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Veneto, Unione degli Universitari contro il voucher agli studenti di Infermieristica: “Ennesima operazione di facciata”

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L’iniziativa della Regione Veneto, che ha promesso un voucher da 1.000 euro all’anno (3.000 in totale) per gli studenti di Infermieristica che superano l’esame di tirocinio nelle Università di Padova, Verona e Ferrara (sede di Adria), non piace ai diretti interessati.

“La Regione Veneto – protesta l’Unione degli Universitari (Udu) – presenta questa iniziativa come risposta alla carenza di personale sanitario, ma per noi studenti si tratta solo dell’ennesima operazione di facciata. Il vero problema non è solo il numero di iscritti, ma la qualità e la dignità della formazione. I tirocini si svolgono in condizioni estenuanti, con responsabilità elevate e senza alcuna forma di retribuzione. A studenti non ancora laureati sono affidati compiti da professionisti, senza tutele economiche, giuridiche o psicologiche. Questa situazione non solo è ingiusta, ma rappresenta una delle principali cause di abbandono e malessere”.

Aggiunge Marco Nimis, coordinatore di Udu Padova: “È inaccettabile che, dopo anni di tagli, la Regione Veneto pensi di risolvere la crisi della sanità pubblica con un voucher. Questa misura è solo l’ultima di una lunga serie di scelte che ignorano i bisogni di chi studia e lavora negli ospedali. Invece di garantire tirocini retribuiti e condizioni dignitose, si preferisce distribuire mancette, sperando che bastino a coprire la vergogna di non finanziare davvero la sanità pubblica. Gli studenti non si comprano con 1.000 euro. Vogliamo una formazione che ci rispetti e un sistema sanitario che funzioni”.

Conclude Emma Menaspà, di Udu Verona: “Anche a Verona riceviamo segnalazioni da studenti e studentesse di Infermieristica che durante il tirocinio vengono sottoposti a ritmi insostenibili, spesso senza una supervisione adeguata. Questa misura, presentata come un premio, è in realtà un’ammissione di colpa: il sistema non funziona, e si tenta di mascherarlo con un contributo economico irrisorio. Non abbiamo bisogno di contentini, ma di una riforma profonda che garantisca dignità, sicurezza e futuro nella formazione e nel sistema sanitario”.

Redazione Nurse Times

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