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Guida completa per l’assistenza al parto imminente in casa

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Un parto che si sviluppa inaspettatamente a casa richiede preparazione, sangue freddo e conoscenza di base. Questo articolo descrive in dettaglio come riconoscere i segni di travaglio imminente, cosa fare immediatamente, i materiali essenziali da avere, le fasi del parto, le procedure per assistere mamma e neonato e come gestire le complicazioni più gravi. Vengono forniti consigli sia per operatori sanitari sia per persone non esperte, con chiare indicazioni differenziate.

In ogni caso, è sempre consigliabile chiamare il servizio di emergenza urgenza 112/118 per ricevere quanto prima l’assistenza di sanitari esperti.

Segnali di parto imminente

Nella maggior parte dei casi il travaglio inizia tra la 37a e la 42a settimana di gravidanza (il travaglio che si verifica prima delle 37 settimane di gravidanza è considerato prematuro o pretermine); proprio come la gravidanza è diversa per ogni donna, anche l’inizio del travaglio, i segni con cui si presenta e la durata variano non solo da una mamma all’altra, ma anche da una gravidanza all’altra.

I segni principali del travaglio includono contrazioni uterine forti, regolari e di crescente intensità; spesso si accompagna la perdita del tappo mucoso e/o la rottura delle acque. Altri sintomi indicativi sono un aumento del mal di schiena e la sensazione di pressione verso il basso dovuta alla discesa del bambino. Le contrazioni prodromiche (Braxton-Hicks) sono invece irregolari e meno dolorose, mentre nel travaglio attivo si manifestano tipicamente come dolori ritmici e ravvicinati.

  • Per tutti: se compaiono contrazioni regolari, intensità crescente e/o rottura del sacco amniotico, prepararsi a intervenire.
  • Per sanitari: valutare rapidamente il grado di dilatazione cervicale (se possibile) e monitorare i parametri vitali della madre (pressione, frequenza cardiaca).
Cosa fare subito (igiene, preparazione dello spazio, chiamata ai soccorsi)

La prima azione è chiamare immediatamente i soccorsi (112/118) segnalando un parto in atto. Nel frattempo, occorre preparare uno spazio pulito e sicuro: lavare bene le mani, indossare guanti puliti o sterili, e stendere asciugamani o lenzuola puliti su un’area solida (letto o pavimento). Rimuovere solo gli indumenti stretti intorno all’addome (pantaloni/slip), lasciando libera la parte inferiore. Tenere vicino una fonte di calore (acqua calda, coperte). Se possibile, posizionare la donna su un fianco o semi-sdraiata, con un cuscino sotto le ginocchia per stabilizzare il bacino.

Per laici: mantenere la calma. Far sdraiare la donna coprendola con una coperta; raccogliere asciugamani puliti, coperte e cuscini; non ostacolare le spinte, ma aiutare la donna a respirare lentamente durante le contrazioni.

Per sanitari: oltre a quanto sopra, predisporre materiali sterili, verificare i parametri vitali (pressione, polso, saturazione) e prepararsi a gestire eventuali complicazioni. Organizzare i ruoli tra i soccorritori (uno stia con la madre, uno prepari il materiale, uno pronti ad accogliere l’ambulanza).

Materiali utili da avere a disposizione

Preparare un “kit parto” di fortuna raccogliendo:

  • Guanti sterili o perfettamente puliti (almeno due paia).
  • Teli sterili o asciugamani bianchi puliti (per coprire materasso/pavimento e asciugare).
  • Garze sterili o pannolini puliti (per tamponare sangue/secrezioni).
  • Forbici a punte smusse disinfettate e pinza ombelicale sterile (o, in emergenza, due spaghi puliti) per il taglio del cordone.
  • Lacci emostatici o elastici puliti (anche elastici da maglia/pizzo) per un eventuale accesso venoso.
  • Disinfettante (iodopovidone/betadine o clorexidina) per pulire l’area genitale e il cordone.
  • Aspiratore nasale per neonati o pompetta per muco (se mancante, usare stimoli manuali).
  • Coperte calde, telo termico o borsa dell’acqua calda (per evitare ipotermia neonatale).
  • Padella/vaschetta pulita per raccogliere la placenta e le perdite.
  • Torcia elettrica o fonte luminosa potente.
  • Bevande zuccherine per la madre (succhi, bevande energetiche) e snack facili da ingerire.

