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Storica sentenza: infermieri da risarcire con 8.000 euro per mancata pausa mensa

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Comparto sanità, sentenza riconosce il diritto alla mensa per i lavoratori turnisti
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Una recente sentenza della Corte di appello di Milano, depositata il 27 gennaio 2025, ha riconosciuto il diritto di 22 infermieri turnisti a un risarcimento di circa 8.000 euro ciascuno per la mancata concessione della pausa mensa. La decisione, che rappresenta un precedente importante per il settore sanitario, ha condannato l’Asst Valle Olona per inadempimento contrattuale, sancendo il principio che il datore di lavoro è obbligato a garantire il diritto alla pausa.

Il caso: infermieri senza pausa mensa

Gli infermieri ospedalieri, costretti a turni continuativi senza una vera interruzione per il pasto, hanno fatto causa all’azienda sanitaria con il sostegno di Nursind Varese e dell’avvocato Paolo Perucco. Il problema nasceva dall’organizzazione del lavoro: pur riconoscendo il diritto alla mensa, l’Asst Valle Olona non concedeva una pausa durante il turno, sostenendo che i lavoratori non avessero mai fatto espressa richiesta.

Secondo il Contratto collettivo nazionale di lavoro del 2001, la pausa mensa deve essere garantita all’interno dell’orario di lavoro, e non alla fine o all’inizio del turno. Tuttavia, negli anni, molti operatori sanitari hanno lamentato che le turnazioni non consentivano di fermarsi per mangiare, con ripercussioni sulla loro salute e sulle condizioni di lavoro.

La sentenza: un risarcimento storico per gli infermieri

La Corte di appello di Milano ha accolto le richieste dei lavoratori, stabilendo che:

  • Il datore di lavoro è obbligatoa garantire la pausa mensa, senza necessità di una richiesta formale.
  • La pausa è un diritto essenziale, legato alla necessità di recupero psicofisico prevista dal D.lgs. 66/2003.
  • L’azienda sanitaria deve organizzare i turni in modo da assicurare che il personale possa usufruire della pausa.

Il risarcimento, calcolato in base al valore convenzionale del pasto in mensa (5,16 euro al giorno, al netto della quota a carico del dipendente), è stato riconosciuto per tutti i giorni di servizio degli infermieri negli ultimi dieci anni, nei limiti della prescrizione decennale.

Cosa cambia per gli infermieri in Italia?

Questa sentenza rappresenta un precedente importante per tutti gli infermieri ospedalieri e i lavoratori del comparto sanità. Il riconoscimento della pausa mensa come diritto inderogabile apre la strada a nuove rivendicazioni per migliorare le condizioni di lavoro. Gli esperti del diritto del lavoro sanitario consigliano agli infermieri di verificare se il proprio ospedale o la propria azienda sanitaria rispettano le norme previste dal Ccnl Sanità e, in caso contrario, di rivolgersi ai sindacati sanitari per far valere i propri diritti.

Conclusioni

Questa vittoria legale non solo riconosce il sacrificio quotidiano degli infermieri, ma impone alle aziende sanitarie di rispettare gli standard di sicurezza sul lavoro. In un periodo in cui il personale sanitario è sempre più sotto pressione, garantire pause adeguate è fondamentale per la qualità delle cure ai pazienti e per la tutela della salute dei lavoratori. Il caso dell’Asst Valle Olona potrebbe aprire la strada a nuove cause legali in tutta Italia. Gli infermieri hanno diritto alla pausa mensa: chi non la riceve sa che ora può ottenere giustizia.

Redazione Nurse Times

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