L’Emilia-Romagna si conferma Regione benchmark per il sistema sanitario nazionale e resta dunque un riferimento per determinare i costi standard del Fondo sanitario nazionale. A rimarcarlo, la relazione al Parlamento della Corte dei conti sulla gestione dei servizi sanitari regionali riferita al triennio 2022-2024.
“E’ un riconoscimento che ci rende orgogliosi ed è frutto del lavoro quotidiano di decine di migliaia di infermieri, medici, operatori e tecnici sanitari – sottolineano il presidente della Regione Emili-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore alla Sanità, Massimo Fabi -. A loro va il nostro ringraziamento, per la passione, la professionalità e l’umanità che dimostrano, pur in contesto che vede un forte definanziamento della sanità pubblica, con stipendi spesso troppo bassi, un numero non sufficiente di personale e, purtroppo, l’aumentare dei casi di aggressione, a volte anche violenta”.
L’Emilia-Romagna ha ottenuto punteggi elevati in tutte le categorie prese in analisi dalla Corte dei conti. In particolare in prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. Inoltre la Regione è tra le più virtuose d’Italia nei pagamenti dei fornitori, con un anticipo medio di 5,16 giorni rispetto alle scadenze, e nel 2024 ha chiuso con un saldo di mobilità sanitaria di +525,4 milioni, confermando la propria attrazione fortissima.
“Numeri certificati dalla Corte dei conti, che raccontano da soli il livello di eccellenza raggiunto dal nostro sistema sanitario regionale – aggiungono de Pascale e Fabi – e che spazzano il campo dalle polemiche, molto spesso pretestuose, a cui talvolta assistiamo. Tuttavia non vogliamo negare i problemi e le criticità che anche in Emilia-Romagna ci sono. Anzi, questo riconoscimento deve darci la forza di affrontarli con ancora maggiore vigore e determinazione, a partire dall’abbattimento dei tempi di attesa”.
Redazione Nurse Times
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