Gli operatori sanitari addestrati dispongono di un kit ostetrico più completo: comprende termometro, ambu pediatrico, aspiratore per neonati, clamp ombelicali, pinze, forbici, teli sterili, bisturi e farmaci uterotonici. In ogni caso, l’elemento fondamentale è garantire la massima pulizia con ciò che si ha a disposizione. Ad esempio, due lacci puliti possono sostituire una pinza per cordone , e un asciugamano pulito può essere usato come telo sterile.

Fasi del travaglio e parto

Il parto fisiologico si articola in quattro fasi:

  1. Periodo prodromico: preparazione del collo uterino (ammorbidimento, accorciamento, dilatazione fino a ~4 cm) con contrazioni sporadiche. Questa fase può durare molte ore senza parto attivo.
  2. Fase dilatante (primo stadio): dal raggiungimento dei 4 cm fino ai 10 cm di dilatazione. Le contrazioni diventano regolari, intense e ravvicinate, e la donna avverte sempre più dolore pelvico e nella schiena .
  3. Fase espulsiva (secondo stadio): dalla dilatazione completa fino alla nascita del bambino. La donna sente un’urgenza intensa a spingere; la testa del bambino scende nel canale del parto e fuoriesce, seguita dal resto del corpo grazie alle spinte materne.
  4. Secondamento (terzo stadio): espulsione della placenta e delle membrane. Avviene entro 30 minuti dalla nascita; l’utero continua a contrarsi, facilitando il distacco placentare. In questa fase può ancora verificarsi un modico sanguinamento vaginale.

Conoscere queste fasi aiuta a prepararsi: ad esempio, nella dilatazione finale si possono usare tecniche di rilassamento o posizioni comfort, mentre nell’espulsione serve assistenza attiva (supportare l’uscita del bambino).

Cosa fare durante l’espulsione del feto

Quando la fase espulsiva è iniziata (pressione intensa in basso, visione della testa), procedere così:

  • Spinte naturali: lasciare che la madre spinga spontaneamente quando lo sente. Incoraggiarla a inspirare profondamente e poi spingere per alcuni secondi prima di respirare.
  • Assistenza alla nascita: man mano che esce la testa, sostenere delicatamente la testa del neonato con una mano, senza tirare. Lasciare che il mento del bambino si sollevi sull’osso pubico e poi aiutare con la spinta successiva. Il resto del corpo segue di solito rapidamente dopo l’uscita della testa.
  • Gestione del cordone: se il cordone è avvolto intorno al collo, passarlo delicatamente sopra la testa del bambino o sotto una spalla prima che la madre spinga ancora. In nessun caso tirare il cordone; si taglierà dopo che il bambino avrà respirato.
  • Massaggio perineale: per controllare l’uscita della testa, si può applicare una leggera pressione con due dita tra vagina e ano mentre la testa esce, attenuando la spinta nell’ultimo istante. Non praticare episiotomie (tagli chirurgici) in casa: riservato agli specialisti ospedalieri.
  • Distocia di spalla: se dopo l’uscita della testa il corpo resta bloccato (spalle intrappolate), si tratta di emergenza ostetrica. In tal caso non tirare; far sollevare le ginocchia della madre sul petto (posizione McRoberts) per aumentare il diametro pelvico e attendere aiuto medico.

Consiglio pratico: tenere pronta un asciugamano pulito sotto il perineo per raccogliere sangue o liquidi. Coprire continuamente mamma e neonato per mantenere il calore, specie quando il bimbo è esposto dopo l’espulsione.

