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Puglia. ASL BT, proroghe e consulenza da 35mila euro: spending review al contrario?

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In pochi giorni tre delibere: confermati due direttori di Dipartimento e affidato un supporto esterno all’RSPP
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In pochi giorni tre delibere: confermati due direttori di Dipartimento e affidato un supporto esterno all’RSPP. Il nodo della coerenza con la linea regionale sul contenimento della spesa

Tre provvedimenti adottati dall’ASL BT nell’arco di pochi giorni riaccendono il dibattito sulla gestione della sanità pugliese, proprio mentre la Regione chiede alle aziende sanitarie maggiore rigore, controllo della spesa ed efficientamento organizzativo.

Due atti del 31 agosto 2026 riguardano la proroga delle direzioni del Dipartimento Farmaceutico e del Dipartimento di Prevenzione. A questi si aggiunge ora la deliberazione n. 326 del 27 agosto 2026, con la quale l’Azienda ha disposto un affidamento diretto per un servizio esterno di supporto tecnico specialistico all’RSPP aziendale, per una spesa complessiva di 35.644,80 euro, Cassa e IVA comprese.

Nessuno dei tre provvedimenti, sulla base degli atti esaminati, può essere automaticamente qualificato come illegittimo.

Il problema che emerge è differente e, soprattutto, politico-amministrativo: quanto queste decisioni siano coerenti con la spending review annunciata dalla Regione Puglia e con il sacrificio fiscale richiesto ai cittadini per contribuire alla copertura del disavanzo sanitario.

Tre atti in cinque giorni

La sequenza temporale merita attenzione.

Il 27 agosto il direttore generale Alessandro Di Bello firma la deliberazione n. 326 relativa al supporto specialistico all’RSPP.

Il 31 agosto, con la deliberazione n. 327, viene prorogato l’incarico della dott.ssa Domenica Ancona quale direttrice del Dipartimento Farmaceutico, con decorrenza dal 1° settembre e fino all’adozione del nuovo Atto aziendale.

Nello stesso giorno, con la deliberazione n. 328, viene prorogato al dott. Nicola Fortugno l’incarico di direttore del Dipartimento di Prevenzione dal 1° settembre al 30 novembre 2026, oppure fino alla precedente data di effettivo pensionamento.

Tecnicamente, quindi, è importante parlare di proroghe e non di nuove nomine.

Ma la sostanza politica rimane: due direzioni dipartimentali vengono mantenute operative mentre il sistema sanitario regionale è sottoposto a una forte pressione per ridurre i costi.

Il caso Ancona: proroga fino al nuovo Atto aziendale

Per Domenica Ancona l’ASL BT motiva la scelta con la necessità di assicurare continuità alla guida del Dipartimento Farmaceutico.

L’Azienda sottolinea il particolare rilievo delle funzioni legate al monitoraggio della spesa farmaceutica, all’appropriatezza e agli obiettivi assegnati dalla Regione Puglia.

La stessa deliberazione riconosce però che è in corso una revisione complessiva dell’organizzazione aziendale destinata a confluire nel nuovo Atto aziendale, all’interno del quale dovranno essere rivalutate anche l’articolazione delle strutture, l’organizzazione dipartimentale, le competenze e le modalità di direzione.

Proprio per questo viene scelta una proroga definita dall’Azienda temporanea ed eccezionale, rinviando la procedura ordinaria di individuazione del direttore.

Resta tuttavia un interrogativo: quanto durerà questa temporaneità?

A differenza dell’incarico Fortugno, infatti, non compare una data di scadenza determinata: il termine coincide con l’approvazione del nuovo Atto aziendale.

Fortugno: prima la revoca delle proroghe, poi una nuova proroga

Ancora più singolare sul piano amministrativo appare la sequenza relativa al Dipartimento di Prevenzione (unico dipartimento previsto obbligatoriamente dalla legge n. 502/92).

La stessa deliberazione n. 328 ricorda che con la delibera n. 324 del 19 agosto 2026 erano state revocate le precedenti disposizioni del commissario straordinario che avevano prorogato gli incarichi dei direttori di Dipartimento con contratto scaduto.

La revoca avrebbe prodotto effetti dal 1° settembre 2026.

Dodici giorni dopo, però, viene decisa una nuova proroga proprio per Nicola Fortugno.

