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Sanità privata e Rsa: stallo sui contratti e silenzio delle istituzioni. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: “Già in campo mobilitazione e richieste di ispezioni”

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Uls: "Tredicesima più leggera per i lavoratori della sanità privata"
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“Continuiamo a registrare un ritardo inaccettabile nel rinnovo dei Ccnl della sanità privata e delle Rsa da parte di Aiop e Aris. Un vuoto contrattuale, rispettivamente di otto e tredici anni, che le nostre organizzazioni sindacali denunciano da tempo e che non possiamo più tollerare”. Così Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Che proseguono: “Le due associazioni datoriali Aiop e Aris, responsabili dei tavoli di contrattazione, continuano a sottrarsi all’apertura dei negoziati nascondendosi dietro la pretesa di avere certezze economiche dalle istituzioni. È una posizione per noi inaccettabile, ma altrettanto grave è che, nonostante le sollecitazioni avanzate dieci giorni fa, non sia arrivata alcuna risposta dal ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni, chiamati a svolgere un ruolo di indirizzo e garanzia su un settore che opera con risorse pubbliche e in regime di accreditamento. Un silenzio che ci preoccupa fortemente e che non è tollerabile”.

E ancora: “L’assenza di un quadro contrattuale aggiornato produce salari non adeguati, una forte perdita del potere d’acquisto e una cornice normativa ormai superata, compromettendo la qualità dell’assistenza e la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale. Basti pensare che, per una figura come quella dell’infermiere, il differenziale sul trattamento tabellare e sulle indennità tra sanità pubblica e sanità privata è di circa 500 euro mensili, pur svolgendo il medesimo servizio pubblico”.

Sempre i segretari: “Le trattative avviate, in particolare nel settore Rsa, sono ancora in una fase embrionale e segnate da forti criticità. Nel frattempo continuiamo ad assistere a fenomeni di dumping contrattuale che favoriscono alcune strutture private accreditate che, pur beneficiando di finanziamenti pubblici, adottano logiche di contenimento dei costi a scapito dei diritti dei lavoratori e della qualità dei servizi offerti ai cittadini”.

Aggiungono Bozzanca, Chierchia e Longobardi: “Queste disparità di trattamento, a fronte di mansioni svolte per il Servizio sanitario nazionale stanno determinando l’abbandono del settore da parte del personale, con gravi ripercussioni sulla tenuta dei servizi e sull’impossibilità, per molti operatori accreditati, di rispettare i requisiti di organico previsti dalle normative regionali. E mentre nelle prossime settimane si aprirà la tornata contrattuale 2025-2027 nella sanità pubblica, il divario tra pubblico e privato rischia di trasformarsi in una frattura ancora più profonda. Se i rinnovi restano fermi, le tornate contrattuali che separano chi lavora nei servizi accreditati dai colleghi del pubblico sono destinate a diventare ben tre, con effetti pesantissimi su salari, diritti e tutele”.

Concludono i segretari: “Per tali ragioni abbiamo già messo in campo iniziative di mobilitazione su tutto il territorio nazionale e stiamo ricorrendo a tutti gli strumenti necessari, dalle denunce alla stampa locale alle azioni legali, oltre alla richiesta di ispezioni nelle strutture sanitarie, residenziali e semiresidenziali, per far emergere le condizioni di lavoro e le contraddizioni del sistema accreditato. È necessario verificare il rispetto delle delibere regionali in materia di accreditamento, la dotazione e la qualificazione del personale, nonché la coerenza tra i requisiti dichiarati e le condizioni effettive di esercizio. Il rinnovo dei contratti e il rispetto delle regole sono condizioni imprescindibili per tutelare chi lavora ma soprattutto per consentire un’assistenza dignitosa e di qualità a tutta la popolazione”.

Redazione Nurse Times

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