Il Dipartimento Salute chiede chiarimenti su due TSLB trasferiti al Policlinico Riuniti mentre la procedura regionale resta incompleta
La mobilità intraregionale in Puglia torna al centro delle notizie di sanità regionale. A pochi giorni dalla denuncia della Segreteria Regionale Fials Puglia, ripresa da NurseTimes il 28 agosto, il Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia avrebbe chiesto chiarimenti all’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Riuniti di Foggia in merito al trasferimento di due Tecnici sanitari di laboratorio biomedico provenienti rispettivamente dalla ASL Bari e dalla ASL BAT.
La novità emerge dalla rassegna stampa de La Gazzetta del Mezzogiorno del 1° settembre 2026, che dedica alla vicenda un articolo nel quale viene prospettata anche la possibile revoca dei trasferimenti. Nel testo si riferisce che il Dipartimento regionale ha chiesto informazioni agli Ospedali Riuniti sulle procedure adottate.
Un passaggio che assume particolare rilievo perché arriva dopo la segnalazione sindacale sulla quale NurseTimes aveva acceso i riflettori nei giorni scorsi, riportando integralmente le contestazioni avanzate dalla Segreteria regionale Fials.
La denuncia Fials pubblicata da NurseTimes
La vicenda era stata sollevata dalla Fials – Segreteria Regionale Puglia, che con la nota prot. n. 297/2026 aveva interessato il presidente della Regione Puglia, l’assessore alle Politiche della Salute e il direttore del Dipartimento regionale.
Il sindacato contestava la presenza di possibili incongruenze nella gestione della mobilità intraregionale mentre la procedura unica regionale risultava ancora da completare.
In particolare, la Fials aveva richiamato due provvedimenti dell’AOU Policlinico Riuniti di Foggia, riferiti a due Tecnici sanitari di laboratorio biomedico (TSLB) dipendenti a tempo indeterminato, rispettivamente, della ASL BAT e della ASL Bari e precedentemente assegnati temporaneamente ai sensi dell’articolo 42-bis del decreto legislativo 151/2001.
Secondo la ricostruzione sindacale, il punto centrale era proprio questo: mentre numerosi dipendenti del Servizio sanitario regionale attendevano l’esito della procedura unica, alcuni trasferimenti sarebbero stati perfezionati attraverso percorsi differenti.
Il dato ufficiale: zero posti TSLB per i Riuniti di Foggia
Un elemento particolarmente significativo emerge dall’avviso pubblico unico regionale di mobilità, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 88 del 4 novembre 2025.
Il bando, gestito dalla ASL Barletta-Andria-Trani, era stato indetto ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 165/2001, del CCNL del Comparto Sanità e dell’accordo regionale del 15 aprile 2025. I posti messi complessivamente a disposizione erano 1.763.
La tabella ufficiale relativa ai Tecnici sanitari di laboratorio biomedico indicava complessivamente 46 posti di mobilità, ma per l’AOU Ospedali Riuniti di Foggia risultavano zero posti disponibili. Per la ASL Foggia, invece, ne erano previsti 12.
È proprio questa circostanza che aveva alimentato le perplessità della Fials: alcuni lavoratori interessati alla destinazione AOU di Foggia, secondo il sindacato, non avrebbero potuto proseguire nella procedura proprio per l’assenza di posti disponibili per quel profilo, mentre successivamente sarebbero stati adottati i provvedimenti riguardanti i due tecnici già presenti in assegnazione temporanea.
La verifica regionale dovrà ora chiarire se esistessero presupposti giuridici e organizzativi differenti tali da giustificare quei trasferimenti oppure se gli atti debbano essere riesaminati.
La mobilità regionale affidata alla ASL BAT
Il percorso pugliese nasce da un accordo regionale volto a governare in maniera coordinata gli spostamenti del personale tra le aziende del Servizio sanitario regionale.
Già nel luglio 2025 la ASL BAT aveva pubblicato una manifestazione di interesse aperta ai dipendenti a tempo indeterminato delle ASL, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS pugliesi, prevedendo la possibilità di indicare una sola azienda di destinazione.
