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Farmaci israeliani gettati per protesta, scatta la petizione in difesa di dottoressa e infermiera: “No a provvedimenti disciplinari”

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La petizione lanciata da alcuni colleghi chiede ad Asl Toscana Sud Est e Omceo Arezzo di difendere le due professioniste della Casa della Salute di Pratovecchio Stia dalla “gogna mediatica”.

La vicenda risale al 20 agosto scorso, quando una dottoressa e un’infermiera della Casa della Salute di Pratovecchio Stia (Arezzo) condivisero su X un video che le vedeva gettare in un cestino dei rifiuti alcuni farmaci prodotti da un’azienda israeliana. Si trattava di un’azione simbolica di protesta contro quanto sta accadendo a Gaza, che però non mancò di scatenare polemiche, inducendo anche Asl Toscana Sud Est e Omceo Arezzo a esprimere “sconcerto” e ad avviare un’indagine.

Le due professioniste si sono poi per le modalità della protesta attraverso un secondo video, precisando di non aver buttato veri farmaci, bensì campioni di salviette e integratori. E in seguito è scattata la solidarietà di un gruppo di colleghi aretini, che hanno lanciato una petizione per chiedere che si interrompano le indagini, scongiurando un provvedimento disciplinare.

“A nostro avviso – spiegano i promotori della petizione -, non si ravvedono violazioni del Codice Deontologico o del Giuramento i quali, anzi incoraggiano l’indipendenza e la solidarietà, nel rispetto del decoro dell’Ordine e della professione. Principi che in questo caso – dati la sobrietà del video e il rifiuto a utilizzare i prodotti di un’azienda farmaceutica – non ci sembrano violati. L’Ordine ha puntato il dito per il video, ma non ha fatto nulla per tutelare le due colleghe dalla violenza verbale e dalla gogna social alla quale sono state esposte”.

L’iniziativa si è rivelata un successo: ben 192 le firme raccolte in poco tempo tra medici e infermieri di tutta Italia. Nell’80% dei casi a sottoscrivere la petizione sono stati i medici (il 40% dei quali iscritti a Omceo Arezzo), mentre ltre il 40% dei firmatari sono dipendenti dell’Asl Toscana Sud Est. Una volta chiusa, la documentazionè è stata poi inviata agli organi competenti.

“Alla luce delle prese di posizione espresse dall’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Arezzo e da altri enti in merito al video diffuso dalla Casa della Salute di Pratovecchio Stia, riteniamo necessario esprimere una posizione chiara a sostegno delle colleghe coinvolte – si legge nella missiva spedita anche agli Ordini e all’Asl Toscana Sud Est -. In particolare, in merito al comunicato del 22 agosto 2025 dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Arezzo, riteniamo che non possa affermare di agire a tutela dei cittadini e degli iscritti aprendo un’indagine nei confronti delle colleghe della Casa della Salute di Pratovecchio Stia”.

E ancora: “La situazione a Gaza è drammatica ed è innegabile che abbia ormai un evidente impatto umano e sanitario. Per questo motivo appare riduttivo sostenere che i professionisti della salute non possano esprimersi in merito e in quanto tali. Pur comprendendo che l’Ordine possa non condividere le modalità della protesta – peraltro simbolica e limitata a campioni gratuiti -, riteniamo necessario andare oltre il gesto specifico, evitando di ridurlo a un caso disciplinare”.

Sempre la missiva: “Non vi sono elementi tali da configurare una lesione della dignità dell’Ordine o dei suoi iscritti. Al contrario, riteniamo che il ruolo dell’Istituzione debba essere quello di sostenere e difendere le colleghe dalla gogna mediatica e dalle violenze verbali cui sono state esposte, garantendo loro tutela e rispetto, piuttosto che sottoporle al rischio di sanzioni. Chiediamo pertanto che non si proceda ad alcuna indagine né provvedimento disciplinare nei confronti delle colleghe da parte degli Ordini professionali e dell’Azienda sanitaria di pertinenza”.

Redazione Nurse Times

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