Cryo-EM e pinzette ottiche rivelano come gli inibitori dell’elicasi-primasi (HPI) bloccano la replicazione di HSV e guidano nuovi antivirali.
La ricerca pubblicata su Cell il 29 dicembre 2025 descrive per la prima volta con risoluzione quasi-atomica il meccanismo d’azione degli inibitori dell’elicasi-primasi (HPI) contro l’Herpes simplex virus (HSV). Questo lavoro rappresenta un aggiornamento significativo per la medicina antivirale e fornisce dati utili per lo sviluppo di nuovi farmaci utili in ospedale e nella pratica clinica. Le prime evidenze arrivano da immagini cryo-EM e da esperimenti a singola molecola con pinzette ottiche che mostrano come gli HPI arrestino il motore molecolare necessario alla replicazione virale.
Chi ha condotto lo studio e dove trovarlo
Lo studio è firmato da Yu Zishuo e collaboratori, con contributi di diversi gruppi accademici e riportato in anteprima su bioRxiv e poi pubblicato su Cell (doi: 10.1016/j.cell.2025.11.041). Documenti di riferimento e abstract sono disponibili su PubMed e sull’archivio preprint (in allegato).
Cosa sono gli HPI e perché sono importanti
Gli HPI (helicase-primase inhibitors) sono una classe di antivirali che prendono di mira il complesso elicasi-primasi del virus, essenziale per svolgere l’“unwinding” del DNA e avviare la sintesi dei primer necessari alla replicazione. Diversamente dai farmaci tradizionali che inibiscono la DNA-polimerasi, gli HPI agiscono su un bersaglio funzionale diverso, offrendo un’opzione contro ceppi resistenti e profili clinici complessi. Questa nuova strategia è al centro delle ultime notizie in ambito farmacologico e potenzialmente rilevante per i reparti di infettivologia e per gli infermieri coinvolti nell’assistenza ai pazienti con infezioni erpetiche.
Metodi principali: cryo-EM e singola-molecola
I ricercatori hanno combinato tecniche strutturali (cryo-EM) con saggi funzionali a singola molecola (pinzette ottiche). Le mappe cryo-EM hanno mappato il sito di legame degli HPI sul complesso UL5-UL52-UL8, mostrando come il farmaco stabilizzi una conformazione inattiva. Gli esperimenti con pinzette ottiche hanno poi mostrato in tempo reale pause e arresti dell’attività di srotolamento, collegando la struttura alla perdita di funzione. Questi dati spiegano a livello molecolare perché gli HPI fermano la replicazione.
Risultati chiave e rilevanza clinica
- Gli HPI stabilizzano una conformazione inattiva del complesso elicasi-primasi, impedendo lo srotolamento del DNA.
- Le osservazioni a singola molecola confermano che l’attività enzimática si arresta o rallenta in presenza di HPI, fornendo evidenza funzionale diretta.
- La mappatura delle mutazioni resistenti sul modello strutturale fornisce informazioni cruciali per il design di composti secondari con migliore barriera alla resistenza.
Contesto industriale e prospettive di sviluppo
La comunità biotech mostra già un vivo interesse: programmi aziendali su HPI (es. ABI-1179, ABI-5366) sono in sviluppo e recenti accordi industriali segnalano investimenti significativi nella classe degli HPI, con dati clinici preliminari promettenti. Questo rende plausibile una transizione rapida verso studi clinici avanzati, pur rimanendo necessarie valutazioni su farmacocinetica, tossicità e efficacia in vivo.
Redazione NurseTimes
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41468884/?utm
- https://www.science.org/doi/10.1126/scitranslmed.abf8668
- https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674%2825%2901376-5?utm
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