In Lombardia mancano 2.500-3.000 infermieri. Lo ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, parlando con i cronisti a margine del consiglio regionale straordinario dedicato proprio alla carenza di infermieri.
Una crisi professionale di cui si conoscono bene le cause: dai compensi bassi alle limitate prospettive di carriera, passando per i carichi di lavoro sempre più pesanti, le difficoltà di conciliare i turni con la vita privata e le aggressioni in corsia. Senza dimenticare le poche domande di iscrizione alle facoltà di Infermieristica, sintomo di una scarsa attrattività ormai acclarata.
In occasione del consiglio regionale straorinario è stato pprovato un ordine del giorno, sostenuto dalla maggioranza, che impegna la Giunta a varare il “Piano Lombardia Infermieri 2026-2028”, una strategia che punta su formazione, borse di studio e un monitoraggio trimestrale dei posti vacanti nei reparti più critici, come i pronto soccorso.
“Stiamo lavorando col Governo sulla possibilità di indicizzazione dello stipendio degli infermieri al costo della vita – ha dichiarato Bertolaso -. Abbiamo promosso un nuovo percorso di formazione e abbiamo monitorato reparto per reparto tutte le strutture sanitarie lombarde per formulare bandi mirati di assunzione che ci hanno permesso di invertire la rotta già nel primo trimestre del 2026”.
La strategia regionale oggi guarda anche al reclutamento all’estero. Resta in piedi, per esempio il progetto di collaborazione con l’Uzbekistan, soluzione che però, secondo le opposizioni, non può rappresentare una risposta efficace alla carenza ormai strutturale di infermieri.
Sulla questione, tuttavia, Bertolaso rilancia: “Abbiamo fatto un accordo con alcuni Paesi stranieri per poter compensare il gap, come quello firmato con l’Uzbekistan. Oggi apriamo un ufficio nella capitale Tashkent, con un nostro esperto che collabora insieme alle autorità locali per identificare le figure professionali migliori, insegnare loro l’italiano, fare un corso di aggiornamento professionale nelle materie infermieristiche, ovviamente approfondito, e poi farli venire a lavorare da noi. I primi 150 infermieri dovrebbero arrivare nel corso di quest’anno, perché stanno già seguendo il corso di italiano. Nei prossimi anni sicuramente riusciremo ad aumentare questo numero, e quindi a colmare un po’ il deficit”.
E ancora: “Qualcuno ha detto che ogni anno vanno via dalla Lombardia circa 3mila infermieri. E’ vero, ma ogni anno entrano 2.995 infermieri, quindi l’emorragia non è insostenibile. A ogni modo voglio dire forte e chiaro che contiamo innanzitutto sugli infermieri italiani e che vogliamo offrire loro tutte le possibilità per accedere alla professione, per crescere e per trovare soddisfazione nel loro lavoro. Il ricorso agli stranieri lo useremo come riserva, laddove abbiamo problemi”.
Dal consiglio straordinario è emerso, tra gli altri, l’impegno della Giunta a stanziare fondi destinati ai voucher per gli studenti di Infermieristica, utili a rendere più attrattivo il corso di laurea. “In Veneto questa misura sta funzionando – ha detto Bertolaso -. Vediamo se riusciremo ad applicarla anche in Lombardia a partire dall’anno prossimo. Bisogna trovare nel budget regionale i fondi che servono per garantire l’intervento”.
Bertolaso ha infine parlato delle ferie estive per il personale sanitario, con il rischio di faticare a coprire i turni: “È un problema che abbiamo tutti gli anni. Non solo per gli infermieri, ma anche per i medici. Come è noto, a luglio e agosto molti reparti vengono chiusi e in qualche modo organizzati nell’ambito di altre attività nello stesso ospedale. Ma questo è un fenomeno fisiologico, al quale per fortuna siamo abituati e, quindi, credo che saremo anche quest’anno in grado di fronteggiarlo, come è accaduto in tutti gli anni passati”.
Redazione Nurse Times
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