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Tamponi falsi in Trentino, l’infermiere che gestiva un laboratorio patteggia: pena convertita in lavori di pubblica utilità

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Ammonta a oltre 115 anni il totale delle pene inflitte agli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui tamponi falsi in Trentino. Dei 92 soggetti coinvolti, 72 hanno patteggiato, 20 hanno chiesto il rito abbreviato e cinque sono stati assolti.

Tra coloro che hanno patteggiato figura Gabriele Macinati, l’infermiere che nel 2021 aveva aperto a Pergine Valsugana un laboratorio tamponi dove si eseguivano i test. Test mai eseguiti, in realtà, ma inseriti nel sistema informatico dell’Azienda sanitaria al fine di far ottenere ai clienti il Green Pass, all’epoca necessario per lavorare.

La pena patteggiata da Macinati è di un anno e cinque mesi, convertita in 1.030 ore di lavori di pubblica utilità. Oltre all’infermiere, hanno patteggiato sua moglie e i suoi tre collaboratori: un anno, quattro mesi e 15 giorni ciascuno, con pena sospesa.

Gli altri indagati erano i clienti del centro tamponi: condanna a un anno e quattro mesi, con pena sospesa, per i 67 che hanno patteggiato; quattro condanne a un anno e quattro mesi, con pena sospesa, per i 20 che hanno chiesto il rito abbreviato; cinque assoluzioni; una condanna parziale a 11 mesi.

L’Azienda sanitaria, che si era costituita parte civile, ha ottenuto 107.000 euro di risarcimento: i clienti (a parte due, poi assolti) hanno versato 1.000 euro a testa, mentre Macinati, la moglie e i tre collaboratori hanno versato 4.000 euro ciascuno.

Redazione Nurse Times

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