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Demansionamento infermieristico, UGL diffida la ASL Frosinone: “Rischi per pazienti e operatori”

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Che tipo di "prove" sono necessarie per dimostrare il danno da demansionamento?
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Il sindacato denuncia la carenza di OSS nei turni notturni, richiama le recenti pronunce della Cassazione e chiede un’immediata riorganizzazione dei servizi assistenziali

Il demansionamento infermieristico torna al centro delle notizie di sanità. La UGL Salute Frosinone ha inviato una formale diffida alla Direzione Generale della ASL Frosinone, denunciando una situazione definita “ormai consolidata” che vedrebbe gli infermieri costretti a svolgere attività proprie del personale di supporto a causa della grave carenza di Operatori Socio-Sanitari (OSS), in particolare durante il turno notturno.

La segnalazione richiama il D.M. 739/1994, il CCNL del comparto Sanità e le più recenti ordinanze della Corte di Cassazione (nn. 9435/2026, 13728/2026 e 14249/2026), evidenziando come l’assegnazione sistematica di mansioni inferiori costituisca una violazione del profilo professionale dell’infermiere.

La denuncia della UGL Salute

Nella nota indirizzata al Direttore Generale, al Direttore Sanitario, alla Direzione delle Professioni Sanitarie e, per conoscenza, alla Regione Lazio, il sindacato evidenzia una criticità organizzativa particolarmente rilevante.

Secondo quanto riportato nel documento, in numerose Unità Operative dell’ASL Frosinone risulterebbe assente la figura dell’OSS nella fascia oraria compresa tra le 19:00 e le 7:00, costringendo gli infermieri ad assumersi attività non riconducibili alle competenze proprie della professione.

Tra le mansioni segnalate figurano:

  • attività alberghiere e di accudimento;
  • rifacimento dei letti;
  • igiene personale dei pazienti;
  • cambio dei presidi;
  • movimentazione e mobilizzazione dei pazienti;
  • trasporto interno dei pazienti;
  • trasporto delle salme verso gli obitori.

Secondo la UGL Salute, questa organizzazione determinerebbe una vera e propria duplicazione dei ruoli, sottraendo tempo all’assistenza clinica e alle attività ad elevato contenuto professionale.

Violazione del profilo professionale dell’infermiere

Il sindacato sostiene che tale assetto organizzativo contrasti con quanto previsto dal D.M. 739/1994, che definisce le competenze dell’infermiere quale professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica generale.

La sistematica attribuzione di mansioni alberghiere e logistiche, secondo la UGL, determinerebbe:

  • dequalificazione professionale;
  • perdita di competenze specialistiche;
  • riduzione della qualità dell’assistenza;
  • aumento dello stress lavoro-correlato;
  • potenziali responsabilità civili per il datore di lavoro.

La nota richiama inoltre l’articolo 2103 del Codice Civile, sottolineando come le recenti pronunce della Corte di Cassazione abbiano ribadito che il ricorso sistematico a mansioni inferiori non può essere giustificato da carenze strutturali di organico.

Le ricadute sul Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)

Uno degli aspetti più rilevanti della vicenda riguarda le possibili conseguenze sul Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) previsto dal D.Lgs. 81/2008.

Se il demansionamento è strutturale e organizzativamente previsto, il DVR dovrebbe necessariamente essere aggiornato per tenere conto dei nuovi rischi professionali.

Tra le principali criticità emergono:

  • incremento del rischio da movimentazione manuale dei carichi e dei pazienti;
  • aumento del rischio biomeccanico e muscoloscheletrico;
  • crescita dello stress lavoro-correlato dovuto alla duplicazione delle mansioni;
  • maggiore esposizione al rischio clinico per riduzione del tempo dedicato alle attività infermieristiche;
  • incremento della probabilità di errori assistenziali e eventi avversi;
  • aumento del rischio di aggressioni durante attività svolte in assenza del personale di supporto;
  • possibile peggioramento degli indicatori di sicurezza delle cure.

Qualora tali rischi non fossero stati adeguatamente valutati, il datore di lavoro potrebbe essere chiamato a rispondere anche sotto il profilo della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’aggiornamento del DVR, infatti, rappresenta un preciso obbligo normativo ogni volta che mutano in maniera significativa l’organizzazione del lavoro o i rischi ai quali sono esposti i lavoratori.

Sicurezza delle cure e governance clinica

La UGL evidenzia come la problematica non riguardi esclusivamente i diritti dei lavoratori.

Quando l’infermiere viene sistematicamente impegnato in attività non sanitarie, diminuisce inevitabilmente il tempo dedicato:

  • al monitoraggio clinico;
  • alla prevenzione delle complicanze;
  • alla gestione terapeutica;
  • all’educazione del paziente;
  • alla documentazione assistenziale.

Si tratta di aspetti che incidono direttamente sulla sicurezza delle cure, principio richiamato anche dalla Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco), che pone la sicurezza delle prestazioni sanitarie tra gli elementi fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale.

La richiesta di riorganizzazione

Nella diffida, la UGL Salute chiede all’ASL Frosinone di intervenire con urgenza attraverso:

  • l’immediata cessazione del demansionamento;
  • l’inserimento stabile degli OSS in tutte le fasce orarie;
  • una revisione dell’organizzazione dei turni;
  • il ripristino del corretto utilizzo delle competenze infermieristiche.

Il sindacato preannuncia inoltre che, in assenza di provvedimenti concreti, procederà con ulteriori iniziative presso gli organi ispettivi competenti.

La cronica carenza di personale di supporto rischia infatti di trasformare una criticità organizzativa in un problema strutturale, con ripercussioni sulla tutela degli operatori, sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza dei pazienti.

Le recenti pronunce della Corte di Cassazione sembrano inoltre delineare un orientamento sempre più rigoroso nei confronti del demansionamento professionale, rafforzando il principio secondo cui le carenze di organico non possono giustificare l’assegnazione sistematica di mansioni inferiori.

Fonti ufficiali

  • Documento di diffida della UGL Salute Frosinone.
  • D.M. 14 settembre 1994, n. 739.
  • D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro).
  • Art. 2103 Codice Civile.
  • Legge 24/2017 (Gelli-Bianco).
  • Ordinanze della Corte di Cassazione nn. 9435/2026, 13728/2026 e 14249/2026.
Redazione NurseTimes

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