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San Raffaele di Milano: il ruolo chiave dell’infermiere di ricerca nella cura della sclerosi multipla

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Al Centro sclerosi multipla dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, diretto dal professor Massimo Filippi, l’infermiere di ricerca rappresenta una figura chiave nell’integrazione tra assistenza clinica e innovazione scientifica

Il San Raffaele è uno dei principali punti di riferimento nazionali e internazionali per la diagnosi, il trattamento e la ricerca sulla sclerosi multipla e le malattie a patogenesi immunomediata. Il Centro SM segue oltre 5.500 persone, offrendo tutte le terapie attualmente approvate, somministrate in ambulatorio, day hospital o nell’ambito di studi clinici. È inoltre tra le poche realtà in grado di condurre trial clinici di fase 1, dedicati alla valutazione della sicurezza di nuovi farmaci e procedure.

“In questo contesto è centrale la figura dell’infermiere di ricerca, introdotta nel Centro SM anche grazie al contributo di Roche – sottolinea il professor Filippi -. È un professionista che coniuga competenze cliniche, organizzative e relazionali, contribuendo in modo determinante alla qualità della ricerca e alla tutela dei pazienti. Un ruolo che unisce competenza, umanità e innovazione”.

Inserito nel team multidisciplinare del Centro SM, l’infermiere di ricerca svolge le seguenti attività:

  • coordina gli aspetti clinici e organizzativi degli studi sperimentali; 
  • accompagna i pazienti lungo il percorso di ricerca; 
  • monitora la sicurezza dei trattamenti;
  • favorisce il dialogo tra équipe medica, ricercatori e partecipanti agli studi.

Professionista altamente specializzato, l’infermiere di ricerca è coinvolto in tutte le fasi degli studi clinici: dalla selezione e dall’arruolamento dei pazienti alla raccolta e gestione dei dati, dal monitoraggio clinico al follow-up, fino alla documentazione e al rispetto dei requisiti etici e normativi.

Nella sclerosi multipla questa funzione assume un’importanza particolare. La complessità dei protocolli, la necessità di un monitoraggio costante e l’impiego di terapie innovative richiedono una preparazione specifica, continuamente aggiornata, sia nella gestione e nel monitoraggio delle terapie approvate, sia nel coordinamento degli studi e nell’analisi dei dati raccolti.

All’interno del Centro Sm del San Raffaele, dunque, l’infermiere di ricerca rappresenta un punto di riferimento stabile per il paziente lungo tutto il percorso di cura e di ricerca, poiché:

  • facilita il dialogo con l’équipe multidisciplinare; 
  • contribuisce a garantire la continuità assistenziale, anche a domicilio; 
  • promuove una partecipazione più consapevole della persona con sclerosi multipla alle scelte terapeutiche, favorendone l’empowerment.

L’infermiere di ricerca svolge inoltre un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni di professionisti, affiancando i giovani colleghi che desiderano specializzarsi nella presa in carico delle persone con sclerosi multipla.

In definitiva, l’infermiere di ricerca non è solo il coordinatore delle attività di sperimentazione clinica, ma un professionista che mette in relazione assistenza, ricerca e innovazione. Grazie alle sue competenze scientifiche, organizzative e umane, contribuisce a garantire studi di elevata qualità e una presa in carico sempre più personalizzata e centrata sulla persona.

Redazione Nurse Times

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