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AIES: “Verso un sistema integrato 118. No a medicalizzazione universale”

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Roberto Romano (AIES) risponde al SIS118: promuovere un sistema multiprofessionale, linee guida per infermieri e tutela degli operatori

Il recente episodio di Foggia — che ha visto la morte di una paziente e l’aggressione agli operatori del 118 — ha riacceso il dibattito su come organizzare il servizio di emergenza territoriale. Il presidente dell’Accademia italiana emergenza sanitaria (AIES), dott. Roberto Romano, ha rilanciato la necessità di un modello organizzativo diverso dalla cosiddetta “medicalizzazione universale”.

Le dichiarazioni di Roberto Romano (AIES)

In un comunicato ufficiale dell’AIES, il dott. Romano ha dichiarato:

“L’episodio di Foggia, culminato con la morte di una paziente e l’aggressione agli operatori del 118, ha riacceso il dibattito sulla presenza del medico a bordo delle ambulanze. La posizione di una parte del mondo medico, che invoca la ‘medicalizzazione universale’, non appare sostenibile né in termini organizzativi né di risorse disponibili né, tantomeno, in termini di supporto scientifico.”

Romano prosegue sottolineando l’alternativa strategica:

“Il sistema di emergenza-urgenza richiede invece un modello integrato e multiprofessionale, dove infermieri, medici e soccorritori cooperino secondo protocolli chiari, validati e uniformi a livello nazionale. Gli infermieri dell’emergenza territoriale, adeguatamente formati, rappresentano una figura cardine e devono essere valorizzati con linee guida aggiornate e riconoscimento formale delle competenze avanzate.”

Infine, il presidente AIES richiama l’attenzione su fattori culturali e sociali:

“Persistono, purtroppo, resistenze corporative che ostacolano il pieno riconoscimento del ruolo infermieristico, con ricadute negative sulla sicurezza clinica e sulla percezione dei cittadini. Il problema della percezione falsata a causa di informazioni non corrette, è bene non dimenticarlo, potrebbe fungere da trigger per episodi di aggressione nei confronti degli operatori. Su questo è necessario un richiamo alla responsabilità e al rispetto, da parte di tutti.”

Redazione NurseTimes

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