Concluse le aggiudicazioni per le prestazioni mediche esternalizzate: restano prorogati ginecologia-ostetricia e psichiatria
L’Asl 1 Imperiese ha definito l’assegnazione di sei degli otto lotti relativi al servizio di esternalizzazione delle prestazioni mediche plurispecialistiche, confermando una spesa complessiva che supera i 3,6 milioni di euro. Il tema dei medici a gettone torna così al centro del dibattito della sanità, in un contesto segnato dalla carenza di personale e dalla necessità di garantire la continuità assistenziale negli ospedali.
Secondo la documentazione ufficiale di gara dell’azienda sanitaria, nei giorni scorsi si sono concluse le procedure di aggiudicazione per i lotti messi a bando, con affidamenti che riguardano reparti strategici come anestesia e rianimazione, medicina interna, cardiologia, riabilitazione, emergenza-urgenza e assistenza nelle case circondariali. Restano invece ancora in regime di proroga i lotti per ginecologia-ostetricia e psichiatria.
Il valore economico delle aggiudicazioni già formalizzate è rilevante e riflette una tendenza ormai diffusa nel sistema sanitario italiano: il ricorso a professionisti esterni per coprire turni e vuoti di organico. Una soluzione tampone che, se da un lato consente di mantenere attivi servizi essenziali, dall’altro riaccende il dibattito su programmazione, reclutamento e sostenibilità della spesa nella medicina pubblica.
I dettagli
Nel dettaglio, il lotto 1, dedicato ad anestesia e rianimazione, è stato aggiudicato all’Ati composta da Gap Med S.T.P. Spa e Novamedica Cooperativa Sociale con un ribasso dello 0,12%, per un importo annuo di 772.212,80 euro. Il servizio coprirà il periodo dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2027, per 63 turni mensili da 12 ore, distribuiti in orario diurno e notturno nei giorni feriali e festivi.
La stessa Ati si è aggiudicata anche il lotto 2, medicina interna, con un ribasso del 7,3% e un importo annuo di 112.135,52 euro, sempre per il periodo compreso tra il 1° maggio 2026 e il 30 aprile 2027. In questo caso sono previsti 11 turni al mese da 12 ore.
L’aggiudicazione è andata ancora alla stessa compagine per il lotto 4, cardiologia, con un ribasso dello 0,27% e un importo annuo pari a 540.560 euro. Anche qui il servizio decorrerà dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2027, con 50 turni al mese da 12 ore.
Il lotto 5, medicina fisica e riabilitazione, è stato assegnato all’Ati Gap Med S.T.P. Spa e Novamedica Cooperativa Sociale con un ribasso dello 0,27% e un importo annuo di 271.280 euro, per 25 turni mensili da 12 ore nello stesso arco temporale.
Per il lotto 6, emergenza-urgenza, l’Asl 1 Imperiese ha individuato come aggiudicatario BMC h24 Assistance Srl, con un ribasso del 4% e un importo annuo di 1.694.057,60 euro. Si tratta del lotto economicamente più pesante tra quelli assegnati, con una copertura prevista di 144 turni mensili da 12 ore, sia di giorno sia di notte, nei feriali e nei festivi.
Il lotto 8, infine, relativo al servizio assistenziale presso le case circondariali, è stato affidato a Global Care Cooperativa Sociale Onlus, con un ribasso del 5,50% e un importo annuo di 257.168 euro. Anche in questo caso, il servizio prevede 25 turni mensili da 12 ore.
I lotti non aggiudicati
Sommando gli importi annui dei sei lotti aggiudicati, il totale sfiora i 3,65 milioni di euro, una cifra che restituisce la dimensione del ricorso alla sanità esternalizzata per far fronte alle criticità operative. Il quadro, infatti, conferma quanto il reclutamento diretto di personale resti una priorità per molte aziende sanitarie, chiamate ogni giorno a garantire servizi essenziali in reparti ad alta complessità.
Restano invece senza aggiudicazione definitiva i lotti ginecologia-ostetricia e psichiatria. Nel primo caso, la procedura è andata deserta; nel secondo, l’unico operatore economico partecipante è stato escluso dopo aver presentato due differenti offerte economiche, circostanza che ha reso necessario l’intervento dell’amministrazione per stabilire l’irregolarità della proposta.
Conclusioni
La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito su infermieri, medici, organizzazione del lavoro e sostenibilità del sistema sanitario. L’uso dei medici a gettone, infatti, continua a essere al centro di confronti istituzionali e sindacali, soprattutto per l’impatto che può avere sulla continuità delle cure, sulla qualità dell’assistenza e sui costi per le aziende sanitarie.
Per il territorio imperiese, la chiusura di queste procedure rappresenta un passaggio amministrativo importante, ma non risolutivo. La vera sfida, sottolineata da più parti nel settore, resta quella di rafforzare gli organici strutturali, ridurre la dipendenza dalle esternalizzazioni e garantire stabilità ai servizi ospedalieri e territoriali.
Redazione NurseTimes
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