L’Azienda motiva la decisione con la necessità di assicurare la continuità della struttura e con il fatto che Fortugno risulta, secondo la ricognizione interna, l’unico dirigente del Dipartimento titolare di direzione di struttura complessa con anzianità superiore a cinque anni nella funzione.

La proroga viene limitata a circa tre mesi perché il dirigente ha già chiesto il collocamento in quiescenza dal 1° dicembre 2026.

La scelta è dunque motivata.

Ma rimane una domanda inevitabile: se il 19 agosto era stato ritenuto necessario revocare le proroghe precedenti, quale significato organizzativo assume una nuova proroga disposta appena dodici giorni dopo?

La terza delibera: 35.644 euro per il supporto esterno all’RSPP

A rendere ancora più interessante il quadro è la deliberazione n. 326 del 27 agosto 2026.

L’atto riguarda l’affidamento diretto all’ing. Roberto Masciopinto di un servizio di supporto tecnico specialistico alle attività del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale.

Un primo elemento merita di essere sottolineato: nella stessa delibera l’ASL BT dichiara di avere già individuato come RSPP la dott.ssa Chiara Maselli, dipendente dell’Azienda.

Questo non rende irregolare il ricorso a un professionista esterno.

Lo stesso provvedimento richiama infatti l’articolo 31, comma 3, del D.Lgs. 81/2008, secondo il quale, anche in presenza di un servizio interno, il datore di lavoro può ricorrere a professionalità esterne dotate delle conoscenze necessarie per integrare l’attività di prevenzione e protezione.

Il punto è un altro.

Perché si è reso necessario integrare con un incarico esterno un servizio già affidato a un RSPP interno?

Quali specifiche attività non potevano essere svolte attraverso le risorse aziendali?

Quali risultati dovrà produrre il professionista incaricato?

Sono domande particolarmente rilevanti in un momento in cui ogni euro di spesa sanitaria è sottoposto a scrutinio.

Dal preventivo all’affidamento in appena un giorno

Anche la cronologia dell’affidamento merita attenzione.

Dalla deliberazione risulta che il 26 agosto 2026 l’ASL BT abbia chiesto all’ing. Masciopinto un preventivo.

Il professionista ha risposto via PEC il 27 agosto, trasmettendo offerta economica e curriculum.

Nella stessa giornata del 27 agosto il direttore generale ha autorizzato l’Area Gestione del Patrimonio a procedere con l’affidamento diretto e sono state acquisite le dichiarazioni relative ai requisiti, all’assenza di conflitti di interesse e il relativo CIG.

Una procedura estremamente rapida, resa possibile dal ricorso all’affidamento diretto previsto dall’articolo 50 del D.Lgs. 36/2023 per i servizi al di sotto delle soglie indicate dalla normativa.

La rapidità, di per sé, non costituisce un’anomalia né un indice di illegittimità.

Sul piano della trasparenza amministrativa resta tuttavia opportuno comprendere quali esigenze abbiano determinato l’urgenza dell’affidamento e in che modo sia stata valutata l’effettiva necessità del supporto esterno.

21mila euro di compenso e 9mila euro di rimborsi

Il quadro economico indicato nell’atto è altrettanto interessante.

Il preventivo complessivo è pari a 30.000 euro, IVA e Cassa escluse, così articolato:

  • 21.000 euro quale compenso professionale;
  • 9.000 euro per spese generali e di trasferta.

La deliberazione quantifica successivamente l’impegno complessivo in 35.644,80 euro, di cui 26.644,80 euro imputati alle “Consulenze Tecniche da privato” e 9.000 euro ad “Altri rimborsi e recuperi”.

Anche in questo caso la domanda non è se la spesa sia formalmente possibile.

La domanda è se, nell’attuale situazione finanziaria della sanità pugliese, sia stata dimostrata con sufficiente chiarezza l’indispensabilità dell’incarico esterno e la congruità dell’intero quadro economico, compresa la rilevante componente destinata alle spese generali e di trasferta.

La Puglia e il conto del disavanzo sanitario

Il contesto in cui vengono adottati questi provvedimenti non può essere ignorato.

Nel maggio 2026 la Regione Puglia ha approvato le misure per la copertura del disavanzo del Servizio sanitario regionale relativo al 2025, intervenendo anche sull’addizionale regionale IRPEF. Il provvedimento regionale indica che una parte consistente della perdita sanitaria sarebbe stata coperta proprio attraverso la rideterminazione delle aliquote.