Cura del neonato subito dopo la nascita

Subito dopo la nascita, prendersi cura del bambino è essenziale:

  1. Contatto pelle a pelle e asciugatura: togliere le secrezioni da naso e bocca (ad es. con una garzina pulita) e asciugare il neonato. Metterlo a pancia in giù sul petto della madre (contatto pelle-pelle) e coprirli entrambi con una coperta calda. Questo mantiene la temperatura corporea del piccolo e favorisce la stabilità cardio-respiratoria.
  2. Stimolare la respirazione: se il neonato non piange subito, liberare le vie aeree passandogli con un dito pulito lungo i lati del naso e strofinargli delicatamente la schiena. Questi gesti in genere inducono il pianto e l’avvio della respirazione autonoma.
  3. Taglio del cordone: attendere 1-3 minuti finché cessa la pulsazione nel funicolo (ritardare il clampaggio allunga la trasfusione placentare al bimbo). Se è necessario tagliare subito, usare due laccetti puliti: legarne uno a 4-5 cm dall’ombelico del bimbo e un secondo a 1-2 cm oltre, quindi tagliare tra i nodi . In sala parto si usa normalmente una pinza ombelicale sterile.

Pinza ombelicale: strumento sterilizzato usato in sala parto per bloccare il cordone prima del taglio, evitando eccessivo sanguinamento del neonato.

Prime cure: controllare che il neonato respiri (40-60 respiri/minuto) e abbia un buon colorito. Se il bambino rimane apatico o cianotico, continuare la stimolazione e prepararsi a ventilazioni assistite (solo da personale addestrato).

Allattamento precoce: non appena possibile, mettere il bimbo al seno. L’attaccamento precoce avvia la suzione del colostro ricco di anticorpi e stimola l’ossitocina materna (che contrasta il sanguinamento uterino).

Monitorare la vigilanza del neonato: un bambino sano diventa presto rosato e reagisce agli stimoli. Se permane letargico o continua a non respirare, occorre trasporto urgente in ospedale.

Cura della madre (post-partum immediato)

Dopo la nascita del bambino, l’attenzione si sposta sulla madre:

  • Espulsione della placenta (secondamento): in genere avviene spontaneamente entro 30 minuti. Non tirare il cordone secco; attendere i segni di distacco (sanguinamento rosso vivo o cordone che scende). Se necessario, con una mano si può premere sul basso ventre (fondo uterino) e contemporaneamente tirare delicatamente il cordone.
  • Emorragia post-partum: controllare la quantità di sangue. Massaggiare energicamente il fondo uterino (pressioni circolari sull’addome inferiore) per aiutare l’utero a contrarsi e ridurre il flusso . Tenere sollevate le gambe della madre (posizione supina con ginocchia flesse) e ripetere il massaggio ogni pochi minuti. In caso di perdite abbondanti (saturazione rapida di assorbenti, flusso continuo) chiamare immediatamente i medici.
  • Supporto emodinamico: garantire alla madre accesso venoso (se possibile) per somministrare liquidi o ossigeno. La terapia di base include ossigenoterapia e reintegro volemico con soluzioni o emocomponenti. Monitorare segni di shock (pallore, tachicardia, sudorazione): se presenti, trasportare urgentemente in ospedale.
  • Verifica della placenta: controllare che placenta e membrane siano espulse per intero. Se mancano frammenti (ritenzione placentare), ciò spiega spesso perdite prolungate. Non tentare di estrarre manualmente in casa; segnalare al 118.
  • Lacerazioni perineali: le lacerazioni vaginali/perineali sono comuni. Anche piccole lacerazioni possono sanguinare molto:

Laici: tamponare con garze pulite. Non tentare suture, ma continuare massaggio uterino e aspettare il medico.

Sanitari: suture immediata delle lacerazioni con filo riassorbibile sotto anestesia locale se il sanguinamento è abbondante.

Parametri vitali: se possibile, misurare pressione e polso ogni 15-30 minuti. In generale, osservare se la madre è vigile e se la diuresi continua (segno di buona perfusione). Qualunque preoccupazione (confusione, perdita di coscienza) impone assistenza medica urgente.

