FIMMG e SUMAI chiedono la sospensione dell’avviso per infermieri libero-professionisti: «Tariffe non proporzionate alle responsabilità dei medici»
Nuova tensione nel mondo della sanità territoriale campana. Al centro della vicenda c’è il bando pubblicato dall’ASL Salerno per il reclutamento di infermieri libero-professionisti destinati alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità, strutture strategiche previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal Decreto Ministeriale 77/2022.
L’avviso pubblico (Bando in allegato), che prevede un compenso pari a 40 euro l’ora per gli infermieri, ha provocato la dura reazione delle organizzazioni sindacali mediche provinciali FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e SUMAI (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana), che hanno formalmente diffidato l’azienda sanitaria chiedendo il riesame immediato dell’intera procedura.
Il nodo dei compensi nella sanità territoriale
Secondo i sindacati medici, il compenso previsto per gli infermieri libero-professionisti sarebbe superiore o comunque non adeguatamente proporzionato rispetto alle remunerazioni riconosciute ai professionisti medici impegnati nelle medesime strutture territoriali.
Una posizione che ha immediatamente acceso il dibattito nel settore sanitario, già segnato da una cronica carenza di personale e da crescenti difficoltà nel reclutamento di professionisti disponibili a operare sul territorio.
Nella diffida trasmessa all’ASL Salerno, FIMMG e SUMAI precisano di non voler mettere in discussione il valore professionale degli infermieri né il ruolo fondamentale che questi svolgono quotidianamente all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, contestano la scelta aziendale sotto il profilo economico e organizzativo, sostenendo che non sarebbe stata adeguatamente motivata.
I sindacati: «Responsabilità mediche non valorizzate»
I segretari provinciali Elio Giusto e Ferdinando Ferrara evidenziano come i medici siano chiamati ad assumere responsabilità particolarmente rilevanti.
Le attività diagnostiche, terapeutiche, prescrittive e certificative comportano infatti responsabilità professionali, civili e medico-legali che, secondo le organizzazioni sindacali, dovrebbero essere considerate nella definizione dei compensi previsti per le diverse figure professionali.
Nella nota viene inoltre richiamato il nuovo modello di assistenza territoriale delineato dal Decreto Ministeriale 77 del 2022, che attribuisce un ruolo centrale all’integrazione multiprofessionale ma che, secondo i sindacati, non dovrebbe determinare una svalutazione della funzione medica all’interno delle nuove strutture sanitarie.
Richiesta di sospensione del bando e accesso agli atti
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto formalmente:
- la sospensione immediata dell’avviso pubblico;
- la convocazione urgente di un tavolo di confronto con la Direzione dell’ASL Salerno;
- la revisione dei criteri utilizzati per determinare i compensi professionali;
- la trasparenza sugli atti che hanno portato alla definizione della tariffa di 40 euro l’ora.
Parallelamente è stata presentata un’istanza di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione amministrativa e contabile relativa al procedimento.
Nel dettaglio, FIMMG e SUMAI chiedono di poter visionare relazioni tecniche, pareri della Direzione Strategica, studi economici e atti istruttori che hanno portato alla determinazione del compenso previsto dal bando.
Carenza di infermieri e professionisti: il contesto nazionale
La vicenda arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario italiano.
Da anni, infatti, le aziende sanitarie segnalano difficoltà nel reperire infermieri disponibili per incarichi territoriali e ospedalieri. La crescente domanda assistenziale, l’invecchiamento della popolazione e l’attivazione delle nuove Case di Comunità stanno aumentando il fabbisogno di personale sanitario in tutto il Paese.
Secondo le più recenti analisi nazionali, il sistema sanitario continua a confrontarsi con una significativa carenza di infermieri rispetto agli standard europei, situazione che ha spinto numerose aziende sanitarie a ricorrere a forme contrattuali flessibili e a compensi più competitivi per attrarre professionisti qualificati.
Proprio questo aspetto rappresenta uno degli elementi centrali del dibattito aperto in queste ore a Salerno: da una parte la necessità di rendere attrattive le posizioni infermieristiche, dall’altra la richiesta dei sindacati medici di garantire una coerenza complessiva nelle politiche retributive delle professioni sanitarie.
Nella diffida inviata all’azienda sanitaria, FIMMG e SUMAI annunciano che, in assenza di risposte nei termini previsti dalla normativa vigente, valuteranno ulteriori iniziative presso le competenti autorità amministrative e giudiziarie.
L’ASL Salerno, al momento, non ha ancora reso note eventuali controdeduzioni ufficiali.
In attesa delle prossime decisioni dell’azienda sanitaria, il caso Salerno si candida a diventare uno dei temi più discussi dell’attualità sanitaria italiana, con possibili ripercussioni anche su future procedure di reclutamento in altre regioni.
Redazione NurseTimes
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