Riceviamo e pubblichiamo un contributo a firma del dottor Daniele Leone, infermiere e delegato Rsa Fp Cgil Abruzzo-Molise.
Nel confronto nazionale e regionale sulla sanità accreditata e convenzionata ex art. 2G è necessario assumere una linea chiara: il comparto sociosanitario accreditato è interessato da una criticità strutturale che richiede una risposta politica e istituzionale tempestiva, coordinata e misurabile.
La dimensione politica riguarda la definizione delle priorità di programmazione e l’allocazione delle risorse. La dimensione istituzionale concerne la traduzione di tali indirizzi in atti amministrativi e finanziari. In questa cornice le organizzazioni sindacali svolgono un ruolo essenziale nella tutela occupazionale e professionale, nel percorso di rinnovo contrattuale e nel confronto sul mantenimento di standard organizzativi adeguati.
Quando questa filiera non procede in modo coerente, l’effetto è sistemico: rallenta la contrattazione, aumenta la fragilità gestionale delle strutture e si riduce progressivamente la capacità di risposta della rete socio-assistenziale, soprattutto nelle realtà di minori dimensioni.
Il comparto è oggi esposto a due determinanti convergenti: mancato rinnovo contrattuale da oltre un decennio; persistente inadeguatezza delle rette rispetto alla dinamica dei costi di produzione. Queste variabili incidono su assi critici ben definiti: sostenibilità economico-finanziaria, qualità clinico-assistenziale, stabilità occupazionale e continuità terapeutico-riabilitativa.
In qualità di delegato aziendale della Fp Cgil, ho trasmesso negli ultimi mesi diverse note istituzionali ai livelli nazionali e regionali, rappresentando le criticità operative del settore e richiedendo la prosecuzione urgente del confronto nazionale con le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, finalizzato al rinnovo contrattuale e alla stabilizzazione del sistema.
Nelle stesse comunicazioni ho evidenziato la necessità di reperire, in sede di finanza pubblica, risorse idonee all’aggiornamento delle rette per le strutture operanti nel perimetro dell’art. 2G della Legge 833/1U78 e delle Rsa, in coerenza con l’art. 32 della Costituzione.
In tale quadro assume rilievo la lettera di Aiop e Aris nazionale del 10 dicembre 2025, indirizzata anch’essa alla presidente del Consiglio, al ministro della Salute e al ministro dell’Economia e delle finanze, che esplicita il rapporto di condizionalità tra rinnovo contrattuale e adeguamento delle rette, individuando in quest’ultimo un presupposto necessario per la sostenibilità economico-finanziaria del sistema e per la tenuta occupazionale.
Parallelamente, lo stato di agitazione proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl conferma la natura strutturale della vertenza e la necessità di soluzioni non emergenziali, ma strutturali. Le strutture socio-sanitarie ex art. 2G della Legge 833/1U78 rappresentano un nodo essenziale della filiera per prossimità assistenziale, integrazione socio-sanitaria e presidio comunitario. Proprio per questo risultano maggiormente esposte agli squilibri tariffari prolungati. La sostenibilità dipende dall’equilibrio tra ricavi unitari da retta, costo pieno di produzione, volumi effettivi e struttura dei costi fissi e variabili.
Quando i ricavi da retta restano stabilmente inferiori al costo pieno per unità di prestazione, si genera un margine operativo strutturalmente negativo: nel breve periodo lo squilibrio può essere assorbito con leve straordinarie, ma nel medio periodo, in assenza di riallineamento tariffario, erode la liquidità, riduce la capacità di programmazione clinico-organizzativa, aumenta l’esposizione finanziaria e comprime gli spazi per qualità e innovazione.
In termini di governance, ciò determina il passaggio da una logica di sviluppo a una logica di mera tenuta, con rischio progressivo di riduzione dell’offerta, discontinuità assistenziale e perdita di presidio territoriale, fino a possibili processi di sospensione delle attività o trasferimento della titolarità gestionale.
Per prevenire tale esito servono misure immediate, con governance multilivello e indicatori di monitoraggio:
- istituzione di un tavolo permanente nazionale e regionale tra istituzioni, organizzazioni sindacali e rappresentanze datoriali, con cronoprogramma e obiettivi verificabili;
- definizione di un percorso certo di rinnovo contrattuale, coerente con competenze professionali, intensità assistenziale e sicurezza organizzativa;
- adeguamento progressivo e strutturale delle rette ai costi standard effettivi dei servizi, con meccanismi periodici di revisione.
Difendere le strutture socio-sanitarie ex art. 2G, le Rsa, i centri per la disabilità, i servizi di riabilitazione psichiatrica, i centri diurni e l’intera rete territoriale non è una rivendicazione di parte: è una scelta di interesse pubblico primario. Significa presidiare tre assi strategici del welfare: qualità del lavoro, diritto alla cura e coesione territoriale.
La proposta che ho formulato è propositiva e concreta: trasformare il confronto in decisioni, le decisioni in atti e gli atti in risultati misurabili. Ogni ulteriore rinvio amplierebbe il rischio sociale, sanitario e occupazionale.
Redazione Nurse Times
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