Possibili complicazioni e come riconoscerle

Emorragia post-partum massiva: quantità di sangue eccessiva con segni di shock. Se l’utero rimane molle nonostante il massaggio, è probabile atonia. In questi casi continuare massaggi uterini e rivolgersi immediatamente all’ospedale.

Prolasso del cordone ombelicale: il cordone sporge dall’introito vaginale; il feto comprime il flusso sanguigno. È emergenza vitale: porre subito la donna in posizione ginocchia-petto. Non spingere il cordone all’esterno ma mantenerlo coperto da garze sterili umide tiepide. Chiamare 118 e riferire “prolasso cordone”.

Distocia di spalla: dopo l’uscita della testa, le spalle restano incastrate. La madre potrebbe non sentire urge di spinta e il bimbo può cianotizzare. In attesa dei medici, far sollevare le ginocchia verso il petto (posizione McRoberts) . Non forzare, poiché manovre avanzate richiedono ostetrico qualificato.

Presentazione anomala (podalica o trasversa): se il bambino non si presenta di testa, si procede ugualmente con il parto spontaneo; tuttavia, queste presentazioni sono gravide a rischio. Mantenere la madre calda e trasportare in ospedale subito dopo la nascita.

Sospetto di shock o sepsi: febbre alta, tachicardia o sintomi neurologici improvvisi richiedono trasferimento immediato. Non si fanno in casa: è necessaria terapia ospedaliera.

Manovre semplici in attesa dei soccorsi (per non esperti)

In attesa dell’arrivo dei sanitari, chi non è esperto può eseguire manovre di primo intervento:

  1. Massaggio uterino intenso: applicare forte pressione circolare sul basso ventre, continuando energicamente finché l’utero non si contrae. Questo aiuta a ridurre l’emorragia.
  2. Posizione di sicurezza (cordone prolasso): come descritto, porre la donna in ginocchia-petto. Mantenere il cordone pulito e umido con garze sterile imbevute di soluzione fisiologica tiepida.
  3. Stimolazione neonatale: se il neonato non piange, continuare a sfregarlo e tenerlo a contatto col calore materno.
  4. Legatura cordone con risorse improvvisate: in assenza di pinza, usare spaghi o elastici puliti come spiegato.
  5. Sostenere la madre: parlale con calma, fallo respirare profondamente durante le spinte e incoraggiala. L’ansia peggiora la situazione.

Nota: tutte le manovre complesse (episiotomia, somministrazione di farmaci, RCP avanzata) spettano ai sanitari. I non esperti si limitino alle misure di base e alla sorveglianza dei segni vitali visibili. In caso di dubbi, chiedere aiuto ai soccorsi via telefono (il personale medico-guida telefonica può istruire ulteriormente).

Riassunto pratico (tabelle e consigli)
  1. Prepara subito un campo pulito: asciugamani sterili, guanti puliti, coperte.
  2. Chiama subito i soccorsi (dici “parto in corso”).
  3. Posiziona la madre comoda (semi-sdraiata, gambe piegate) e apri solo gli indumenti stretti.
  4. Durante le contrazioni, guidala a respirare lentamente e spingere circa 5 secondi per volta.
  5. Alla nascita, asciuga il bambino e mettilo pelle a pelle sulla madre, libera le sue vie aeree.
  6. Dopo il parto, massaggia energicamente l’utero (fondo) se sanguina, e preparati a ricevere la placenta.
  7. Valuta subito complicazioni: cordone visibile (posizione di sicurezza), baby non respira (stimolazione continua), sanguinamento abbondante (massaggio + chiamata di rinforzo).
Segnale travaglio imminenteCosa fare subitoComplicazione principale
Contrazioni regolari e doloroseChiamare 118, preparare campo pulitoEmorragia post-partum (sanguinamento eccessivo)
Rottura sacco amniotico (“rottura delle acque”)Sdraiare madre, togliere vestiti strettiProlasso cordone ombelicale (emergenza fetale)
Perdita tappo mucoso / sangue rosaReperire garze pulite, tenere calde madre e bimboDistocia di spalla (spalle bloccate)
Redazione NurseTimes

Fonti:

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