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Morte del piccolo Domenico, il cardiochirurgo del Monaldi: “Sono io la vittima”. L’autopsia: cuore sano al momento dell’espianto. Oggi i funerali

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Napoli morto Domenico Caliendo continua pellegrinaggio al Monaldi con peluche preghiere biglietti paloncini fiori
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“Io so solo che le cose le ho fatte bene, quindi sono io la vittima”. Si difende così Guido Oppido, il cardiochirurgo dell’ospedale Monaldi di Napoli, indagato per omicidio colposo dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo.

“Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qui in Campania – ha aggiunto durante l’intervista rilasciata alla trasmissione Lo stato delle cose, su Rai 3 -. Ho operato 3mila bambini. Tutto questo lo sto passando perchè ho provato ad aiutare i figli degli altri”. Quindi, interpellato sul fatto che abbia espiantato il cuore del bimbo prima di accertarsi delle condizioni del nuovo organo arrivato da Bolzano, ha risposto: “Di tutte queste belle cose parleremo con i giudici”.

Cosa accadde a Bolzano?

Passano al contrattacco anche gli avvocati Anna Maria Ziccardi e Dario Gagliano, legali della dottoressa Gabriella Farina, la cardiochirurga del Monaldi di Napoli che ha eseguito l’espianto del cuore a Bolzano. Chiedono di accendere i fari su quanto accaduto nell’ospedale altoatesino, individuando in particolare le responsabilità di chi ha fornito il ghiaccio secco per refrigerare l’organo diretto a Napoli.

“Un aspetto che merita degli approfondimenti – hanno affermato -. Non si può mettere in discussione che la dottoressa Farina sapesse benissimo che per il trasporto degli organi si utilizza del ghiaccio d’acqua. Questo è pacifico, anche perché quando sono partiti hanno utilizzato ghiaccio d’acqua. Qualcun altro lo ignorava, ed è un aspetto che a nostro avviso va assolutamente approfondito”.

I funerali di Domenico sono in programma oggi alle 15 nel duomo di Nola, città dove risiede la famiglia Caliendo. E, c’è da giurarci, sarà un bagno di folla e commozione, con tanta gente – tra gli altri, in prima fila, la premier Giorgia Meloni – pronta a stringersi attorno a mamma Patrizia e papà Antonio. Il rito sarà officiato dal vescovo di Napoli, il cardinale Battaglia.

Ieri l’autopsia, oggi i funerali

L’ultimo saluto alla sfortunata vittima del caso di malasanità che ha tenuto l’Italia col fiato sospeso, tenuto in stand by per 11 giorni dopo il decesso, risalente al 21 febbraio, è la diretta conseguenza dell’autopsia eseguita ieri al Secondo Policlinico di Napoli. Esame cominciato dopo la conclusione dell’incidente probatorio, con il conferimento degli incarichi ai periti, che ora avranno 120 giorni di tempo per fornire le proprie conclusioni. Si tornerà in aula l’11 settembre.

Dall’autopsia non sarebbero “emerse lesioni al cuore” espiantato a Bolzano e destinato a Domenico, ha spiegato il dottor Luca Scognamiglio, medico legale della famiglia Caliendo, aggiungendo: “In particolare, non sembra esserci il taglio sul ventricolo di cui qualche fonte ha parlato”. Quel cuore, quindi, sarebbe stato sano. “Non è stato, diciamo, il solito incidente probatorio”, ha commentato all’uscita l’avvocato Francesco Petruzzi, legale di famiglia. Il secondo accesso di tutto il collegio – 25 professionisti in tutto – avrà luogo il 28 aprile, quando saranno svolte anche valutazioni sui campioni anatomopatologici.

L’opinione dell’infettivologo Bassetti

Un’idea di quello che è successo al Monaldi se l’è fatta anche l’infettivologo Matteo Bassetti: “Quando non sei abituato a fare tanti trapianti – a Napoli ne avevano fatto solo uno in tre anni – e non sei abituato a seguire altrettante procedure, gli errori capitano più facilmente”. Ecco perché, a suo dire, “non ha senso avere una molteplicità di centri, ma sarebbe più utile averne solo uno che esegue tutti i trapianti”.

Considerazioni, quelle di Bassetti, destinate ad alimentare il dibattito e le polemiche nei prossimi giorni. Non oggi, però. Oggi ci sarà spazio solo per il dolore dell’ultimo saluto al piccolo Domenico, vittima innocente di una sequela incredibile di erroei e circostanze negative.

Redazione Nurse Times

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