministeriali che danno avvio alla revisione della classe di laurea magistrale in area infermieristica e all’istituzione di tre nuovi percorsi specialistici. La notizia, rilanciata oggi da FNOPI, conferma l’avanzamento di un iter atteso da tempo dalla professione e dal mondo accademico. 

Il primo provvedimento, il Decreto Ministeriale n. 159 del 6 febbraio 2026, interviene sulla laurea magistrale LM/SNT1 e prevede l’istituzione di tre percorsi formativi specialistici: cure primarie e infermieristica di famiglia e di comunità, cure neonatali e pediatriche e cure intensive e nell’emergenza. Nel testo ufficiale il MUR precisa che la revisione nasce dall’esigenza di aggiornare l’attuale impianto formativo, distinguendo il profilo infermieristico da quello ostetrico e sviluppando competenze avanzate più aderenti ai bisogni di salute della popolazione. 

Il decreto indica anche un passaggio operativo chiaro: le università dovranno adeguare i regolamenti didattici di ateneo per l’avvio dei nuovi corsi nell’anno accademico 2026/2027. Per gli studenti già iscritti, il provvedimento garantisce la conclusione dei percorsi secondo gli ordinamenti vigenti e lascia la facoltà di optare per il nuovo ordinamento, assicurando così una transizione graduale. 

Accanto alla laurea magistrale, il MUR e il Ministero della Salute hanno registrato anche il Decreto Ministeriale n. 177 del 25 febbraio 2026, che modifica la classe di laurea infermieristica di base. Il testo sopprime il riferimento all’“infermiere pediatrico” nella declaratoria della classe L/SNT1 e rimuove la sezione dedicata alle “Scienze infermieristiche pediatriche” dalla tabella delle attività formative indispensabili. La misura prevede inoltre che le università assicurino la conclusione dei percorsi per gli studenti già iscritti ai corsi di infermiere pediatrico fino all’a.a. 2027/2028. 

La riforma non arriva all’improvviso. Nei decreti e negli atti ministeriali si richiama infatti il lavoro avviato dal Tavolo tecnico su Infermieristica istituito nel 2023, le proposte del CUN del dicembre 2024, le note ministeriali del 2025 e i pareri favorevoli raccolti lungo il percorso, compreso quello del Consiglio Superiore di Sanità e del CNSU. È la conferma di un iter costruito nel tempo, che punta a ridefinire in modo più puntuale l’offerta formativa delle professioni sanitarie. 

FNOPI parla di un “traguardo importante” e definisce l’attivazione delle lauree magistrali a indirizzo clinico un passaggio cruciale per rispondere alle nuove esigenze di salute e per sostenere l’evoluzione della professione infermieristica. Già il 21 febbraio 2026, durante il Consiglio Nazionale FNOPI, i ministri Orazio Schillaci e Anna Maria Bernini avevano annunciato la firma dei decreti davanti ai presidenti degli Ordini provinciali, anticipando l’ormai imminente definizione del nuovo assetto. 

Sul piano pratico, la riforma può aprire una fase nuova per la carriera infermieristica, con percorsi più specializzati e con un perimetro formativo più coerente rispetto ai contesti assistenziali più complessi: dal territorio all’area pediatrica, fino all’emergenza-urgenza e alla terapia intensiva. Per gli atenei si tratta ora di tradurre i decreti in regolamenti e piani didattici, mentre per studenti e professionisti si profila una filiera formativa più strutturata e più vicina alle esigenze del Servizio sanitario nazionale. Questa è una conseguenza ragionevole dei contenuti dei decreti, che definiscono indirizzi specialistici distinti e tempi di attuazione già fissati. 

In sintesi, la pubblicazione dei decreti segna un passaggio storico per la formazione infermieristica italiana: la laurea magistrale si articola in nuovi indirizzi clinici, la transizione per i corsi esistenti viene tutelata e l’università è chiamata a recepire rapidamente il cambiamento. I prossimi sviluppi riguarderanno l’adeguamento degli ordinamenti didattici, l’attivazione concreta dei corsi e l’impatto che questi nuovi profili potranno avere sull’organizzazione dell’assistenza e sulle opportunità professionali degli infermieri.  

Redazione NurseTimes

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