La Procura di Ravenna ha chiesto l’interdizione dalla professione per un anno a carico degli otto medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, indagati per i cosiddetti certificati anti-rimpatrio attestanti, in maniera ritenuta arbitraria, la non idoneità di diversi migranti irregolari a essere accompagnati nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).
L’interrogatorio di garanzia degli otto medici, accusati di falso ideologico continuato, si sarebbe dovuto svolgere ieri mattina davanti alla gip Federica Lipovscek, ma è stato differito al 12 marzo. Un differimento giunto in ragione della richiesta delle difese di avere più tempo per esaminare il materiale messo a disposizione dalla Procura.
A far scattare le indagini, nel luglio scorso, la “Bozza di modulo per la valutazione di non idoneità alla vita nei Cpr”, pubblicato sul sito della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM). Tale documento era allegato al certificato rilasciato da una dottoressa, che negava il nulla osta per la detenzione di un paziente straniero nel Cpr.
Una valutazione che ha insospettito la questura, perche si sarebbe basata anche su aspetti deontologici. Da lì, le verifiche su tutti i certificati rilasciati dai medici del reparto nel periodo maggio 2024 – gennaio 2026. Oltre la metà dei migranti esaminati sarebbe stata dichiarata non idonea al Cpr, con motivazioni ritenute non conformi alla legge.
Secondo gli inquirenti, chat e intercettazioni dimostrerebbero la volontà di negare i trasferimenti in ragione di principi etici del tutto personali. I medici , dal canto loro, respingono le accuse, sostenendo tramite i loro legali che “i dati riportati nei certificati sono veri, frutto di valutazioni cliniche autonome dalle esigenze di ordine pubblico”.
Al fianco dei sanitari sotto accusa si sono schierati colleghi, Ordini dei medici, Ausl Romagna e Regione Emilia-Romagna. Il 12 marzo gli otto indagati saranno dunque interrogati dal giudice per le indagini preliminari, che deciderà se potranno continuare a lavorare.
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