Successivamente è stato pubblicato l’avviso unico regionale. Nell’aprile 2026 la ASL BAT ha poi proceduto alla fase relativa agli ammessi, mentre la definizione delle graduatorie è diventata uno dei passaggi maggiormente attesi dai lavoratori.
Lo stesso tema era stato affrontato anche in sede politica. Il 30 marzo 2026, dal Consiglio regionale della Puglia era stato annunciato che gli esiti della mobilità intraregionale sarebbero arrivati nel giro di poche settimane, sottolineando l’importanza della procedura per consentire agli operatori sanitari di avvicinarsi alla propria residenza.
A distanza di mesi, dunque, il completamento dell’iter resta un nodo rilevante.
Foggia concentra oltre il 40% dei posti della mobilità
I dati del bando consentono inoltre di comprendere perché la procedura abbia importanti conseguenze sulla distribuzione del personale sanitario in Puglia.
Dei 1.763 posti complessivi, 637 riguardavano la ASL Foggia e altri 72 l’AOU Ospedali Riuniti: 709 posti complessivi, pari a poco più del 40% dell’intera mobilità regionale, secondo un calcolo effettuato sui dati ufficiali del bando.
Per gli infermieri, ad esempio, il bando prevedeva 700 posti di mobilità complessivi, dei quali 201 presso la ASL Foggia e 29 presso l’AOU Riuniti. Per gli OSS i posti complessivi erano 300, con 94 destinazioni nella ASL Foggia e 14 nell’AOU.
Una distribuzione così rilevante rende necessario contemperare il diritto alla mobilità dei lavoratori con la necessità di non determinare squilibri negli organici delle aziende di provenienza.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, proprio questo aspetto sarebbe ora oggetto di valutazione da parte dei vertici regionali.
Cosa prevede la normativa sulla mobilità
Il riferimento normativo generale resta l’articolo 30 del decreto legislativo 165/2001, che disciplina il passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse per la copertura di posti vacanti in organico.
Anche la disciplina contrattuale del Comparto Sanità insiste sulla necessità di garantire trasparenza nelle procedure, individuazione dei profili professionali ricercati, criteri di valutazione e possibilità di partecipazione per i dipendenti in possesso dei requisiti previsti.
Questo non significa automaticamente che ogni provvedimento adottato fuori dalla procedura regionale sia illegittimo. È proprio la verifica amministrativa che dovrà stabilire il quadro concreto, le motivazioni dei singoli atti e l’eventuale presenza di presupposti normativi specifici.
Allo stato delle informazioni disponibili, è quindi corretto parlare di verifica amministrativa e richiesta di chiarimenti, non di responsabilità già accertate.
Dopo la denuncia Fials, ora si attende la decisione della Regione
La vicenda segnalata dalla Fials e rilanciata da NurseTimes entra dunque in una fase nuova.
La richiesta di informazioni del Dipartimento Salute agli Ospedali Riuniti rappresenta un primo riscontro istituzionale alle questioni sollevate dal sindacato. Resta però da capire se dalla verifica emergerà un formale provvedimento di revoca o annullamento in autotutela dei trasferimenti, oppure se l’AOU riuscirà a dimostrare la piena compatibilità degli atti con la normativa e con il quadro regionale.
Altrettanto importante sarà conoscere i tempi della pubblicazione definitiva delle graduatorie della mobilità intraregionale.
Per centinaia di infermieri, OSS, tecnici sanitari e altri professionisti non si tratta infatti di una questione puramente amministrativa: la mobilità significa possibilità di ricongiungimento familiare, riduzione degli spostamenti quotidiani e migliore conciliazione tra vita e lavoro.
La priorità, tuttavia, resta quella di assicurare regole identiche, trasparenti e verificabili per tutti, salvaguardando nello stesso tempo gli organici e la continuità dell’assistenza negli ospedali pugliesi.
NurseTimes continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda e gli eventuali provvedimenti ufficiali della Regione Puglia e delle aziende sanitarie interessate.
Redazione NurseTimes
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