I parlamentari del Movimento 5 Stelle criticano la scelta della Regione: “Salvaguardare i profoli di oss e infermiere senza sovrapposizioni”.
“Dopo il Veneto, anche la Lombardia si starebbe apprestando a varare corsi di formazioni della durata di 300 ore per aumentare le competenze degli Operatori Socio Sanitari (OSS) orientando le competenze verso quelle infermieristiche, tanto che la nuova figura sembrerebbe assumere la denominazione di ‘vice infermiere’. Ancora una volta, si cerca di fronteggiare la carenza di figure infermieristiche attribuendo agli OSS competenze e responsabilità proprie ed esclusive di questa professione, una sovrapposizione di professioni e competenze che crea confusione”. Così Stefania Mammì e Celeste D’Arrando, deputate del Movimento 5 Stelle, nel corso di un question time in Commissione Affari sociali.
“Come ribadito oggi in commissione dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa – proseguono -, l’OSS è sprovvisto delle caratteristiche della professione sanitaria in senso proprio e dunque è giusto lavorare alla revisione del profilo come si sta facendo. È fondamentale salvaguardare i profili professionali dell’infermiere e dell’operatore socio-sanitario e quindi il diritto dei cittadini a ricevere prestazioni appropriate. Il problema della carenza di organico andrebbe affrontato alla radice. Questa modalità non risolve la carenza di organico, bensì sarebbero i medesimi operatori in servizio a essere riqualificati ma, a fronte di maggiori competenze, a loro saranno attribuite ulteriori responsabilità a salario invariato”.
E ancora: “Anche nel rispetto della dignità di ciascuna professione, occorre fare chiarezza. Gli infermieri e gli OSS hanno dato un grande contributo durante la pandemia ma molto spesso vivono situazione lavorative non dignitose e patiscono retribuzioni non congrue. Su questo continuerà l’impegno del Movimento 5 Stelle”.
Redazione Nurse Times
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