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Nursing Up: “Bene le nuove lauree specialistiche per infermieri, ma serve una collocazione contrattuale adeguata”

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Domande di ammissione ai corsi di laurea magistrale delle Professioni sanitarie: aumento medio del 6,3%
Medical education and healthcare theme. Stethoscope and graduation cap on stack of books on blue background.
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Riceviamo e pubblichiamo un comunivato stampa del sindacato Nursing Up.

Nursing Up accoglie positivamente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti del Ministero dell’Università e della Ricerca che istituiscono tre nuove lauree magistrali specialistiche a indirizzo: cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, cure neonatali e pediatriche, cure intensive ed emergenza.

Per il sindacato guidato da Antonio De Palma è un passaggio importante, ma non basta celebrare la “svolta”, se poi mancano di fatto collocazione contrattuale, stipendi adeguati, rilancio sanità territoriale e valorizzazione della professione infermieristica di base.

“OCCHIO AGLI SLOGAN: IN ITALIA NON CI SONO INFERMIERI PRESCRITTORI DI FARMACI COME IN EUROPA”

«In queste ore – dichiara De Palma – politica e istituzioni parlano di rivoluzione e di infermieri prescrittori. Ma va chiarito che i decreti non riguardano la prescrizione di farmaci, come avviene in alcuni Paesi europei, bensì la prescrizione di presidi assistenziali, ausili, dispositivi e tecnologie sanitarie: stomie, sacche, cateteri, medicazioni e strumenti per la continuità assistenziale».

«È una evoluzione positiva, un primo passo, ma non può essere usata per dire che i problemi della professione siano risolti».

“IL POSTO CONTRATTUALE DEI NUOVI LAUREATI È NELL’AREA DELLA DIRIGENZA: OCCORRE CREARE TERRENO FERTILE”

Nursing Up ricorda che in Regno Unito, Paesi Bassi, Irlanda, Canada, Stati Uniti e nei sistemi del Nord Europa gli infermieri specialisti possono anche prescrivere farmaci entro limiti regolamentati, gestire pazienti cronici e operare con autonomia reale, dentro percorsi professionali e retributivi coerenti.

«In Italia – afferma De Palma – sarebbe un errore gravissimo pensare di confinare queste nuove figure nell’area di elevata qualificazione del comparto sanità. Con lauree magistrali, competenze avanzate e responsabilità crescenti, quando il loro posto naturale è nelle aree professionali e della dirigenza».

“SI RISCHIA DI APRIRE  UN PRECIPIZIO SENZA FONDO. E DENTRO CI FINISCONO I PAZIENTI”

Secondo Nursing Up il rischio è quello di costruire un sistema estremamente squilibrato: da una parte nuove professioni specialistiche, dall’altra figure intermedie come l’assistente infermiere, e nel mezzo il vuoto della professione infermieristica di base.

«Quel vuoto – dice De Palma – potrebbe diventare un precipizio. E dentro rischiano di finirci i pazienti».

Il sindacato richiama i numeri della crisi: stipendi inferiori di oltre 13mila dollari annui rispetto alla media OCSE, perdita di potere d’acquisto, fughe all’estero, carenza strutturale, rapporto infermieri/abitanti tra i più bassi d’Europa, difficoltà di reperire nuovi studenti e ricambio generazionale insufficiente, con appena un nuovo ingresso ogni tre uscite.

“DOV’È LA SANITÀ DI PROSSIMITÀ? A QUANDO IL RILANCIO DELLA PROFESSIONE DI BASE, ABBANDONATA A SE STESSA?”

«Da anni – continua De Palma – si parla di Case di comunità, infermieri di famiglia e rivoluzione territoriale. Ma dove sono gli oltre 20mila infermieri di famiglia che mancano all’appello? E che senso ha parlare di prossimità se solo circa il 3% delle Case di comunità è realmente attivo, con regioni come la Puglia ferme a zero strutture operative?. Possiamo costruire contenitori, ma senza infermieri resteranno scatole vuote».

“ORA I FATTI, NON LA RECLAME. PRIMA CHE SIA TARDI”

«Occorre sostegno concreto alle  nuove lauree specialistiche . Questo significa area contrattuale della dirigenza e stipendi europei. Occorre nel contempo intervenire  sulla reale valorizzazione  dei professionisti di base, azione senza la quale rischiamo di creare specialisti senza futuro e territori senza assistenza».

«Non bastano slogan, annunci o targhe universitarie – conclude De Palma – perché quando si perdono d’occhio, sotto il profilo contrattuale, le professionalità infermieristiche, partendo dai dirigenti sino alla base, si crea un vuoto, e in quel vuoto non cadono solo gli infermieri: ci finiscono i pazienti, le famiglie e il diritto stesso alla cura».

Redazione Nurse Times

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