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La Regione Puglia aggiorna il Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA 2026): aperture straordinarie, vincoli sull’attività libero-professionale e nuove regole per garantire il primo accesso ai pazienti. Le misure puntano a ridurre i ritardi ma impongono riorganizzazioni importanti per il personale sanitario.

La deliberazione regionale che aggiorna il PRGLA 2026 introduce una serie di misure concrete per ridurre i tempi di attesa per visite e prestazioni diagnostiche, rafforzare il monitoraggio e tutelare il diritto di accesso dei cittadini. Le novità includono piani aziendali sperimentali con aperture weekend/serali, limiti nell’utilizzo dell’attività libero-professionale e procedure di ricorso al privato accreditato solo entro tetti di spesa prestabiliti. Queste misure, pensate per accelerare le prestazioni e migliorare la trasparenza, richiederanno tuttavia un adeguamento organizzativo e contrattuale da parte di ospedali e servizi territoriali.
“Il mio primo provvedimento è dedicato ai cittadini che in questi mesi mi hanno chiesto di assumere un impegno: prendermi cura della loro salute – ha dichiarato il presidente Decaro – non si tratta di una soluzione definitiva all’annoso problema delle liste d’attesa, presente in tutta Italia, ma l’inizio di un percorso che ci deve vedere tutti collaborare, anche i pazienti. In questi mesi abbiamo studiato dati e flussi, certamente ci sono ritardi e falle nel sistema dell’offerta ma non si può trascurare assolutamente il dato sulla domanda inappropriata.
Oltre il 40% delle prescrizioni di radiodiagnostica (TAC e risonanza magnetica) risulta potenzialmente inappropriato. Questo significa sottrarre un esame utile a chi ne ha davvero bisogno. Ho chiesto uno sforzo alle aziende sanitarie regionali ma al contempo tutti gli operatori sanitari devono remare nella stessa direzione affinché si lavori insieme per un sistema sanitario più efficace laddove c’è veramente bisogno.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma siamo consapevoli che per problemi complessi non esistono soluzioni semplici. I piani che saranno adottati saranno volutamente sperimentali perché accompagnati d un sistema di monitoraggio che coinvolgerà l’intera filiera: dalle prescrizioni, all’attività degli ambulatori alla capacità del sistema di rispondere sulle richieste urgenti”.
Cosa prevede il provvedimento
- Aggiornamento PRGLA 2026 con scadenza al 31 marzo 2026 e obbligo per le Aziende sanitarie di tradurlo in Piani Aziendali entro 60 giorni.
- Piani Aziendali Sperimentali obbligatori entro 15 giorni dall’adozione per il recupero delle prestazioni oltre soglia, contemplando aperture straordinarie sabato/domenica e allungamento delle fasce orarie (fino a 12 ore giornaliere o più, con possibilità di prolungamento serale). Durata prevista: circa 5 mesi.
- Monitoraggio strutturato a cura della Cabina di Regia Monitoraggio Liste di Attesa e del RUAS, con indicatori di costo-efficacia, appropriatezza prescrittiva e report mensili.
- Percorso di tutela del cittadino: se i tempi massimi non sono rispettati, è previsto il primo accesso tramite attività intramuraria libero-professionale o ricorso al privato accreditato entro limiti di spesa. Le procedure devono essere gestite dal CUP.
- Vincoli sull’attività libero-professionale: non deve prevalere sull’attività istituzionale; le Direzioni aziendali devono controllare volumi eccessivi e riferire entro scadenze precise, con possibili sanzioni.
Impatti per medici e infermieri
Le nuove disposizioni impattano direttamente l’organizzazione del lavoro e la qualità della presa in carico:
- Riorganizzazione dei turni e carichi di lavoro: le aperture weekend e le estensioni serali richiedono la rimodulazione dei turni, la gestione di prestazioni aggiuntive e la verifica del rispetto dei limiti previsti dal contratto collettivo nazionale del lavoro. È probabile un aumento di straordinari e prestazioni aggiuntive da pianificare con anticipo per evitare burn-out.
- Coinvolgimento nelle attività di audit e appropriatezza: i Piani richiedono indicatori clinici e verifiche sull’appropriatezza prescrittiva; medici e infermieri saranno coinvolti nella raccolta dati e nei percorsi di qualità. Ciò implica attività amministrative e formative aggiuntive.
- Gestione dell’attività libero-professionale: l’inasprimento dei controlli sulle prestazioni private obbliga a maggiore tracciabilità e a rispettare tetti e regole per non compromettere l’attività istituzionale. Le Direzioni dovranno produrre relazioni e attivare procedure di vigilanza.
- Formazione e comunicazione al paziente: sono previste attività formative per migliorare l’accoglienza e la gestione delle liste d’attesa (ruoli CUP, presa in carico per fragilità/cronicità), con effetti sul personale che gestisce il front-office e il coordinamento infermieristico.
Cosa cambia per i cittadini: diritti e tutele
- Primo accesso garantito: se non è possibile offrire la prestazione nei tempi massimi, il cittadino deve ottenere il primo accesso tramite risorse aggiuntive (intramurarie o privato accreditato) senza costi aggiuntivi impropri, salvo la quota di partecipazione prevista. Il CUP ha il compito di attivare il percorso di tutela.
- Maggiore trasparenza: i piani prevedono obblighi di comunicazione e percorsi di presa in carico differenziati (prime visite, follow-up, cronicità), con l’obiettivo di rendere più comprensibili tempistiche e modalità di accesso.
- Limitazioni al ricorso al privato per recuperare prestazioni: il ricorso al privato accreditato è ammesso ma regolato e finanziato entro tetti stabiliti per evitare spese non necessarie a carico del servizio sanitario.
Timeline operativa
- Entro 15 giorni dall’adozione: predisposizione Piani Aziendali Sperimentali per recupero prestazioni.
- Entro 60 giorni: redazione dei Piani Aziendali di Governo delle Liste di Attesa.
- 31 gennaio 2026: relazione aziendale su verifiche dell’attività libero-professionale e costituzione organismo paritetico regionale.
- 31 marzo 2026: completamento aggiornamento PRGLA 2026.
L’aggiornamento del PRGLA 2026 rappresenta un tentativo strutturato di ridurre le liste d’attesa e tutelare i cittadini, combinando misure organizzative (aperture straordinarie, PDTA, telemedicina) e strumenti di controllo (monitoraggio, limiti all’attività libero-professionale). Tuttavia, l’efficacia delle misure dipenderà dalla capacità delle Aziende sanitarie di implementare i piani senza sovraccaricare il personale e garantendo trasparenza e tutela per gli assistiti.
Redazione NurseTimes
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