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Nicotina in gravidanza: pericolosa per il feto anche se inalata con sigarette elettroniche

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La nicotina, durante una gravidanza, fa male al feto anche se inalata attraverso le sigarette elettroniche. A sostenerlo è il Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni” dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che ha appena pubblicato i risultati di una serie di studi tossicologici sugli effetti della nicotina, condotti sui topi in collaborazione con il National Institute of Environmental Health Sciences (Niehs).

Tali studi hanno investigato gli effetti dell’esposizione alla nicotina in utero fino a 13 settimane dopo lo svezzamento (equivalente a circa 20 anni di età nell’uomo), anche a basse dosi (l’equivalente di una sigaretta al giorno). “Si è osservata una riduzione della crescita corporea e un altissimo tasso di mortalità dei cuccioli di ratto, anche a dosi medio-basse – spiegano dal Ramazzini -. Risultato particolarmente rilevante, che potrebbe essere correlato proprio alla specifica esposizione prenatale alla nicotina”.

Inoltre sono state osservate “lesioni degenerative nei testicoli”, che sono “particolarmente rare” in giovane età, ma anche “vari gradi di infiammazione a carico di diversi apparati ed organi”, sui quali serviranno approfondimenti. Per questo il Ramazzini parla dunque di dati “allarmanti”.

“I nostri studi hanno evidenziato una serie di effetti preoccupanti della nicotina, anche a basse dosi – dice Daniele Mandrioli, direttore del Centro di ricerca sul cancro del Ramazzini -. Risulta perciò prioritario un approfondimento dei potenziali effetti tossici e cancerogeni a lungo termine di questa sostanza”.

“Questi studi – spiegano ancora dal Ramazzini – forniscono informazioni fondamentali per la valutazione del rischio e per la messa in atto di efficaci strategie di prevenzione legate all’impiego di nicotina anche in tanti dispositivi di nuova generazione, con particolare attenzione alla fascia più debole della popolazione, ovvero i giovani e le donne in gravidanza. I risultati emersi sono di straordinaria importanza per la salute pubblica e mostrano chiaramente la necessità di ulteriori ricerche sul tema”.

Redazione Nurse Times

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