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Shock a Trieste: ambulanza ribaltata e soccorritori presi a bottigliate

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Notte di Capodanno a Trieste: ambulanza Sogit si ribalta in via Carducci e i sanitari vengono raggiunti da bottiglie; indagini in corso.

La notte di Capodanno si è trasformata in un episodio di cronaca grave per la città di Trieste. Un’ambulanza della Sogit, impegnata nel trasporto di una paziente verso l’ospedale, è stata coinvolta in uno scontro in via Carducci e si è ribaltata su un fianco. Nei minuti successivi, mentre i sanitari erano impegnati nelle operazioni di soccorso, un gruppo di persone avrebbe lanciato bottiglie contro i soccorritori. Ciò ha creato una situazione di pericolo aggiuntiva per gli operatori e per chi era già coinvolto nell’incidente. 

Cosa è successo (primi elementi di cronaca)

Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine e delle testate locali, l’impatto è avvenuto poco dopo la mezzanotte all’altezza del mercato coperto. Precisamente tra via Carducci e Passo Goldoni. L’ambulanza, con a bordo tre operatori sanitari e una paziente anziana, è stata colpita da un’autovettura e si è cappottata su un lato. I presenti e i soccorritori hanno lavorato per estrarre i feriti e mettere in sicurezza la scena. Per la paziente e per l’autista è stato disposto il ricovero in codice giallo. 

Nel corso delle operazioni, alcuni testimoni hanno riferito di lanci di bottiglie contro i mezzi di soccorso e contro il personale sanitario. Alcuni operatori sono stati colpiti da schegge di vetro. Fortunatamente, non si registrano ferite gravi. Tuttavia, il gesto ha aumentato la tensione e la pericolosità della situazione per chi stava operando. 

Fonti e dichiarazioni ufficiali

Le ricostruzioni sono state confermate da cronisti locali e dai primi rilievi svolti dai Carabinieri intervenuti sul posto. Le autorità stanno acquisendo testimonianze e immagini per identificare i responsabili dei lanci e chiarire la dinamica dell’incidente stradale che ha coinvolto l’ambulanza. I Vigili del Fuoco e il personale sanitario hanno partecipato alle operazioni di estrazione e assistenza. 

Gli operatori della Sogit hanno raccontato la cronaca della notte e sottolineato lo shock umano dell’esperienza. Chi era partito per soccorrere si è ritrovato improvvisamente ad avere bisogno di aiuto. Hanno subito aggressioni verbali e fisiche durante le operazioni di soccorso. Le loro testimonianze sono state diffuse dai media locali. 

Contesto e impatto sul servizio di emergenza

Il fatto solleva immediati interrogativi sul tema della sicurezza degli operatori sanitari durante i servizi notturni e in situazioni di grande affluenza. Questo è il caso di festività, manifestazioni, aree con elevato uso di alcol. Sindacati e rappresentanze del personale sanitario hanno chiesto da tempo protocolli di tutela più stringenti. Hanno anche richiesto la presenza di misure di ordine pubblico mirate quando gli eventi aumentano il rischio di aggressioni ai soccorritori. 

Dal punto di vista operativo, un mezzo di soccorso fuori servizio per incidente significa una copertura in meno per la città. Questo accade in un momento in cui la domanda può essere elevata. Il rischio, come evidenziato dai colleghi sul campo, è che ritardi o riduzioni di mezzi possano avere conseguenze sulla tempestività dell’intervento sanitario. 

Dati, responsabilità e indagine

Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro stradale e per individuare le persone responsabili del lancio di oggetti. Le autorità valuteranno eventuali denunce da parte del personale sanitario. Al momento, i soccorritori non risultano aver formalizzato una querela, anche se la vicenda è al centro delle attività investigative. 

Reazioni istituzionali e sindacali

I sindacati della sanità e le organizzazioni che rappresentano operatori e infermieri hanno espresso solidarietà verso il personale coinvolto. Hanno richiesto misure concrete. Tra queste, protocolli di sicurezza dedicati al 118, formazione su gestione delle aggressioni, e valutazione di scorte di polizia o vigili urbani in situazioni a rischio. Infine, percorsi di supporto psicologico per gli operatori coinvolti in episodi violenti. Inoltre, i media nazionali e locali hanno rilanciato la notizia, ponendo l’accento sulla necessità di proteggere chi presta soccorso.

Redazione NurseTimes

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