Presentando la manovra, il presidente Antonio Decaro aveva posto tra gli obiettivi l’efficientamento della sanità, la riduzione dei costi e il contrasto agli sprechi.

Già ad aprile, durante la definizione della spending review, era emersa pubblicamente anche la valutazione di una riduzione dei Dipartimenti regionali nell’ambito delle misure di contenimento.

È necessaria, tuttavia, una precisazione: dalle fonti pubbliche esaminate non emerge un provvedimento generale con cui la Regione abbia ordinato indistintamente alle ASL di “eliminare tutti i Dipartimenti”.

Esiste invece una linea politica e amministrativa documentata di razionalizzazione, verifica della spesa ed efficientamento delle strutture.

Ed è proprio rispetto a quella linea che le decisioni dell’ASL BT devono essere valutate.

La nota del capo di Gabinetto e il controllo sulle spese

Un ulteriore passaggio rende il tema ancora più delicato.

Nel luglio 2026 la Presidenza della Regione, attraverso una nota firmata dal capo di Gabinetto Davide Pellegrino, aveva chiesto ai nuovi direttori generali di verificare gli atti adottati dalle precedenti gestioni negli ultimi sessanta giorni.

Il controllo doveva riguardare anche consulenze, promozioni e assunzioni, con la possibilità di intervenire in autotutela qualora gli atti fossero risultati non coerenti con la nuova gestione della spesa sanitaria.

La domanda, quindi, diventa ancora più attuale.

Se alle nuove direzioni generali viene chiesto di riesaminare perfino le consulenze decise dalle precedenti amministrazioni, quali parametri vengono oggi utilizzati per autorizzare nuovi affidamenti professionali esterni?

E soprattutto: tali criteri sono omogenei in tutte le aziende sanitarie pugliesi?

Nessuna accusa ai professionisti: il problema è la governance

È importante ribadirlo.

Non sono in discussione le competenze professionali della dott.ssa Domenica Ancona, del dott. Nicola Fortugno, dell’ing. Roberto Masciopinto o della RSPP aziendale dott.ssa Chiara Maselli.

Gli atti esaminati non offrono elementi per formulare contestazioni personali nei loro confronti.

La questione riguarda esclusivamente le scelte della governance sanitaria.

Se ai cittadini viene chiesto di contribuire attraverso una maggiore pressione fiscale al riequilibrio dei conti della sanità pugliese, la pubblica amministrazione ha il dovere non soltanto di rispettare formalmente la normativa, ma anche di dimostrare che ogni struttura mantenuta, ogni incarico prorogato e ogni consulenza affidata siano effettivamente necessari.

Spending review: servono numeri, non soltanto annunci

Le tre deliberazioni dell’ASL BT diventano quindi emblematiche di una questione più ampia.

Da una parte la Regione parla di riduzione degli sprechi, efficientamento e revisione delle spese.

Dall’altra, nel giro di pochi giorni, nell’ASL BT vengono prorogate due direzioni dipartimentali e viene autorizzato un affidamento professionale esterno da oltre 35mila euro.

Ciò non significa automaticamente che queste decisioni siano sbagliate.

Significa però che devono essere spiegate.

Quanto costano complessivamente le direzioni dei Dipartimenti dell’ASL BT?

Quante saranno mantenute nel nuovo Atto aziendale?

Quante verranno accorpate o eliminate?

Qual è il costo delle relative indennità?

Perché è stato necessario un supporto esterno all’RSPP interno?

Quali prestazioni specifiche saranno assicurate dall’ing. Masciopinto?

Come sono stati determinati i 9mila euro destinati alle spese generali e di trasferta?

Sono interrogativi ai quali sarebbe opportuno che ASL BT e Regione Puglia fornissero risposte pubbliche e documentate.

Perché una spending review è credibile soltanto quando il principio del contenimento della spesa viene applicato con criteri trasparenti, verificabili e uguali per tutti.

E dopo l’aumento dell’IRPEF collegato al disavanzo sanitario, questa trasparenza non rappresenta soltanto una buona pratica amministrativa.

È ciò che i cittadini pugliesi hanno il diritto di pretendere.

Redazione NurseTimes
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