Home Regionali Lombardia Dizzasco (Como), anziani picchiati e umiliati in Rsa: chiesti oltre 30 anni di carcere complessivi per 7 ex dipendenti
LombardiaNT NewsRegionali

Dizzasco (Como), anziani picchiati e umiliati in Rsa: chiesti oltre 30 anni di carcere complessivi per 7 ex dipendenti

Condividi
Condividi

Oltre trent’anni di carcere in totale per i sette ex dipendenti della Rsa Sacro Cuore di Dizzasco (Como) finiti a processo con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di alcuni anziani. Questa la richiesta del pubblico ministero Alessandra Bellù durante la requisitoria davanti al giudice per l’udienza preliminare Maria Elisabetta De Benedetto, nell’ambito del procedimento con rito abbreviato.

La pm ha chiesto una condanna a sei anni di reclusione per Fabrizio Violetti, Evelina D’Amico e Guglielmo Bruzzo, quattro anni per Paola Garbagnati e Sabrina Codara, tre anni per Florentina Florea, due anni e sei mesi per Milena Faverzani. Pene che, in caso di condanna, saranno ridotte di un terzo, come previsto in caso di rito abbreviato.

L’indagine era partita circa un anno fa, dopo la segnalazione di un ex dipendente della Rsa. Gli accertamenti dei carabinieri di Centro Valle Intelvi, condotti con telecamere installate all’interno dei reparti, avrebbero rivelato condotte gravemente lesive della dignità di anziani non autosufficienti. Sulla base di quel materiale investigativo erano state adottate misure cautelari nei confronti degli indagati, con provvedimenti più o meno restrittivi aseconda dei casi.

Nello specifico, si sarebbero verificate “violenze sistematiche”, tra cui percosse, ingiurie, denigrazioni, umiliazioni, fisiche e psicologiche. Ma altri particolari scabrosi emergerebbero dall’esposto dell’ex dipendente, nel quale si parla di “cose strane, che non andavano bene”. Qualche esempio? “Gomitate, ribaltamenti da sopra il letto, carrozzine che volavano. A chi piangeva venivano messi pannolini sporchi sulla testa per non gridare”.

Uno degli episodi più gravi, risalente al 10 dicembre 2024, riguarderebbe uno degli indagati che, nel cambiare una paziente, “la colpiva con violenti schiaffi sui glutei nudi per umiliarla, suscitando l’ilarità dei colleghi”. Il giorno seguente, lo stesso operatore “prendeva il telecomando del letto e la picchiava più volte in testa”. Inoltre avrebbe colpito “con uno schiaffo sui genitali” un altro ospite della Rsa.

La prossima udienza è fissata per febbraio, quando prenderanno la parola i legali della difesa. Solo dopo si arriverà alla decisione sulla sentenza di primo grado. La Rsa Sacro Cuore non si è costituita parte civile. Lo hanno fatto, invece, due familiari di pazienti e il Sindacato Pensionati Italiani della Cgil, sia a livello provinciale che regionale.

Redazione Nurse Times

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Come diventare infermiere militare in Italia, di cosa si occupa e quanto guadagna 2
InfermieriNT NewsPolitica & Sindacato

Riforma della Sanità Militare: sindacati denunciano rischi per infermieri

Le Associazioni Sindacali Militari (APCSM) denunciano lacune nello schema di riforma della...

Emilia RomagnaNT NewsRegionali

Sanità, Emilia-Romagna si conferma Regione benchmark. Lo dice la Corte dei conti

L’Emilia-Romagna si conferma Regione benchmark per il sistema sanitario nazionale e resta dunque un...

NT NewsPugliaRegionali

Puglia, prima riunione operativa per il presidente Decaro e l’assessore Pentassuglia sulla questione dei pronto soccorso

Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, insieme all’assessore regionale alla Sanità, Donato...